BASSANO ROMANO


Bassano Romano sorge a sud della provincia di Viterbo tra i monti Sabatini e i monti
Cimini. E' situato a circa 50 Km da Roma e 35 da Viterbo; dista 5 Km dalla via Cassia e 10
Km dalla via Braccianese (ex via Clodia). Confina a nord con Capranica, a nord-est con
Sutri, a ovest con Vejano, a sud-ovest con Oriolo Romano e a sud con Trevignano. Esteso su
una superficie di 37,46 Kmq, a 365 m s.l.m. nel punto più basso fino a superare i 500 m
nella zona della macchia, il paese è circondato da castagneti. Il clima è temperato, il
territorio "...non può essere più delizioso dell'aria, dell'acqua e dè suoi
prodotti che non possono essere né più puri né più pregiati, e dè suoi individui
tutti comunemente atletici, laboriosi, di svegliato ingegno e che d'ordinario giungono
fino alla più cauta età".(1) La superficie dell'intera area boschiva di Bassano
Romano è di circa 13 Kmq. Il piccolo centro viterbese è attraversato da numerosi corsi
d'acqua, tutti a carattere torrenziale. I principali fossi sono: Scarmazzano, Fontegrillo,
Scatenato, Pupigliano, Pozzarigo e Tazzano. L'unico corso d'acqua di maggior portata è il
Mignone che nasce in questo territorio. Il paese sorge su di uno stretto e lunghissimo
roccione di tufo delimitato da due profonde valli, orientato da Nord-Nord-Ovest,
Sud-Sud-Est. L'abitato medioevale occupa il pianoro più alto e più largo del roccione e
presenta la caratteristica pianta a fuso di acropoli con una strada principale mediana,
dorsale sul colmo. Numerose strade residenziali (vicoli), trasversali alla strada
principale longitudinale scavalcata da sottoportici, completano il sistema viario: qua e
là spazi per larghi e piazzette, posti di avvistamento.
STORIA
Secondo una leggenda popolare Bassano fu fondato da una coppia di giovani etruschi, Velka
e Tarkana che, dopo la loro unione, da Sutri decisero di stabilirsi a Bassano, attratti
dalle bellezze naturali e dalla serenità del luogo. Si racconta poi che la loro
felicità, associata alla tranquillità in cui vivevano, attirò nuove giovani coppie che
come loro decisero di stabilirsi lì. Arrivato l'autunno lo stesso entusiasmo coinvolse le
famiglie dei boscaioli provenienti dal napoletano e dal senese per il taglio dei boschi.
Così sul posto sorsero le prime capanne abitate da gente di diversa provenienza e cultura
che mescolò insieme i propri usi e costumi e, con essi, anche la lingua, che si arricchì
di sfumature ed espressioni latine, napoletane e senesi. Un volgare che doveva mantenere
queste sue caratteristiche fino ai giorni nostri.
Le origini di Bassano non sono probabilmente antecedenti al primo millennio dopo Cristo:
sembra che il primitivo castello sia stato edificato dai Sutrini tra il 1157 e il 1175.
Significativo è anche il fatto che difficilmente possano essere antecedenti (Romane o
addirittura etrusche) non trovando alcun riferimento a questo territorio nelle opere
storiche di Livio, Diodoro e Velleio Patercolo.
Il rettore Malvolti , nel 1298, annovera il nostro paese tra i feudi che pagano il
focatico.
In breve tempo le colline del -Feudus Bassani- si trasformarono in campi di grano e
granoturco, in vigneti, in frutteti mentre le zone più alte, ricche di boschi e prati,
divennero luoghi di caccia e pascoli.
In quest'oasi di pace la comunità si accrebbe e visse incurante delle lotte e degli
avvenimenti esterni fino al XII secolo d.C. quando, nel 1159, Federico Barbarossa, alla
guida di un esercito di15.000 soldati che si recava a Roma per proteggere l'antipapa
Vittore IV (eletto dai cardinali imperiali in contrapposizione del papa Alessandro III),
si scontrò con le truppe papali. Lo scontro si verificò in una vallata sita
nell'estremità ovest di Bassano, l'odierna Valle Nobile. L'imperatore
Federico Barbarossa assistette alla feroce battaglia dalla cima di una rupe tufacea che
ancora oggi viene chiamato -Tufi Barbetta e, accortosi che a causa delle numerose
perdite i papalini ripiegavano, ordinò al suo esercito di raggiungerli e di massacrarli.
Terminata l'operazione la valle si presentò colorata dal rosso del sangue, tanto che
ancora oggi conserva il nome di Valle Sanguineta.
I feroci fatti avvenuti non impensierirono molto gli abitanti di Bassano in quanto la vita
si svolgeva molto distante dai luoghi di sangue, ma gettarono il panico tra gli abitanti
dei paesi vicini percorsi dalle vie consolari. Tanto che un certo signorotto di Sutri,
Enotorio Serco, vantando già dei diritti sul -Feudus Bassani-, ritenne opportuno
fabbricarvi un palazzo per trasferirvi la propria residenza. I lavori furono completati in
due anni, ma né il signorotto Serco né altri feudatari vi abitarono mai e così la
costruzione di Bassano rimase per ancora quattro secoli come un saltuario recapito nel
corso di partite di caccia.
Nel Registro del cardinale Albornoz (1354) si parla di un certo Riccardo di Puccio,
signore di Bassano. Nel 1363 viene affidata la tutela su un terzo del territorio di
Bassano ad una certa Francesca vedova di Giovanni I degli Anguillara signore di Capranica,
imparentata con un ramo dei Savelli, nobile famiglia romana. I Savelli possedevano gli
altri due terzi del territorio, che nel 1482, essendosi estinto il ramo maschile, per
concessione di papa Sisto IV vennero affidati alla famiglia degli Anguillara
Ancora una volta le fonti e le notizie si interrompono fino ad arrivare al 1428 e, a
questa data, sappiamo che il feudo era per due terzi già degli Anguillara, ma Everso II,
appartenente ad un altro ramo della famiglia, se ne impossessa; alla sua morte, avvenuta
nel 1464, il ramo degli Anguillara di Ceri recupera i suoi diritti e nel 1428 Sisto IV
assegna agli Anguillara anche il terzo del territorio che apparteneva ai Savelli. Viene
così a determinarsi una situazione alquanto anomala: il feudo di Bassano diventa, per
usare un termine moderno, un condominio dove le due famiglie signore del
"castellum" convivono malamente e cercano di prevalere l'una sull'altra con
continue scaramucce. Le rivendicazioni dei Savelli sulla terra di Bassano finalmente
cessano nel 1505 con l'accettazione di un compenso in danaro offertogli dagli Anguillara.
All'inizio del secolo XV, in molte zone dell'Italia centrosettentrionale, si assiste ad
una ripresa delle istituzioni feudali. Questo serve a creare nuove aristocrazie di nobili
fedeli, a premiare amici e clienti, a raccogliere denaro. Nel XVI e nel XVII secolo tale
processo di "rifeudalizzazione" si lega, soprattutto, all'interesse per la terra
dei mercanti e dei banchieri i quali, a seguito della svalutazione della moneta, investono
o acquistando proprietà fondiarie, o prendendo in affitto feudi.
Il 22 novembre 1595 gli Anguillara, con l'approvazione di Clemente VIII, vendono a
Giuseppe Giustiniani, membro della storica famiglia dei banchieri genovesi profugo dal suo
dominio dell'isola di Scio nell'Egeo in seguito all'assalto dei Turchi, il feudo di
Bassano per la somma 55.000 scudi.
Il feudo è eretto a "marchesato" da Paolo V il 22 novembre 1605 nella persona
di Vincenzo, figlio di Giuseppe, uomo colto, cosmopolita e grande mecenate. L'elevazione a
marchese permise di mettere in luce Bassano che da quel momento era posto tra le baronie
dello Stato Pontificio degne di nota.

A sinistra Piazza Umberto I negli anni cinquanta, a destra la Piazza del
Palazzo Giustiniani con il giardino in un incisione ottocentesca di Bonnard.
Breve di Innocenzo X - erezione
del marchesato di Bassano a Principato
Costituito sul soglio supremo della dignità apostolica per divina disposizione, tra le
ardue sollecitudini e premure che su di noi gravano con la loro mole di difficoltà, ben
volentieri ci siamo assunti il compito di decorare con conveniente titolo onorifico le
insigni e fulgide famiglie della nostra Alma Città di Roma, strette da legami di
affinità alla nostra illustre e antica famiglia Pamphili, ed esaltare con debito decoro i
luoghi a loro sottomessi, compresi nel dominio temporale della Santa Romana Chiesa. A
perpetua felicità e decoro immortale della nobile stirpe Giustiniana, inserita e
propagata in Roma, tra gli uomini illustri sia laici che ecclesiastici che le hanno dato
lustro grandeggiano da ultimo Giuseppe Giustiniani di felice memoria, suo figlio Vincenzo,
marchese della Terra di Bassano in diocesi di Sutri. Uomini chiarissimi ed illustrissimi,
ornati di virtù ed eccellenti per integrità di costumi, essi furono sommamente cari ai
Romani Pontefici nostri predecessori. Attualmente, il diletto figlio nobiluomo Andrea
Giustiniani, erede di Vincenzo e Marchese della suddetta Terra di Bassano, sposo della
figlia diletta in Cristo nobildonna Marchesa Pamphili, nostra nipote secondo la carne da
parte di nostro fratello, è uomo di pari fama e gloria e solidi studi, in tutto
corrispondente al decoro e splendore dellUrbe. Quindi, come questa fulgida famiglia
ripropone oggi quasi con diritto ereditario le virtù degli antichi duci e senatori, così
conviene parimenti che prerogativa di maggiori onori venga tributata ad Andrea e Maria
Marchesi di detta Terra. Per Bassano, quindi, città popolosa, ornata di palazzi e
abitazioni sontuose, lodatissima per fertilità di terreni e salubrità di aria, abbiamo
Motu proprio decretato che sia ornata e decorata di più degno titolo. Pertanto, in virtù
del presente documento, erigiamo e istituiamo in Principato la suddetta Terra in perpetuo,
mentre il Marchese Andrea e la Marchesa Maria con i loro discendenti e successori, creiamo
facciamo costituiamo e deputiamo Principi di Bassano. Del suddetto Principato li
investiamo infilando lanello e li benediciamo. Li autorizziamo peraltro di portare
in pubblico e in privato larma e le insegne principesche, nonché la corona aurea
incastonata di gemme, unitamente ai titoli gradi dignità privilegi immunità libertà
prerogative precedenze preminenze facoltà indulti grazie e giurisdizione sul civile e
criminale, con dominio puro e misto, e con diritto di spada e di vassallaggio.
Con l'insediamento della famiglia Giustiniani coincide anche l'ingresso di Bassano nella
vita politica ed economica dello Stato della Chiesa; non a caso è proprio in questo
periodo che si registra l'incremento del settore urbanistico. E del 1649 il
"Breve" di Innocenzo X con il quali si concede la licenza a Don Andrea
Giustiniani per poter liberamente fabbricare sul territorio di Bassano.
Il paese, che fino a tutto il 1500 era rimasto medievale nel suo aspetto, nel secolo XVII,
ad opera dei Giustiniani, fu oggetto di un'importante trasformazione urbanistica
attraverso un vero e proprio piano regolatore concepito e realizzato secondo il gusto del
tempo. Trasformazioni che per il loro costo e vastità si rivelarono sproporzionate
all'economia del paese e lasciarono esausto il patrimonio dei feudatari.
Furono eseguiti i seguenti lavori e sistemazioni: trasformazione del Castello in
Villa-Palazzo; muri di contenimento del parco (24 ettari con casino di caccia); fontane e
statue; costruzione di due ponti(uno dal palazzo al parco, l'altro sul fosso a Nord);
costruzione della chiesa di San Vincenzo Martire con annesso borgo di case rurali a
schiera; trasformazione della piazza del Castello; costruzione del borgo e della chiesa di
San Filippo Neri.
Andrea sposò Maria Phamphili, figlia di Phamphilio, fratello di Papa Innocenzo X e
Olimpia Maidalchini. Lo stesso Innocenzo X il 21 novembre 1644 eleva Andrea a rango di
principe. Ciò conferisce al feudo altri privilegi. La terra di Bassano fu sottratta alla
giudicatura della Congregazione del Buon Governo ed è esentata, per rendere più agevole
lo svolgimento di una manifestazione fieristica che si tiene durante la prima decade di
novembre, da qualsiasi dazio o gabella. E il momento di grande splendore per la
città. Di massima gloria per i Giustiniani. Bassano diventa meta internazionale. Iniziano
così le visite del papa e di altri principi, tra cui Giacomo III Stuart, pretendente al
trono dInghilterra. Unepoca dorata che durerà allincirca un secolo.
Dopo la morte di Andrea nel 1667, eredita il principato il figlio Carlo Benedetto
minorenne all'epoca. A gestire il feudo è la madre Maria Phamphili. Poi un altra donna
lascerà un impronta decisiva nella gestione la moglie dello stesso Carlo Benedetto:
Caterina Gonzaga, dopo che lo stesso muore a Bassano nel 1679, fino al 1699 quando il loro
figlio anch'esso all'epoca minorenne: Vincenzo II raggiunse la maggiore età.
Con il XVIII secolo inizia per Bassano un lento declino. Nel 1704 perde l'autonomia
amministrativa quando un chirografaro del Pontefice Clemente XI fa rientrare le comunità
baronali, tra cui il feudo di Bassano, nel Buon Governo Pontificio. Nonostante ciò
Bassano conosce un corposo fenomeno di immigrazione specie dalla vicina Umbria. Prime le
epidemie, lultima nel 1786, poi i francesi nel 99 ne segnano il declino.
Grazie a Napoleone creano in Italia la Repubblica Romana.
Durante il secondo conflitto mondiale, Bassano è teatro di duri scontri tra le forze
naziste di occupazione e gli Alleati. Il paese è occupato interamente dal Genio Pontieri
della Wehrmacht e dallo stesso Albert Kesselring. Il Palazzo è assediato dalle forze
tedesche
Estratto su Bassano di Sutri dal
Dizionario di Erudizione Storico Ecclesiastica
del Cavalier Gaetano Moroni Romano del 1861. Contiene una descrizione dettagliata di
Bassano Romano (all'epoca "di Sutri").
Nel 1799, sotto la dominazione napoleonica, durante i mesi di marzo ed aprile iniziano, in
Toscana, le insorgenze contro i francesi che a causa delle grandi e forti tasse, le
numerose rapine e i molteplici saccheggi avevano ridotto alla miseria i ricchi borghesi e
persino dei principi. Ai toscani si unirono gli umbri, i sabini, i laziali ed i campani
che iniziarono una rivolta contro i francesi che si concluse con la sconfitta dei
transalpini e con l'instaurazione di un governo provvisorio a Viterbo.
Anche Bassano conobbe questi tragici avvenimenti e grazie al Rev. Giacomo Marchetti,
curato di Bassano alla fine del 700 che ci ha tramandato una dettagliata
testimonianza.
Fino alla metà dellanno 1799 la convivenza dei bassanesi con i francesi era stata
abbastanza tranquilla, poi per una questione legata allutilizzo di un cannone,
lasciato lanno precedente nelle campagne nei pressi di Bassano dalle truppe
napoletane inseguite dai francesi, si riscaldarono gli animi. I bassanesi volevano
utilizzare larmamento per ricavarne nuove campane per la chiesa, però lo stesso era
reclamato dagli oriolesi. Il 22 luglio un plotone francese, guidato da un certo Antonio
Aquilani, romano accasato in Oriolo, giacobino e comandante della piazza di Oriolo, si
recò a Bassano per avere ragione di quanto da lui sostenuto. La popolazione bassanese si
coalizzò contro lAquilani e questi, vista la sgradita accoglienza dovette ritirarsi
senza avere ottenuto ciò che Oriolo pretendeva. Ovviamente il comando francese, volendo
avere soddisfazione dellaffronto, il 24 luglio inviò una truppa di soldati, al
comando dellufficiale Saì, che giunse a Bassano alle ore 15,00. Linaspettato
arrivo prese di sorpresa la popolazione che in gran parte si rifugiò nella macchia e
nelle vicine campagne. I soldati stanziarono nellatrio e nelle stanze del piano
terra del palazzo Giustiniani. Dopo poco fu fatto pubblicare il bando con il quale si
ordinava il deposito di tutte le armi. In un primo momento la truppa francese soggiornò a
Bassano senza provocare rappresaglie e attendendo che gli fossero portate a loro cospetto
le persone sospettate di sobillazione. Il giorno dopo larrivo della milizia
francese, alcuni bassanese ritennero utile avvisare le truppe insorgenti che si trovavano
a Ronciglione e così, presentandosi al comandante di questi, il conte Martinelli,
riferirono quanto stava succedendo a Bassano. Il Conte acconsentì laiuto e inviò
circa trecento insorgenti con un piccolo cannone. Giunsero a Bassano verso le ore 23,00 e
rimasero nascosti nel castagneto di Fogliano per tutta la notte. La mattina del 25 luglio
gli insorgenti organizzarono lopera di accerchiamento ed iniziarono a sparare. La
milizia francese, sbarratasi allinterno del palazzo, rispose al fuoco.
Leffetto sorpresa e la forza degli insorgenti, con laiuto di volontari
bassanesei, ebbe ragione sui francesi che si ritirano precipitosamente attraversando il
parco del principe. Nella battaglia perirono una decina di francesi, altri perirono
durante la fuga. Gli insorgenti, dopo essersi rifocillati, lasciarono Bassano, alla volta
di Ronciglione. A seguito della rivolta avvenuta a Bassano come in altri paesi vicini, il
Generale Garnier, comandate delle truppe francesi, ordinò il saccheggio. Il 28 luglio fu
invasa Ronciglione e dopo una cruenta battaglia fu messa in ginocchio. A Bassano si
aspettava da un momento allaltro larrivo delle milizie: molte persone avevano
cercato di portare in salvo gli oggetti di valore, nascondendoli e nascondendosi nelle
campagne Il 31 luglio, alle ore 21,30, si udì il primo sparo proveniente dalla Madonna
dei Monti era la truppa francese proveniente da Bracciano e Tolfa, temendo
unimboscata da parte dei bassanesi, i francesi attesero larrivo dei
rappresentanti del posto che chiesero di risparmia il paese. Il saccheggio iniziò da li a
poco: fu distrutto tutto al loro passaggio così pure gravissimo danno fu arrecato alla
Casa Giustiniani. Furono portati via molti beni di valore, alcuni, specialmente quelli
religiosi, si salvarono perché nascosti, come il busto in argento di San Gratiliano.
Nonostante le ruberie i francesi non erano soddisfatti, ma la pace, per intercessione
della Principessa Giustiniani al Generale Garnier in Roma, si ottenne alla condizione che
Bassano versasse al comando francese di Bracciano piastre seicento di argento, botti
16 di vino, due belle vaccine. Il 19 agosto giunsero a Bassano 13 soldati ungheresi
da Ronciglione che unitisi a 60 bassanesi si incamminarono verso Oriolo per vendicarsi di
coloro che avevano aiutato i francesi a devastare Bassano. Saccheggiarono quattro o cinque
case. Con questo atto iniziò unaltra cruenta disputa. Il 25 agosto larmata
francese di circa 350 soldati si addentra nel territorio bassanese dalla parte della
Madonna dei Monti. La truppa degli insorgenti, composta da 50 ungheresi, ottanta aretini e
ottanta bassanesi, si attesta nei pressi dellultimo portone del giardino. Dopo poco
iniziò la battaglia che crebbe allinterno del giardino e continuò nel paese. Altri
valorosi bassanesi allargarono le fila degli insorgenti e tutti insieme riuscirono a
cacciare le truppe francesi che si ritirano a Oriolo. Non soddisfatti dai aver cacciato il
nemico la milizia bassanese si protrasse fino ad Oriolo e se ne impadronirono, i francesi
si diedero ad una rapida fuga verso Canale e Rota. Alcuni bassanesi ritornarono a casa
altri invece, insieme agli ungheresi, partirono per Bracciano e conquistarono la fortezza
dove alloggiavano i francesi. Il 30 agosto fu mandata contro Bassano una nuova armata di
circa 1000 persone costituita da francesi, patriotti e giacobini romani, bagarini,
ebrei ed altra peggior feccia di Roma, che fu guidata quasi a forza con la promessa di un
saccheggio, giacché, essendosi Bassano fatto un nome, temeva ognuno di venirsi.Il
numero elevato degli invasori spaventò gli insorgenti che si diedero alla fuga e la
popolazione rimase smarrita. Il 31 agosto, alle ore 22,00 giunse larmata che dopo
poco iniziò un altro e più minuto e rigoroso saccheggio: Fra le cose più
esecrande e sacrileghe che commisero, fu quella di prendere lurna dove si
conservavano le sante ossa di San Luciano Martire, aprirla con scalpello, prendere le
sante ossa e disperderle per la chiesa insieme con lurna . Nella chiesa di San
Filippo ruppero la sacra urna dove si conservava il corpo di Santa Adriana martire, avendo
inoltre franto e sganassata la stessa che era sana ed intiera, lasciandola in mezzo alla
chiesa, che parimenti venne il tutto piamente raccolto.Il 29 ottobre
evacuarono i francesi da Roma, fu stabilito il governo provvisorio del Conte Naselli per
Sua Maestà siciliana, e così terminò la Repubblica Romana e terminarono con al
decadenza le disgrazie e le ruine di Bassano.
I Giustiniani possiedono il feudo di Bassano fino al 9 dicembre 1854, quando a causa dei
forti debiti accumulati, l'ultimo Giustiniani, Leonardo, erede diretto di Andrea Cassano
primo principe di Bassano, Don Leonardo Giustiniani, lo vende a Don Livio Odescalchi (documento dove è riportata la data
dellatto di vendita)
Gli Odescalchi se ne curano fino alla età del XX secolo, dopo di che, comincia un
costante disinteresse verso di esse lasciando il palazzo ed il parco ad un lento e
costante abbandono.
Il rapporto cordiale con la comunità di Bassano e Casa Giustiniani ricorre spesso nei
documenti storici rinvenuti nelle varie sedi, rapporto che invece si incrina con i
successivi Signori del feudo bassanese, la famiglia Odescalchi
E documentato che già dallinizio della gestione Odescalchi sorgono diatribe e
quella che sottopongo in questo numero della Gazzetta riguarda lesercizio del
diritto di patronato (jus patronato). Con tale diritto i Signori avevano la possibilità
di nominare il parroco e consequenzialmente il dovere di partecipare a tutte quelle spese
necessarie per il mantenimento della chiesa.
I Giustiniani sono sempre stati attenti agli obblighi che gli derivavano
dallesercitare tale diritto di patronato, invece, da una lettura di alcuni documenti
storici conservati presso larchivio storico del Comune, risulta che gli Odescalchi
applicavano i diritti, tralasciando i doveri.
In un atto del Tribunale Ecclesiastico della Città di Sutri, datato 23 marzo 1857, viene
sottoscritto dai componenti la Magistratura di Bassano (Organo di governo del Comune) un
esposto in quanto i medesimi sono venuti a conoscenza che il Principe Don Livio Odescalchi
ha nominato arciprete-parroco Don Filippo Pieri. I sottoscrittori lamentano non tanto la
nomina del parroco quanto la mancata assunzione degli oneri derivanti da questo
patronato. Alla medesima rimostranza il Principe Odescalchi risponde con altro
atto avanti al Tribunale Ecclesiastico di Sutri, datato 24 aprile 1857, affermando che la
denunzia della Magistratura di Bassano era mal consigliata, insulsa, impertinente,
nulla, irrita, ingiusta e vuota al tutto di effetto.
Alcuni anni dopo ed esattamente il 12 giugno 1868, sempre avanti il Tribunale
ecclesiastico di Sutri, la Magistratura del Comune di Bassano lamenta ulteriore abuso
della Casa Odescalchi sempre in merito alluso del diritto di patronato.
Da questo atto così si legge: Da un avviso pubblicato in Bassano da questa
Ecc.ma Curia il 9 giugno corrente alle ore 18 italiane i comparenti sono venuti a
conoscere che la Signora Principessa Donna Sofia Odescalchi moglie di sua altezza il Sig.
Principe Don Livio Odescalchi,
con la cessione altresì di tutti i
diritti onorifici che gli sono inerenti esercitando il diritto di patronato di quella
stessa chiesa parrocchiale in sequela della morte del Rev.do Sig. don Filippo Pieri
arciprete parroco, sia proceduto alla nomina e presentazione di altro arciprete nella
persona del sacerdote Sig. don Paolo Fioravanti di Campagnano.
In questo caso la Magistratura contesta che la nomina dellarciprete sia avvenuta per
volontà della Principessa Donna Sofia, la quale, secondo la Magistratura, non aveva
titolo per esercitare tale diritto in quanto solo e di esclusiva competenza del marito Don
Livio. Per tale motivo dichiarano che il diritto esercitato sia reso nullo e privo di ogni
effetto.
Nel 2003 ad un prezzo di circa 4 miliardi e 200 milioni di lire, il palazzo ed il suo
giardino sono stati venduti alla Soprintendenza Beni Architettonici, Demoetnoantropologici
e del Paesaggio del Lazio, attuale proprietaria del palazzo e del parco.
Il Palazzo Giustiniani di Bassano Romano è un splendido esempio del manierismo romano,
che a differenza di Caprarola, Bagnaia e Bomarzo, famosi centri del manierismo Viterbese,
rimane ancora oggi poco conosciuto e in uno stato di graduale abbandono che ben presto
porterà, questo gioiello di arte italiana, all'inesorabile scomparsa.
Il Palazzo ora è chiuso ai visitatori ed in attesa di un annunciato restauro versa in uno
stato di grave abbandono, pur mantenendo nel suo aspetto ancora un notevole fascino
all'occhio del visitatore, tanto che gli stessi sono stati protagonisti di numerosi film
come l'Avaro di Alberto Sordi.
Il paese, nella parte più antica, conserva intatto il suo aspetto e il suo fascino
medioevale, così come ha conservato incontaminati i suoi verdi boschi e i suoi paesaggi
ricchi di aria salubre e acque limpide e fresche di sorgente che, secondo una leggenda
paesana, furono incanalate per alimentare una fontana di Piazza San Pietro a Roma.
Una vecchia storia (o leggenda?) Bassanese racconta che la fontana di piazza Umberto I non
sia quella originale ma una sostituzione della precedente.... dove sarà ora l'originale:
l'enigma della fontana di piazza
PALAZZO GIUSTINIANI ODESCALSCHI A BASSANO ROMANO
Palazzo Giustiniani a Bassano Romano in una stampa depoca a sinistra la
"Sala dei Cesari" negli anni cinquanta
Come abbiamo già detto sulla piazza si erge il Palazzo Giustiniani
-Odescalchi, esso è il risultato delle trasformazioni operate sul primitivo castello
degli Anguillara nei primi anni del '600.
Risale all'epoca degli Anguillara il piano interrato e il piano terra che presenta una
planimetria a C aperta con vista sui giardini all'italiana (oggi poco curati ), secondo i
canoni architettonici del '500. Da un'analisi delle cornici, marcapiani, aperture,
impostazione planimetrica, la progettazione si può attribuire alla scuola dei Sangallo.
Il portale di ingresso a "bugnato" è simile al portale del palazzo Farnese a
Roma progettato da Antonio da Sangallo. Nel 1595 il palazzo diviene proprietà della
famiglia Giustiniani.
Vincenzo Giustiniani, grande mecenate e collezionista d'arte, inizia i lavori di
trasformazione e completamento del complesso architettonico, aggiungendo alle strutture
preesistenti il piano nobile collegandolo con i giardini all'italiana tramite un ponte
levatoio e attuando l'ampliamento dei giardini con un casino di
caccia e un parco ricco di fontane, viali e giochi d'acqua, oggi purtroppo in cattive
condizioni.
Il cortile è affrescato con scene di trionfi e allegorie da Antonio Tempesta nel 1604,
oggi tali affreschi sono in pessime condizioni. Dal cortile per mezzo di una scalinata si
accede al loggiato affrescato con grottesche della scuola degli Zuccari.
Nelle nicchie erano collocate statue antiche, e in quella della più grande della parete
di fondo troneggia la statua di un imperatore romano. Dal loggiato si accede al piano
nobile.
Gli affreschi dell'ala sud sono opera di Bernardo Castello (1605) "Amore e
Psiche"; quattro sale intitolate alle stagioni sono opera della scuola degli Zuccari
e presentano richiami stilistici agli affreschi di Caprarola. Quelli dell'ala nord sono
opera di Paolo Guidotti Borghese (1610) con l'allegoria "Felicitas aeterna",
Domenico Zampieri detto il Domenichino (1609) con l "Historia di Diana", e
Francesco Albani (1609) autore del "Concilio degli Dei" e la "Caduta di
Fetonte". Come abbiamo già detto, dal palazzo si può accedere ai giardini interni
di cui ammirare, dagli archi del loggiato, un bellissimo scenario con scale elissoidali
tra le verdi spalliere e lo sfondo delle alte e secolari piante del parco. Esso si compone
di lunghi e ombrosi viali di alberi ad alto fusto come leggi, abeti, querce, castagni e
lecci. In fondo al viale principale domina il casino di
caccia detto "La Rocca"
Questo castello a cinque torri merlate riproduceva nelle sue linee architettoniche una
parte dello stemma Giustiniani. Un piccolo forte perso nel verde dove sembra che la
famiglia trascorresse la maggior parte del loro tempo a Bassano.
La Rocca nel giardino di Palazzo Giustiniani
Palazzo Giustiniani esterno ed il cortile interno
IPOTESI DI RECUPERO DEL GIARDINO GIUSTINIANI-ODESCALCHI (da: Tesi di
laurea-Facoltà di architettura dell'Università "La Sapienza" di Roma Anno
Accademico 1996-1997 Relatore: prof. Enrico Guidoni Studente: Lucilla Coppari)
L' intervento di recupero del giardino e del parco non vuole snaturalizzare o trasformare
l'impianto originario, né vuole riprodurre quello che esso era quando il marchese
Vincenzo Giustiniani lo progettò e lo fece portare a compimento negli anni 1601-1616.
Lo scopo è invece quello di "riportare in vita" opere tanto belle e ricche di
storia, che spesso né intenditori, né tanto meno i cultori dell'arte conoscono.

L'ipotesi di recupero per quanto riguarda la "Rocca", la palazzina posta
all'estremità del viale principale, è stata quella di mantenere l'impianto originario
con qualche trasformazione interna, non invadente, per adattarla alle esigenze di una
scuola per lo studio dei giardini storici.
Per il giardino si è pensato alla creazione di un parco pubblico: il primo intervento da
fare è la ripulitura dell'attuale sottobosco praticamente inaccessibile; si è pensato
poi ad un bilanciamento delle chiome degli alberi in modo da ricreare la suggestiva
prospettiva verso la "Rocca". Infine nuove cure devono essere date alla prima
parte del giardino all'italiana dove le scale ellissoidali sono praticamente nascoste da
incolte siepi di mortella e il giardino stesso non è più curato.
Quest'ipotesi di progetto prevede, accanto alla sistemazione dei vecchi viali,
l'individuazione e la creazione di nuovi percorsi, alcuni per escursioni a cavallo situati
nell'area più "selvaggia" e naturalistica del parco; sono previste inoltre
diverse aree di sosta in modo da godere il panorama e l'aria fresca e pulita di un luogo
ancora sereno e tranquillo.
Nell'ipotesi di recupero il parco è stato dotato di un arredo semplice con panchine e
contenitori per rifiuti che non deturpino l'ambiente, ma che, al contrario vi si
inseriscano naturalmente come parte integrante di esso.
Tra gli ultimi atti del degrado in cui veste il Palazzo, il recente furto, a marzo del 2012, della testa di uno dei busti dei cesari posti a lato del Palazzo
(foto a fianco dell'originale).
alcune
immagini del palazzo Giustiniani Odescalchi
I Mercatini del seicento: rievocazione storica con costumi d'epoca
Ogni anno
nella prima settimana di luglio si svolge per tutto il paese di Bassano una
rievocazione storica di Bassano nel 1600 al tempo dei Giustiniani.
Si tratta di un'iniziativa storico-culturale, organizzata dall’Associazione
Pro Loco, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bassano Romano, dal
Consiglio dei Giovani e da rappresentanze associative e singoli cittadini, che rievoca una giornata tipica di
mercato del 1600, periodo, soprattutto nei primi decenni, molto florido grazie alle notevoli capacità amministrative e culturali di Vincenzo Giustiniani che seppe trasformare l’assonnato borgo in un centro di ragguardevole interesse culturale ed economico. Teatro dell'evento è la parte storica di Bassano: la piazza
Umberto I e il borgo medioevale
La manifestazione si protrae dal sabato sera a tutta la domenica e, ad
intervalli prestabiliti, si può assistere alla sfilata del corteo in abiti
storici della nobiltà locale, che gira per l'intera area del mercato ornata, per
l'occasione, con numerosi vessilli, piante fiorite e fiaccole.
Gli organizzatori vogliono portare la storia a contatto con il presente, facendo rivivere quei momenti con una rappresentazione tutta ambientata nei vicoli e piazzette del centro storico, testimoni della vitalità del XVII secolo. Una scenografia appropriata e figuranti in costume d’epoca danno vita al bel rapporto che legava la popolazione all’amata famiglia Giustiniani. Una scenografia arricchita da attrazioni culturali e folcloristiche (teatro di strada, giochi popolari, carnevale seicentesco, mostre e concerti di musica barocca), da percorsi dei sapori, dove poter gustare la cucina rurale tra cantine, vicoli suggestivi e piazzette, e da piccoli mercati artigianali. Tutti elementi che vogliono far vivere al visitatore una giornata di altri tempi: una festa nella storia.
Di notevole interesse culturale è l'usuale apertura straordinaria di Palazzo Giustiniani-Odescalchi, dove sarà possibile ammirare i pregevoli affreschi che ornano il piano nobile.
Alcune foto delle
precedenti edizioni della
manifestazione.
Le Principali Manifestazione a Bassano Romano
Il progetto Amor vincit omnia
Il progetto
Amor vincit omnia dal nome del quadro realizzato da Caravaggio su commissione
di Vincenzo Giustiniani, è unoperazione interna al territorio della Tuscia, atta a
valorizzare i beni culturali della zona, favorendo lo sviluppo del turismo culturale, le
attività di accoglienza alberghiera ed investendo sul patrimonio tutto italiano del
Melodramma, con il fine di dare visibilità e risonanza mediatica a Palazzo Giustiniani e
prefigurarne con eventi musicali le preziose potenzialità di attrattore turistico e
culturale e non da ultimo favorirne il programma di completo restauro e recupero alla
fruizione pubblica. Il progetto è presentato dallIstituto Nazionale del Melodramma
su richiesta della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle province
di Roma, Rieti e Viterbo, detentrice del bene demaniale, e del Comune di Bassano.
Il progetto ha avuto una durata biennale (2008/2009) con un
appuntamento mensile strutturato in una conferenza a tema ed un concerto. La
manifestazione si è svolta per le giornate autunnali ed invernali
(da Settembre ad Aprile) nella Sala dei Cesari di Palazzo Giustiniani, nei mesi
primaverili ed estivi (da Maggio ad Agosto) nella corte
del Palazzo interessata da un completo restauro delle
pavimentazioni e delle superfici architettoniche.
Bassano Romano nel testamento di
Vincenzo Giustiniani
di Domenico Vittorini
Ho avuto modo di leggere il testamento dellIllustrissimo Sig. Vincenzo
Giustiniani Marchese di Bassano che redasse in Roma il 22 gennaio dellanno 1631.
Il Marchese Vincenzo Giustiniani non ebbe la possibilità di nominare eredi diretti in
quanto tutti e tre i figli gli premorirono, infatti tale condizione familiare è così
riportata nel testamento: Io nel mio testamento per avanti fatto avevo lasciato
erede mio universale; ed essendo piaciuto al Signore Iddio chiamare a se un mio figlio
maschio, chiamato Gio. Gironimo, battezzato nella chiesa di S. Eustachio, e né fu compare
il Cardinale Montalto bon. mem. ed anco due figlie femmine, luna chiamata Gironima,
e laltra Portia, li quali ha partoriti la Signora Eugenia Spinola mia consorte, e
ritrovandomi al presente privo di figli, non avendo poi ella fatti altri;
.
Pertanto il Marchese nomina erede universale di tutti i suoi beni il nipote, Sig. Andrea
Giustiniano, figlio del Sig. Cassano, del q. Sig. Andrea Giustiniano.
Qualche anno dopo, e precisamente nel 1650, Andrea fu elevato al rango di Principe dal
Pontefice Innocenzo X.
Tornando allexcursus del testamento laspetto che più mi ha colpito è stata
la straordinaria religiosità del personaggio, intesa non solo come uomo integerrimo e
ricco di fede ma anche come uomo dotato di un amore profondo, religioso, verso la terra di
Bassano e la sua gente. Nella prima parte del documento vi sono riportate una serie di
disposizioni con le quali lascia somme di denaro a varie istituzioni religiose affinché
provvedano alla cura dellanima attraverso la celebrazione di Sante messe, nonché
lasciti a favore di persone bisognose. E interessante rilevare quanto questo
personaggio, come ho già detto, ami Bassano, leggendo, quanto qui sotto viene riportato,
si potrebbero azzardare due interpretazioni: una come promotore di uno sviluppo
demografico del posto e laltra, più poetica, a ricordo della felice valutazione che
fece il padre Giuseppe scegliendo Bassano quale amena località: Item voglio,
ordino, e comando, che il mio erede universale da nominarsi da me qui sotto, e tutti
quelli, che a lui succederanno in questa mia eredità, e successione, come esplicarò,
paghino, e con effetto sborsino prontamente in ciaschedun anno in perpetuo scudi 30 di
moneta, di giulj dieci per scudo, li quali servano per sussidio dotale ad una povera
Vergine forastiera, che venga a maritarsi, ed accasarsi nella mia Terra di Bassano, con un
marito forastiero, che non sia nato, né allevato in d. Terra, e Marchesato di Bassano. E
quando sarà fatta fede dal Curato, che resti contratto lo Sposalizio, se gli faccia lo
sborso di d. scudi trenta di moneta, con obbligo dambedue loro tanto del marito,
quanto della moglie neglatti della Corte di detta Terra di Bassano di dover abitare
decentemente in detta Terra, sotto pena della restituzione della dote, la quale potranno
assicurate nel miglior modo, che potranno, e la concessione della detta dote voglio, che
segua nel giorno della festa di S. Vincenzo, ed Anastasio nel mese di Gennaro, nella
Chiesa di S. Vincenzo da me fabbricata da fondamenti, e così voglio che si osservi in
perpetuo.
Sempre in merito alla sua terra di Bassano è molto interessante la parte che dedica alla
erigenda Chiesa di San Vincenzo. Dispone che il suo erede si adoperi attivamente affinché
sia completato il mausoleo ed inoltre da disposizioni precise in merito alla gestione. Per
questultimo aspetto è interessante rilevare che il Marchese Vincenzo aveva già
nelle sue intenzione di rendere il luogo non solo centro spirituale ma anche centro di
formazione culturale: i preti assunti, secondo la volontà del marchese, dovevano
dedicarsi allinsegnamento di quelle materie atte a erudire la popolazione del posto
e anche quella proveniente dai paesi limitrofi. Oggi si può ben dire che i Padri
Benedettini Silvestrini hanno attuato quello che il Marchese disponeva quattro secoli fa.
Per meglio comprendere la volontà del Marchese riporto integralmente la parte del
testamento che riguarda le disposizioni in merito alla Chiesa di San Vincenzo:
Item voglio, ordino, e comando, che il mio erede, o li suoi successori nella mia
eredità conforme alla disposizione di questo mio ultimo Testamento da dichiararsi qui
sotto, facciano finire e ridurre allultima perfezione la chiesa da me principiata, e
ridotta per grazia del Signore a buon termine, ad onor di S. Vincenzo Martire, nel
Territorio della mia Terra di Bassano, conforme al disegno, ed intenzione, che sono a
notizia di M. Giacomo Pacifici Architetto, e di Mastro Niccolò Valle Capo Mastro
Muratore, con spendere scudi 1000. di moneta, in ciascun anno , finché resti finita a
fatto, ed in modo che si possa officiare, e celebrarvi Messe, ed altri divini Offici, ed
all' ora debba detto mio erede tener provista detta Chiesa di tutte le cose, che gli
parranno necessarie per il culto Divino condecente al luogo, ed alla qualità di detta
Chiesa, ed alla mia intenzione .
Item voglio, ordino, e comando, che finita che sarà la detta Chiesa. a segno, che si
possa officiare, ed in essa celebrarvi Messa il mio erede, o li suoi successori come sopra
siano tenuti, e debbano perpetuamente tenere tre Preti Cappellani Sacerdoti di buona fama,
ed esemplari, amovibili ad nutum, ed a bencplacito del detto mio erede, o de suoi
successori come sopra, in conformità della licenza, e patente concessami da Monsig.
Reverendissimo Vescovo, di Sutri e Nepi, la qual patente si trova negl'Atti Episcopali di
Sutri, resta registrata. nellArchivio di Bassano, li quali Sacerdoti ripartitamente
tra di loro debbano celebrar Messe, ed altri divini Officj con buona unione tra loro, e
con dar buon esempio, e con buona regola di governo, ed economia, con osservare per
appunto, ed onninamente glordini, che li saranno dati delli miei successori, che pro
tempore saranno Marchesi, Padroni della Terra di Bassano, in vigor del presente mio ultimo
Testamento , li quali Preti se non saranno obbedienti a d. Marchesi, e Signori di Bassano,
voglio, che subito siano licenziati da quelli , e se ne piglino altri, da quali se ne
possa sperar miglior servizio, e questo sia sempre ad nutum, e beneplacito di d. miei
successori nel Marchesato, e Dominio della Terra di Bassano, come sopra in perpetuo, li
quali debbano dare, e diano a detti Preti quella provisione, che a loro parrà,
conveniente alla qualità, e talento delli detti Preti, tra li quali voglio, che sia
alcuno, che sia idoneo ad insegnare la Dottrina Cristiana, di leggere, di scrivere, e di
far Abbaco a chiunque vorrà da loro imparare, e voglio che s' insegnerà non solo a
quelli di Bassano, ma anco a quelli de luoghi convicini, e ad altri forastieri gratis, e
senza mercede da darsi dalli detti Scolari, alli quali se si insegnerà anco la
Grammatica, sarà più conforme alla mia intenzione , e desiderio, il qual sarebbe ancora,
che tutti li detti tre Preti Cappellani abitassero nella detta Chiesa di S. Vincenzo,
nelle Stanziette di sopra, andandovi per le lumache, che rispondono nella Chiesa ma; se
per maggior commodità della Scuola , e delli Scolari paresse bene avere anco una Casetta
nella Terra di Bassano, o nel Ter ritorio di essa, essorto li suddetti miei successori
Marchesi, che glie la debbano provedere, come gli parrà; E perché non pare, che sia cosa
conveniente, che li detti Preti Sacerdoti, li quali voglio, che siano Preti Secolari, e
che non siano soggetti all'obbedienza d'alcuna Regola, o Religione, nemmeno obbligati ad
alcuna altra residenza, nel tempo che li sopravanzerà oltre le Messe, ed altri officj,
che giornalmente diranno, restino affatto oziosi, e sfaccendati; Potranno li sopradetti
miei successori nel Marchesato, e Dominio di Bassano, fare elezione di persone di tal
qualità, e talento, che siano atti ad esser applicati a qualche altre cure, ed
occupazioni, oltre allinsegnare, come ho detto a Scolari, che possono apportare
utile, ed onore alli detti Signori Marchesi, e alla Terra, ed abitatori di Bassano, ma
anche, e molto piò al servizio del Signore Iddio nostro Signore.
Subito dopo le volontà del marchese per la Chiesa di S. Vincenzo, nel testamento viene
riportata la disposizione in merito alla costruzione di un borgo adiacente alla detta
Chiesa o in una località più idonea, e per finanziare i lavori dovranno, i suoi eredi,
utilizzare gli introiti provenienti dalle tenute di Bassano: Item finita, che sarà
la detta Chiesa di San Vincenzo, la quale per grazia del Signore, e del detto Santo
glorioso mio Avvocato, resta ridotta ad assai buon termine, voglio, che gli miei eredi, o
i loro successori suddetti dallentrate, che caveranno dalla Terra e Territorio di
Bassano spendano, e con effetto sborsino in ciascun anno scudi scudi mille di moneta
almeno, in fabbricare un Borgo con Case più tosto piccole, che grandi incontro, o vicino
alla detta Chiesa di S. Vincenzo in luogo che parrà più commodo, ed onorevole, con buon
disegno, e regola dArchitettura, massime nella prima intenzione, e nel dare
principio; il qual Borgo si debba nominare Giustiniano, ma quando però il tempo, e le
varie occorre facessero conoscere, che la detta intrapresa di fare il detto Borgo non
riuscisse conforme alla mia intenzione, voglio ed ordino, che li sudetti scudi mille annui
di moneta si spendano in fare altre fabriche utili, ed onorevoli agli miei successori nel
Marchesato, e Dominio di Bassano, ed a quella Terra, e suoi abitatori, a quali finora per
lo passato le fabriche da me fatte hanno apportato nome, ed onorevolezza, e beneficio ai
poveri Vasalli, che hanno lavorato, e travagliato in varie cose.
Il Borgo giustiniano, nelle adiacenze della Chiesa di S. Vincenzo, non fu mai
realizzato e si potrebbe supporre che gli eredi (Andrea Giustiniani) avrebbero considerato
che tutto sommato era più conveniente e utile continuare ad edificare nelle strette
vicinanze del paese Ecco, come possibile soluzione, che nel XVII secolo prende corpo
lopera urbanistica di Borgo San Filippo, un agglomerato di case al di fuori delle
mura medioevali.
La parte del testamento riguardante il Borgo termina così: E questo
pagamento, e sborso di scudi 1000. annui, voglio, che ascenda alla somma, e quantità
intiera di scudi venti mila, oltre e di più, che gli miei sudetti successori nel
Marchesato, e Dominio di Bassano averanno speso, in finire la detta Chiesa di San
Vincenzo, e passati, che saranno anni venti, e pagato, e sborsato, che averanno li miei
sudetti successori, li scudi ventimila a ragione di scudi mille in ciscun anno, come sopra
ho detto, voglio, che si manchi, e si lasci di fabricare in vigore del presente mio
Legato, e che i miei sudetti successori manchino di sborsare li detti scudi mille annui, e
potranno di tutte lentrate di detta Terra, e Territorio di Bassano, valersi a loro
benepalcito in occasioni dutile, e onore loro, ed in servitù del Signore
Iddio.
Il mecenatismo del Marchese si evidenzia in modo costante nel testamento, tanto da
accalorarsi nellesternare le intenzioni sue affinché tutto ciò che è di arredo e
abbellimento dei suoi palazzi e giardini non sia venduto o alienato, infatti nel
testamento così è riportato:
dichiarando, che in questi Mobili da vendersi
non siano comprese le Statue, e Bassi rilievi, e Petti e Teste, Tavole, e Buffetti, ed
altre cose di Marmo, e di Metallo, e tutti li Quadri di qualsivoglia sorte di Pittura, di
Ricamo, e di rilievo, i quali tutti Quadri, Statue, ed altre cose di Marmo, e Metallo,
voglio che restino, e siano del mio erede: perché lintenzione mia è, che tutte le
Statue, e tutti li Quadri di Pittura, ed altri come sopra, che al presento sono, e saranno
nel punto della mia morte nel mio Palazzo, nel quale abito, o altro ove lo abitassi, e che
saranno nelli miei Giardini, e nella mia Terra di Bassano, e tutti altri che saranno nelle
Botteghe dé Scultori, o Scarpellini, o Pittori, ed in ognaltro luogo restino per
mia memoria perpetuamente, e per ornamento dé Palazzi e Giardini miei, come ho detto. E
però voglio, ordino, e comando, che le dette Statue, e Quadri, ed altre cose di Marmo, e
di Metallo sudetti dal mio erede universale, e da tutti quelli, che gli succederanno nella
mia eredità, e fidecommisso come sopra, e come sotto dichiarerò, non si possano mai
vendere, né alienare in qualsivoglia modo, né in tutto, né in parte; ed in evento di
contravenzione voglio, che quel tale, che venderà, o alienerà le dette Statue, e Quadri,
ed altre cose di Marmo, e di Metallo, nel modo detto di sopra, contro la mia volontà, ed
intenzione sia tenuto in coscienza Cristiana obbligato alla Confessione sacramentale di
pagare, e di restituire al suo successore, il quale dopo di lui averà di posseder detti
Palazzi, e Giardini, ed altri miei luoghi sudetti in vigore del presente mio ultimo
Testamento il doppio, e più del giusto prezzo di esse cose vendute
.
Purtroppo le disposizioni del marchese non sono state ben recepite dai posteri.
Nella parte finale del testamento il marchese esprime il desiderio che tutti i suoi beni,
in particolare quelli di Bassano, siano conservati in perpetuo e liberi da ipoteche o
altre forme coercitive per la soddisfazione di debiti accumulati, infatti così dice:
Di più, salve le cose sopradette, perché desidero grandemente, che la mia
eredità, e beni, ed in specie talmente, che la specialità non deroghi alla generalità,
ne allincontro, il Marchesato, Terra, e Territorio di Bassano, e qualsivoglia altri
beni giurisdizionali, che al tempo della mia morte si troveranno da me compri, ed
acquistati in qualsivoglia luogo esistenti si conservino sempre, ed in perpetuo liberi, ed
esenti da qualsivoglia sorte di debiti; però voglio ed espressamente ordino, che la detta
mia eredità, e beni, e nominatamente i detti miei Marchesato, Terra, e Territorio di
Bassano
.. si conservino, e mantenghino perpetuamente nei miei eredi
Recentemente Agostino Bureca, architetto, funzionario del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, progettista e direttori dei lavori di numerosi interventi di
restauro, svolge attività istituzionali di tutela conservazione e valorizzazione dei
monumento presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico del Lazio ha pubblicato per la
Gangemi Editore un interessante libro sul "La villa di Vincenzo Giustiniani a
Bassano Romano, dalla Storia al Restauro".
Viene presentato, al termine del procedimento per l'acquisizione allo Stato della Villa
Giustiniani-Odescalchi di Bassano Romano, il risultato del compendioso programma di studi
e ricerche promosso e curato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici per il
Paesaggio per il Patrimonio Storico Artistico del Lazio. Il feudo bassanese, in origine
degli Anguillara, fu acquistato nel 1595 dal ricco commerciante e finanziere genovese
Giuseppe Giustiniani, riparato a Roma dal lontano Oriente; la Villa fu restaurata e
configurata nello stato attuale dal figlio Vincenzo (Chio 1564-Roma 1637) sul principio
del Seicento per farne la propria casa-museo, rappresentativa sede di importanti
collezioni antiquarie e di arte contemporanea e aristocratico luogo di riservate e
dilettevoli attività e privilegiate frequentazioni. Nell'attesa dell'avvio dei lavori di
restauro se ne ripercorrono le passate vicende, dai fasti barocchi alle tristi dismissioni
patrimoniali dell'Ottocento, si illustra il prezioso ciclo di affreschi, opera di
importanti artisti dell'epoca (FRANCESCO ALBANI, BERNARDO CASTELLO, DOMENICHINO, PAOLO
GUIDOTTI BORGHESE, ANTONIO TEMPESTA), si affrontano -quasi a voler preordinare un
disciplinare per la tutela - le problematiche connesse ai possibili utilizzi e progetti di
valorizzazione culturale nella speranza che non si passi dalla colpevole
DAI GIUSTINIANI ALL'UNIONE EUROPEA
UN PERCORSO CONTINUO
Si è svolto il 17 aprile 2004, a Bassano Romano (Viterbo) in collaborazione con
l'Amministrazione Comunale e la Lega Italo-Ellenica, il convegno dal tema: "DAI
GIUSTINIANI ALL'UNIONE EUROPEA UN PERCORSO CONTINUO".
All'evento hanno partecipato i Comuni Italiani di: Mirano (Venezia), Ortona (Chieti),
Caprarica (Lecce), Amelia (Terni), Lari (Pisa), il Comune Francese di Bastia, i comuni
Greci di Chios ed Homiroupolis. Il convegno è stato patrocinato dal Senato della
Repubblica, dal Sovrano Militare Ordine di Malta delegazione Granpriorale Ligure, dalla
Regione Lazio e dalla Provincia di Viterbo
Le relazioni hanno analizzato il percorso storico dei Giustiniani, da diverse angolazioni:
dallepopea della marineria genovese nel levante fino al collezionismo seicentesco
dei grandi mecenati e alle suggestioni architettoniche della Villa di Bassano. Un lungo
viaggio tra storia e cultura per riallacciare, nello spirito Europeista, gli antichi
legami tra popoli di diverse culture e società.
Le amministrazioni intervenute, si sono impegnate a predisporre un protocollo
dintesa, per dare seguito a questa iniziativa, anche al fine di realizzare un
organismo permanente, tra vari soggetti non solo pubblici, atto a valorizzare eventi
futuri per conto dei suoi partner, anche attraverso una Fondazione con una pluralità di
soci attivi con la finalità di salvaguardare i beni storico-culturali, per la
valorizzazione piena dei siti, palazzi, oggetti, memorie dell'illustre casato. Questo
organismo potrà presentare proposte di interventi integrati, cofinanziati dai fondi
strutturali europei per gemellaggi tra diverse comunità ed il recupero di siti
urbanistici di interesse storico, artistico - culturale, villaggi tradizionali in stato di
abbandono e di degrado. Il progetto avviato rimane comunque aperto sia ad associazioni
private che ad altri enti pubblici come altri comuni che in ogni momento possono farne
parte. Già hanno dato la loro adesione i comuni di Fauglia (Pi), Monterinaldo (Ap), e
Aghios Minas, Ionias e Kampochora (Grecia)
Gli atti sono stati presentati in anteprima a Chios il 31 agosto 2005 ed a Roma il 1
dicembre 2005 presso la Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani di Roma, con il
patrocinio del Senato della Repubblica, da Enrico Basso, archivista di Stato direttore
nella Sovrintendenza Archivistica per la Liguria e Christina Strunck, Assistente
scientifico della Biblioteca Hertziana.
Venerdì 7 aprile 2006, a seguito la presentazione Genovese nella cornice
del Complesso Monumentale si SantIgnazio presso lArchivio di Stato. Un
simbolico ritorno nella città di origine della famiglia, durante le manifestazioni
Genovesi dellottava settimana della cultura. Patrocinatore dellevento oltre il
Senato della Repubblica, il Sovrano Militare Ordine di Malta Delegazione Granpriorale
Ligure.
Gli atti, già presenti nei cataloghi di diverse Biblioteche pubbliche, sono stati
presentati da Giovanni Assereto, ordinario di storia moderna dellUniversità di
Genova che ha commentato i contributi storici al volume e da Christina Strunck, assistente
scientifico della Biblioteca Hertziana di Roma che ha commentato gli aspetti più
artistici ed architettonici trattati nel volume. Alfonso Assini, funzionario
dellArchivio Genovese, è intervenuto sul lascito fedecommissorio di Vincenzo
Giustiniani, la cui contabilità e molti degli atti notarili rogati per conto di questa
famiglia sono conservati nellArchivio stesso. Durante la manifestazione, sono stati
esposti, a cura dello stesso Assini, Ignazio Galella e Roberto Santamaria, alcuni dei più
significativi documenti dell'Archivio Giustiniani, in rapporto soprattutto alle loro
committenze artistiche, disegni (fra cui il bellissimo stemma della famiglia), stampe e
incisioni (dalle collezioni del marchese Giustiniani verrà una copia della "Galleria
Giustiniana"), monete e oggetti legati alle funzioni dogali e di rappresentanza
svolta da alcuni membri della famiglia., provenienti anche da alcune preziose collezioni
private.
Il codice ICCU del libro nel database delle Biblioteche Italiane è IT\ICCU\IEI\0241428
, clikkando il link potete visualizzare le biblioteche dove è presente il libro.
Redazionale con foto sul
Convegno a Bassano Romano
Redazionale con foto
sulla presentazione degli atti a Roma
Articolo degli atti a Roma sulla
"Croce Ottagona" periodico della Delegazione Ligure del SMOM gennaio 2006 n.23
con il discorso del Delegato dell'Ordine Giovanni Della Croce di Dojola
Redazionale con foto sulla
presentazione degli atti a Genova
Articolo degli atti a Genova sulla
"Croce Ottagona" periodico della Delegazione Ligure del SMOM aprile 2006 n.26
Intervento del delegato alla cultura
di Bassano Romano alla presentazione degli atti a Genova
INDICE DEGLI ATTI (dove disponibili dei brevi estratti dei contributi)
1) Lettera di saluto del senatore Marcello Pera, presidente del Senato della Repubblica.
2) Presentazione di Giovanni Della Croce di Dojola, delegato granpriorale per la Liguria
Del Sovrano Militare Ordine di Malta. 3) Presentazione di Giuseppe Marchetti, sindaco del
Comune di Bassano Romano. 4) Fu Giustiniano leponimo
fondatore del casato? Introduzione a cura di Enrico Giustiniani. 5) PARASKEVI
PAPAKOSTA - Introduzione al convegno in lingua greca moderna 6) GABRIELLA AIRALDI - Genova e il Mediterraneo. 7)
STEFANO GRILLO di RICALDONE - I
Giustiniani: cives e reges. Le distinzioni nobiliari del ceto
dirigente genovese dalletà comunale ai riconoscimenti della regia Consulta
Araldica. 8) ANDREA LERCARI - La vicenda storica
dellalbergo Giustiniani: dalla fazione popolare al patriziato sovrano della
Repubblica di Genova. 9) SILVIA DANESI SQUARZINA - Il Cristo portacroce di
collezione Giustiniani. Prima versione incompiuta di unopera di Michelangelo. 10)
MANUELA TOZZI RAMBALDI - Il
Campos di Chios, caratteri e confronti. 11) VALERIA MONTANARI - Orientamento e prassi del
restauro a Chios. 12) PARASKEVI PAPACOSTA - Sulle tracce dei Giustiniani
nella storia dellarchitettura di Chios, Bassano Romano, Gravina in Puglia e
Caprarica di Lecce. 13) DIMITRIS PAPALIOS - Il progetto di parco medievale tematico
come valorizzazione dei beni architettonici a Chios. 14) RINALDO MARMARA - La formazione
della comunità latina a Costantinopoli e le migrazioni da Chios. 15) AGOSTINO BURECA - La
Villa di Vincenzo Giustiniani a Bassano Romano: interventi e prospettive per la tutela e
la valorizzazione. 16) RITA FABRETTI - I Giustiniani a Bassano: rapporti
tra potere centrale e locale (sec. XVII e XVIII). 17) ANGELO CASERTANO - Il Monastero di San Vincenzo:
dallidea di Vincenzo Giustiniani alla donazione Benedettina-Silvestrina. 18)
REMO DE MARTINO - Il viaggio di San Tommaso apostolo da Chios a Ortona. 19) ALEXANDRIS
EVANGHELOS - Progetto di
gemellaggio fra Comunità Mediterranee unite da percorsi storici comuni. 20) EMMANUEL
VASTA e JEAN BAPTISTE RAFFALLI - La Villa Giustiniana a Bastia. 21) BARBARA SILVANI - Il
palazzo Giustiniani di Amelia. 22) GIAMPAOLO GRASSI - Il modello socio economico di Chios:
riscontro nei modelli di organizzazione agricola e dimprenditoria nella Val
dEra e sulle colline pisane. 23) MARIO ESPOSITO - Ville Venete nel territorio di
Mirano. 24) ALESSANDRA ZABBEO - I Giustinian a Mirano e il loro insediamento.
Gli Atti sono acquistabili presso la tipografia: Tipografia
Pioda Viale Borelli, 15 Tel: 06 44701500 Fax: 06 4451 862 - info@pioda.it
BASSANO ROMANO-CHIOS:
ANTICHI LEGAMI E NUOVI PERCORSI NELLO SPIRITO EUROPEO
Atti del II° convegno internazionale sulle architetturee collezioni artistiche dei
Giustiniani
Si è svolto dal 6 al 10 settembre 2006, lincontro tra i cittadini del Comune di
Bassano Romano, nella Tuscia Viterbese, e quelli dei Comuni di Aghios Minàs e Kampohòra
dellisola Greca di Chios, nellambito del progetto co-finanziato
dallUnione Europea per la cittadinanza attiva gemellaggio di città. Il
tema del gemellaggio venne proposto per prima volta durante il convegno internazionale
svolto a Bassano Romano nellaprile del 2004, Dai Giustiniani allUnione
Europea: un percorso continuo, un lungo viaggio tra storia e cultura per riallacciare,
nello spirito europeista, gli antichi legami tra popoli di diverse culture arricchite,
grazie anche alla presenza dei Giustiniani, da testimonianze storico-artistiche,
appartenenti oggi al patrimonio culturale europeo.
In un atmosfera cordiale e informale, la delegazione Chiota, arrivata mercoledì 6
settembre allaeroporto di Fiumicino, è stata accolta dal Sindaco insieme alla
Giunta Comunale e da numerosi giovani dellAssociazione Culturale Bassanese. Il
gruppo Greco, nei due giorni successivi ha visitato i luoghi di principale interesse nella
cittadina Viterbese e nella capitale.
Sabato 9 settembre si è svolta la parte ufficiale del programma, presentata in questo
volume dAtti (in Italiano e Greco), aperta dal secondo convegno internazionale di
studi storico-scientifici, presentato in italiano e in greco, intitolato Bassano
Romano-Chios: antichi legami e nuovi percorsi comuni nello spirito europeo, svolto nella
suggestiva Sala dei Cesari del Palazzo Giustiniani. I relatori, rappresentanti della
Pubblica Amministrazione, scienziati e studiosi, hanno ripercorso gli antichi legami che
uniscono le comunità Italo-Greche intervenute. Dal 1347 al 1566 i Giustiniani furono gli
amministratori per conto della Repubblica Genovese dellisola di Chios nellEgeo
nord orientale. Alcuni di loro dal 1595 al 1854, dimorarono nel feudo di Bassano Romano.
Il gemellaggio tra le comunità Chiote e quella Bassanese è un atto di amicizia nel
comune legame con la presenza di questa famiglia e con l'eredità ideale, architettonica e
culturale che essa ha lasciato ai posteri italiani e greci. Al convegno ha fatto seguito
la firma ufficiale del Patto di Amicizia tra i comuni intervenuti. Nel pomeriggio la
manifestazione si è chiusa con lesibizione del Gruppo Bandistico Bassanese e dei
danzatori di Aghios Minàs e Kampohòra, presso il Monastero di San Vincenzo Martire,
seguita da una serata musicale.
Domenica 10 settembre, la delegazione Chiota è tornata in Grecia, dando appuntamento ai
Bassanesi nellisola del mastice per il 2007.
Il libro d'atti è stato curato da Enrico Giustiniani e Paraskevi Papakosta
Nelle prime pagine del presente volume dAtti, vengono presentati brevemente i tre
Comuni e immagini dagli archivi dei relatori, nonchè i saluti dei Sindaci e dei membri
della Pubblica Amministrazione. Segue un breve intervento del Presidente del Comitato
Organizzatore Enrico Giustiniani, sul progetto di partenariato Europeo della Rete
Giustiniani e la cittadinanza Europea attiva. La sezione di carattere scientifico
del convegno apre con il testo di Cecilia Mazzetti di Pietralata, storico dellarte,
relativo allopera dei fratelli mecenati Vincenzo e Benedetto Giustiniani, nati a
Chios nella metà del XVI secolo, i cui palazzi a Roma e a Bassano, furono dei veri e
propri luoghi darte - Accademie - dove oltre ad ammirare la splendida
collezione di statue e dipinti, gli artisti cercavano atmosfere e spunti per la loro
ispirazione; un crocevia di incontri artistici nel seicento, dal Nord Europa al
Mediterraneo, un patrimonio culturale di enorme valore, lasciato in eredità ai posteri.
Segue lo studio analitico di Paraskevi Papacosta dedicato alle architetture dei
Giustiniani di Chios a Bassano Romano. La relatrice enfatizza il valore urbanistico del
complesso territoriale ed alcuni caratteri peculiari comuni che ricollegano Bassano a
Chios. Attraverso questa nuova lettura panoramica dellinsieme, basata
sullanalisi diretta e su ricostruzioni storiche, contribuisce al processo di
conservazione e valorizzazione del sito storico.
Le ricerche darchivio delle famiglie Anguillara di Ceri e Giustiniani di Negro a
Roma e a Viterbo hanno contribuito allo svolgimento dellanalisi, dedicata al
giardino di Vincenzo Giustiniani, dellarchitetto della Soprintendenza per i Beni
Architettonici ed il paesaggio del Lazio, Agostino Bureca responsabile del programma di
conservazione della villa Giustiniani-Odescalchi a Bassano Romano. Nonostante lovvio
rinnovo della vegetazione e del deperimento della materia permangono tuttoggi
diversi caratteri delloriginario genius loci del giardino, dovuti alle aspirazioni
antiquarie e alle suggestioni europee del noto mecenate da Chios.
Don Cleto Tuderti, già Priore del Monastero di San Vincenzo, ha sviluppato il tema del
Mausoleo voluto dal Marchese Vincenzo per la sua famiglia, evidenziando altri
aspetti, correlati alla religiosità e spiritualità dei Giustiniani, non meno eloquenti
ed attuali, che mettono in luce singolare la poliedrica figura di Vincenzo Giustiniani.
Rinaldo Marmara si sofferma sullimportanza dei registri parrocchiali di Chios
presenti a Tinos e su quelli di Costantinopoli, ricchi di testimonianze ed appunti, di cui
alcuni sono del tutto ancora sconosciuti agli studiosi e altri necessitano di essere
ricatalogati e soprattutto preservati dallincuria del tempo.
Al suo intervento ha seguito quello di Manolis Vournous della Chiesa degli Aghii Sarànda
a Thimianà. Larchitetto offre una lettura aggiornata compiuta sui ruderi della
chiesa e su precedenti studi personali. È interessante il fatto che dopo secoli di
storia, si rispecchiano ancora le influenze genovesi nellarchitettura chiota.
Dimitris Kokkinakis attraverso la sua antologia critica introduce allarte medica e
farmaceutica di Chios nel periodo genovese dellisola. Sintetizza il sistema
sanitario chiota del passato, ricorrendo a parallelismi con le istituzioni adottate dalle
repubbliche marinare nella penisola italica. Largomento sulle farmacie portatili e
sullarte degli speziali apre nuovi orizzonti negli studi chioto-bassanesi.
Alice Gànou, con un intervento semantico, ha evidenziato come esistano ancora, nel
dialetto Chiota, termini vernacolari di derivazione Genovese e Italiana. Questi
cromatismi locali potrebbero ricollegarsi alle manifestazioni
periferiche della matrice latina nellEgeo e più in generale nel
Mediterraneo.
Cogliendo loccasione di questo nuovo convegno organizzato nellambito del
progetto di gemellaggio tra Bassano e Chios, sono stati inseriti due nuovi contributi di
sintesi e di approfondimento scritti dai curatori della presente opera collettiva. Essi
contribuiscono al riconoscimento dellopera e allapprofondimento di alcuni dei
temi affrontati dai relatori che parteciparono al primo convegno internazionale Dai
Giustiniani allUnione Europea: un percorso continuo, svolto a Bassano Romano
nellaprile 2004 che tematicamente aveva introdotto la proposta di gemellaggio.
Enrico Giustiniani ricorda i temi illustrati negli atti del primo convegno, curati da lui
stesso, che presentò al palazzo Giustiniani di Roma al Senato il 1 dicembre 2005 e
successivamente al Archivio di Stato di Genova il 7 Aprile 2006 ove sono state aggiunte
nuove valutazioni e commenti costruttivi di natura critica, sulle relazioni di contenuto
scientifico. Il secondo testo di Paraskevi Papacosta chiude il presente volume, offrendo
nuove prospettive di studio. La studiosa percorre i temi relativi alle architetture del
passato conservate nelle antiche Terre dei Giustiniani. Segue una nuova lettura a
campione, mirata, con relativa documentazione fotografica o grafica di alcune architetture
monumentali in stato di rovina ed altre memorie dei Giustiniani di Chios. Il testo è
caratterizzato da meditazioni storico-critiche, verificate direttamente sui testi
architettonici e dallindividuazione di alcuni valori inespressi dalla
letteratura che potrebbero essere capaci di suggerire nuove iniziative e soluzioni
progettuali finalizzate alla conservazione e al recupero di questi siti degradati.
INDICE DEGLI ATTI
FRANCESCO BROGLIA - Presentazione Atti; ENRICO GIUSTINIANI E PARASKEVI PAPACOSTA -
Introduzione al convegno internazionale nellambito del progetto di gemellaggio tra i
Comuni di Bassano Romano, Aghios Minàs e Kampohòra di Chios; Presentazione dei Comuni
del gemellaggio-Saluti ; Messaggio di Benvenuto ai cittadini di Aghios Minàs e
Kampohòra; Saluto del Sindaco di Bassano Romano Luigi De Luca; Saluto dellAssessore
alla cultura di Bassano Romano Vittorio Ronconi; Presentazione del Comune di Bassano
Romano; Saluto del Sindaco di Aghios Minàs Ionnis Pantelàras; Breve presentazione
dellisola di Chios; Presentazione del Comune di Aghios Minàs; Saluto del
Vice-Sindaco di Kampohora Charilaos Koutsouràdis; Presentazione del Comune di Kampohora; Presentazione
progetto Rete fra città gemellate; ENRICO GIUSTINIANI Il progetto di parternariato e di
gemellaggio fra comunità Europee unite da percorsi storici comuni. La cittadinanza
Europea attiva; Relazioni di contenuto scientifico sulla storia e la cultura di
Bassano Romano e Chios ; CECILIA MAZZETTI DI PIETRALATA - Dal nord Europa al
Mediterraneo: i palazzi Giustiniani di Roma e Bassano nel seicento, crocevia di incontri
artistici; PARASKEVI PAPACOSTA - Architetture dei Giustiniani di Chios a Bassano
Romano:storia e caratteri; AGOSTINO BURECA - Aspirazioni antiquarie e suggestioni europee
nel giardino storico del palazzo Giustiniani a Bassano Romano; CLETO TUDERTI - Il mausoleo
di S.Vincenzo Martire in Bassano Romano. Contributo per un gemellaggio; RINALDO MARMARA -
La storia non è mai completa
. e neppure quella dei Giustiniani; MANOLIS VOURNOUS -
La chiesa degli Aghii Sarànda a Thymianà di Chios; DIMITRIS KOKKINAKIS - Breve
introduzione allArs medica e farmaceutica nella colonia genovese di Chio. Dai primi
ospedali al cofanetto dei medicinali di Vincenzo Giustiniani; ALICE GANOU - L' influenza
della lingua italiana sul linguaggio Chiotico; Termini vernacolari di origine italiana o
genovese presenti nel dialetto Chiota; Firma del Patto di amicizia e
fratellanza; Retrospettiva e approfondimento sui temi del 1° convegno
internazionale di Bassano Romano; ; ENRICO GIUSTINIANI - Sintesi del convegno di
Bassano Romano del 17 aprile 2004: Dai Giustiniani allUnione Europea: un percorso
continuo; PARASKEVI PAPACOSTA - Un percorso nelle antiche Terre dei Giustiniani:
retrospettiva e approfondimento sui temi architettonici del primo convegno di studi a
Bassano Romano; Ringraziamenti.
Il codice ICCU del libro nel database delle Biblioteche Italiane è IT\ICCU\IEI\0284266
, clikkando il link potete visualizzare le biblioteche dove è presente il libro.
Gli atti sono stati presentati una prima volta il 12 maggio 2007 a Bassano Romano dal
Prof. Francesco Broglia e dallArch. Michele Campisi con il patrocinio della
Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio del Lazio (Redazionale presentazione di Bassano
Romano a cura di Domenico Vittorini - Gazzetta Bassanese n. 124 giugno 2007). A
seguito poi la presentazione a Roma il 28 novembre 2008 nella sala Capitolare presso il
Chiostro del Conventodi Santa Maria sopra Minerva Senato della Repubblica. La Sala,
costruita per volontà di Vincenzo Giustiniani, generale dei Domenicani, nel XVII secolo,
ancora conserva sul soffitto gli stemmi della famiglia Giustiniani.
Sono intervenuti Silvia Danesi Squarzina, ordinario di Storia dellArte Moderna
dellUniversità di Roma Sapienza e Alessandro S. Curuni, ordinario di Restauro
dellUniversità di Roma Sapienza. Ha introdotto i lavori Francesco Broglia, Docente
di Rilievo dellArchitettura dellUniversità di Roma Sapienza. Al termine della
presentazione è stato proiettato un documentario sui Giustiniani
(vai al video dell'introduzione clikkando il link), creato e montato dall'architetto
Papacosta.
Redazionale con foto sulla
presentazione del secondo libro degli atti a Roma il 28 novembre 2008
Lo spirito Europeo dei
Giustiniani recensione sul volume d'atti del II° convegno
internazionale sulle architetturee collezioni artistiche dei Giustiniani - Giornale
dell'arte gennaio 2009 a cura di Federico Castelli Gattinara
Gli atti, saranno presentati anche a Genova in primavera 2009 in data ancora da definire.
Il volume "Bassano Romano
- Chios: antichi legami e nuovi percosi nello spirito europeo", è acquistabile su
richiesta presso la Tipografia Pioda di Roma in
Viale Ippocrate, 154 -
Tel: 06 44701500 Fax: 06 4451 862 - info@pioda.it
IL PROGETTO DELLA RETE GIUSTINIANI
Un filo rosso unisce alcuni piccoli comuni Italiani ed Europei, la presenza nel corso dei secoli della Famiglia Genovese dei Giustiniani, importanti tracce architettonicche ed antropologiche da valorizzare e da collegare nel tempo e nello spazio, percorsi turistici comuni per uno scambio di idee e confronti per riallacciare gli antichi legami in uno spirito Europeista.
Grazie all'iniziativa dell'Assessore al patrimonio della municipalità Francese di
Bastia, è recentemente uscito (gennaio 2008), prodotto da Vision Internationale e da
France 3 per la regia di Andrè Waksman il documentario "Les Giustiniani une saga
méditerranéenne". Il documentario di circa un ora, a cui ho fattivamente
collaborato, ha richiesto quasi due anni di lavori; l'opera, in francese (con alcuni brani
in Italiano sottotitolati) traccia il lungo percorso antropologico e storico della
famiglia Giustiniani, toccando le località dove più si è sentita la presenza di questa
famiglia: Genova, il levante ligure, Chios, Roma, Palermo, la Corsica e Bassano Romano.
Sono in possesso della copia, informalmente potrei accontentare, nei limiti del possibile,
chi me ne facesse gentile richiesta.
Il film, apparso sulla trasmissione "Orizzonti" su France3-Corse il 10 maggio
2008 è online sul sito della France 3 - corse in questo link:
"I Giustiniani, une saga méditerranéenne"
(100508)
Il GEMELLAGGIO tra Bassano Romano - Aghios Minas e Kamphokora
L'Unione Europea ha finanziato il progetto di gemellaggio presentato dal Comune di Bassano Romano con il Comune greco di Aghios Minas (DG EAC N. 25/05 Incontri tra cittadini - fase 3). Progetto 06/2082. La manifestazione che ha coinvolto sia il comune Chiota di Aghios Minas che di Kamphokora, si è svolta a Bassano Romano dal 6 al 10 settembre 2006.
LA FAMIGLIA GIUSTINIANI IN LUNIGIANA
Si è svolto il 21 ottobre 2006 un interessante giornata di studi sulla presenza dei
Giustiniani nella Lunigiana. Le relazioni hanno esaminato uno dei molteplici aspetti della
storia della grande famiglia albergo genovese, un aspetto che può forse inquadrarsi in un
più ampio fenomeno che interessò il ceto dirigente della Repubblica: linsediamento
dallantica Dominante alla periferia nel corso del XVIII secolo. In particolare,
infatti, un ramo dei Giustiniani si stabilì in Lunigiana, dove acquistò i resti di un
antico monastero restaurandoli ed edificando lattuale castello, con annessa
cappella, di Ceparana (Comune di Bolano) e acquisendo poi, per via ereditaria, anche il
castello di Vezzano Ligure, ancora proprietà della famiglia.
Gli Atti di questo convegno saranno disponibili a dicembre 2008 (inseriti in
Accademia Lunigianese)
Si è svolta il 6 e 7 maggio 2005 la celebrazione del 50° anniversario
dellincoronazione della Sacra Effigie della Madonna della Pietà. Strade, vicoli e
piazze arricchite da migliaia di fiori di carta, fontane e giardini costruiti qua e là.
Era il 1955 quando il Cardinale Valeri, dopo una richiesta alle autorità ecclesiastiche
da parte dei bassanesi, con una solenne cerimonia appose una corona sul capo della Madonna
della Pietà. E Bassano fu addobbato con fiori di carta e ogni 25 anni le festività per
adorare la Sacra Immagine hanno un carattere straordinario. La Pia Unione della Madonna
della Pietà, composta dai Fratelli, coordina anche le due suggestive processioni, quella
votiva del sabato sera e quella solenne della domenica mattina. Chiude la processione la
macchina della Madonna trasportata a spalla.
Le foto della manifestazione: Bassano
Romano addobbato a festa
Alcuni link su Bassano Romano
Bassano di Sutri di Filippo
Bonugli articolo del 1955 dalla rivista "Per le vie dell'Italia
Il sito ufficiale del Comune di Bassano
Romano
www.assolarocca.it
www.bassanoromanoshop.com Sito della
locale associazione culturale con articoli di storia e cultura.
sito amatoriale su Bassano Romano n.1
sito amatoriale su Bassano Romano n.2
sito amatoriale su Bassano Romano
n.3
Bassano Romano online
sito ufficiale del Monastero di S.
Vincenzo a Bassano Romano
Il mio sito sul Monastero di
S.Vincenzo a Bassano Romano
Sorgerà a Bassano Romano il
nuovo Santuario della Fondazione Giovanni Paolo II
Associazione Fondazione Internazionale
Giovanni Paolo II - sito ufficiale
I riferimenti del
Comune di Bassano Romano
Estratto del Testamento del
Marchese Vincenzo Giustiniani e alcuni documenti storici relativo al feudo di
Bassano Romano a cura di Domenico Vittorini
Dona il cinque per mille al Monastero di S. Vincenzo ... costruito dai Giustiniani
Il Monastero, per le attività che svolge, è stato riconosciuto dal fisco, come ente
capace di ricevere questo tipo di detrazioni. Pertanto se vuoi, nella compilazione della
dichiarazione dei redditi puoi destinare la quota del CINQUE PER MILLE in
favore del Monastero. Oltre alla firma del contribuente è obbligatorio il
codice fiscale del Monastero. Monastero S. Vincenzo Martire Bassano Romano Codice fiscale
nr. 80004470565
In questa antica mappa settecentesca è presente una tenuta "Polline di Santa
Caterina dei Giustiniani" proprio sul bordo orientale del lago di Bracciano
nel comune di Trevignano
Il cannone Giustiniani grazie al
contributo di Renato G. Ridella
LAssociazione Culturale La Rocca di Bassano Romano, ha
recentemente pubblicato una guida turistica: Bassano Romano Terra dei Giustiniani
La guida di Eliseo Fabretti, Yuri Gori, Domenico Moroni, Fiorella Proietti e Domenico
Vittorini , si sofferma sulle bellezze di Bassano Romano con una particolare attenzione al
Palazzo Giustiniani-Odescalchi e alla vicende della nobile famiglia Giustiniani che qui
aveva il suo feudo.
La guida di Eliseo Fabretti, Yuri Gori, Domenico Moroni, Fiorella Proietti e Domenico
Vittorini è richiedibile allAssocione stessa in Via M. Giustiniani n.1, 01030
Bassano Romano (VT)
Questo è il loro sito internet: www.assolarocca.it
lemail dellassociazione: info@assolarocca.it
Bed and Breakfast "La Rocca" da
Roberta e Daniele Bassano Romano Via G. Garibaldi, 23 Tel: +39 0761 635518 Cell:+39 329
8503315
In una casa nuova ed appositamente studiata affinchè gli ospiti possano
trovare tutti i conforts di cui hanno bisogno, la discrezione e la familiarità che
desiderano. Per trascorrere una vacanza allinsegna della natura e della cultura,
gustando le tradizioni e i sapori genuini di un tempo.
www.giustiniani.info
Il sito tratta della storia della Famiglia Giustiniani dalle sue origini Genovesi,
attraverso il Dodecaneso Greco, l'isola di Chios e Roma.
Bassano Romano - English short version