LA COLLEZIONE GIUSTINIANI

In un luogo ristretto come piazza de’ Galli, quello era il nome del breve spazio che tuttora divide palazzo Giustiniani dalla chiesa di S. Luigi dei Francesi, si verificarono accadimenti che gli studi di storia dell’arte considerano epocali.
Le grandi tele di Caravaggio per la cappella Contarelli, la prima versione del S. Matteo con l’angelo acquistata dal marchese Vincenzo Giustiniani per la sua collezione, l’Amore vincitore e l’Incredulità di S. Tommaso appesi nella prima "stanza dei quadri antichi" del palazzo della famiglia genovese, simbolici delle due anime, una umanistica e l’altra religiosa, della collezione, suscitarono "rumori" in tutta la città papale, ancora centro culturale dell’Europa.
Nell'arco di tempo fra il 1600 e il 1638 veniva accumulandosi la collezione Giustiniani. Eccezionale per il suo carattere innovativo, imponente per la rilevanza quantitativa (oltre seicento dipinti e più di milleottocento pezzi antichi), documentata da numerosi inventari (in particolare quelli del 1600, 1621, 1638, 1793) essa ci mostra il rapporto anticipatore e privilegiato che i due fratelli Giustiniani instaurarono con Caravaggio: quindici sue opere risultano nell'inventario del 1638.
Una massa enorme di documenti ci consente di ricostruire la vita quotidiana della famiglia, le sue relazioni sociali, il confronto dialettico con le idee del tempo.
Vivo è l'interesse che suscitano le due figure dei committenti e mecenati: il cardinale Benedetto, immerso nel ruolo attivo che la parte migliore della Chiesa militante cercò di avere verso i ceti diseredati, ma anche sensibile collezionista, vicino all'arte e agli artisti, importante nesso con il mutare del linguaggio artistico.
Al suo fianco il marchese Vincenzo, il cui fascino intellettuale ci giunge intatto, attraverso i suoi scritti sull'arte frutto di una esperienza quotidiana e concreta; citazioni tratte dalle sue pagine fanno da filo conduttore dell'intera mostra, nei brevi pannelli didattici.

Vincenzo Giustiniani dimostrò vaste competenze architettoniche, una puntigliosa conoscenza della scultura - di materiali e tecniche -, nonché un raffinato gusto nell’ideare giardini, fra calibrate geometrie del verde e suggestioni letterarie. L’affascinante complessità di questo "incomparabile ingegno" traspare appieno dagli acuti e brillanti "Discorsi" sull’architettura, la pittura e la scultura (recentemente ripubblicati nelle edizioni Città del Silenzio con una prefazione di Lauro Magnani)
Punto di partenza l'anno 1600: la collezione cresce nel tempo e subisce numerose modificazioni. Alla data del 1638, la più rilevante per noi, i dipinti e le statue avevano invaso ogni spazio disponibile del palazzo e delle altre dimore.
Nelle "tre stanze dei quadri antichi" poste al piano nobile sul fronte verso S. Luigi dei Francesi erano conservate le opere dei pittori del passato, ma anche di contemporanei come Caravaggio che riceverà dalla significativa collocazione una sorta di consacrazione.

Specchio di questo impegno ed interesse per le arti, che in Vincenzo Giustiniani si trasforma in colta passione (come documentano le sue lettere sulla pittura, scultura e architettura ) è la collezione di dipinti e di sculture raccolta dai due fratelli tra la fine del Cinquecento e il quarto decennio del seicento nel palazzo Giustiniani, nella villa del Laterano, in quella a Porta del Popolo, nonché nel Palazzo di Bassano Romano, già Bassano di Sutri. Grazie ai primi studi di Luigi Salerno (1960) e alle recenti e più approfondite ricerche svolte dalla Prof. Silvia Danesi Squarzina (1994-2000) (Il progetto Giove sulla Collezione Giustiniani di Silvia Danesi Squarzina) è oggi possibile ricostruire nella sua interezza lo straordinario patrimonio artistico raccolto da Benedetto e Vincenzo Giustiniani. Si tratta di una collezione unica nel suo genere e nel suo tempo, capace di documentare un gusto per l'arte attento ai valori estetici dei diversi stili allora correnti, portatrice di una visione "moderna" del fatto artistico e pertanto testimone di un passaggio molto delicato della storia della ricezione dell'arte. La fama di questa raccolta di capolavori fu tale da trasmettersi nello spazio e nel tempo grazie alle testimonianze scritte dei viaggiatori che annotarono meticolosamente l'eccezionalità dei suoi capolavori, ma anche grazie alle testimonianze figurative di artisti e di amatori che non mancarono di eseguire copie e varianti delle opere ammirate nel Palazzo romano, o semplicemente di schizzare sui loro taccuini disegni tratti dalle tele e dalle statue.

Il progetto della mostra
La mostra ha consentito di riportare per la prima volta nella sua sede originaria, il Palazzo Giustiniani di Roma, attuale sede della Presidenza del Senato, capolavori assoluti della storia dell'arte come il celebre Amore Vittorioso di Caravaggio (Berlino, Gemäldegalerie), tanto amato da Vincenzo Giustioniani da essere coperto con un drappo verde affinché non offuscasse, con la sua bellezza incomparabile, gli altri dipinti della raccolta, o come il Suonatore di Liuto di San Pietroburgo, così ammirato da indurre un raffinato collezionista come il Cardinal del Monte a chiedere al Caravaggio di eseguirne un'altra versione per il proprio palazzo. Tele importantissime del Caravaggismo olandese sono state esposte a Roma per la prima volta: l'amatissimo Gherardo delle Notti (Gerrit van Honthorst), uno dei pittori prediletti dai Giustiniani, sarà rappresentato da tre opere di eccezionale interesse. Importanti dipinti del Rinascimento italiano giungeranno a Roma dai Musei tedeschi, hanno consentito ai visitatori di ammirare opere dei principali esponenti della pittura del Cinquecento, come Lorenzo Lotto, Dosso Dossi, Paolo Veronese. L'esposizione ha consentito non soltanto di ammirare lo splendore di queste opere ignote al pubblico italiano, ma anche di rivivere l'atmosfera della Collezione, frutto del gusto e dell'erudizione più evoluti del Seicento italiano. Accanto ai dipinti, sono stati esposti statue, incisioni, disegni, libri ed oggetti che aiutano a comprendere lo spirito che animò la nascita e l'accrescimento della raccolta. In occasione dell'esposizione è stata presentata, inoltre, una nuova scoperta scientifica di eccezionale importanza ha costituito un elemento di forte attrazione per il pubblico e di grande interesse per la stampa divulgativa e di settore. Si tratta delle prima versione del Cristo di Santa Maria sopra Minerva eseguita da Michelangelo e rimasta incompiuto a causa di un difetto nel marmo, una macchia sul viso emersa durante la esecuzione. I risultati della ricerca, vagliata da un comitato di esperti di Michelangelo, sono pubblicati su The Burlington Magazine, dicembre 2000.
Grazie ad un progetto di Renato Passacantando per la Rai è nato il progetto "mostre impossibili",un ricco apparato didascalico: multivisioni, documentari, film, audio-video guide personalizzate a raggi infrarossi, musiche attinenti ai dipinti, DVD, cataloghi, libri scritti ad hoc, siti Internet, rappresentazioni teatrali, programmi televisivi ecc. su grandi artisti Italiani, online quello sul Caravaggio:
Tutta l'opera del Caravaggio: una mostra impossibile

La rilevanza internazionale dell'evento
Dopo l'esposizione presso il Palazzo Giustinani di Roma, la mostra è passata a Berlino, dove è stata ospitata nel celebre Altes Museum, capolavoro architettonico dello Karl Friedrich Schinkel. Qui, l'allestimento ha adottato un principio completamente diverso da quello romano, poiché ha seguito fedelmente la disposizione ivi data ai dipinti dopo che, nel 1815, il Re di Prussia decise di acquistare la parte più pregevole della Collezione, messa all'asta a Parigi dai successori della Famiglia già nel 1812. Il proseguimento della manifestazione in Germania ha consentito di conseguire due risultati importanti:
- il conferirmento alla mostra una dimensione internazionale, che avrà tanto più successo proprio in virtù del carattere cosmopolita assunto specialmente negli ultimi anni dalla città di Berlino, considerata una delle capitali europei intellettualmente più vivaci;
- estendere i risultati scientifici dell'esposizione, che nel suo iter complessivo sarà in grado di ripercorrere l'intera vicenda che vide la nascita, l'ampliamento e quindi la dispersione di una delle Collezioni d'arte più celebri del passato.
L'attenzione suscitata all'estero dalla mostra è altresì confermata dall'altissimo livello del comitato scientifico, composto da alcuni dei più stimati e autorevoli storici dell'arte, italiani e stranieri, del settore.

Altri progetti connessi
A latere dell'esposizione non mancheranno di susseguirsi manifestazioni ed eventi ad essa correlati. Dopo il primo convegno internazionale di studi tenutosi a Berlino alla fine del Giugno 2000, ne seguiranno uno a Roma, in concomitanza con la mostra, ed uno a Vienna, presso il Kunsthistorisches Museum. La pubblicazione di due volumi, uno concernente gli inventari della collezione ed uno costituito da saggi critici su particolari aspetti della raccolta o della storia della famiglia, accompagnerà quella del catalogo della mostra. Si prevede, inoltre, una nuova edizione degli scritti di Vincenzo Giustiniani sulla Musica, sulla Pittura, sulla Scultura e sull'Architettura.

qui di seguito le opere presentate la descrizione delle opere presentate alla mostra

Gli oggetti e i quadri di familia
I quadri antichi
La scuola Bolognese
Caravaggio e i Caravaggeschi
Annibale Carracci
Gli oggetti della collezione neoclassica

La memoria dei Giustiniani articoli sulla collezione artistica dei Giustiniani da "La Repubblica" a firma di Paolo Vagheggi, Antonio Pinelli, Claudio Strinati e Ludovico Pratesi


Dal sito della Professoressa Danesi Squarzina, il database qui presentato utilizza gli inventari del cardinale Benedetto Giustiniani, rinvenuti da Silvia Danesi Squarzina: l’inventario ‘Entrata della Guardarobba’, redatto progressivamente fra il 1600 e il 1611 (Archivio di Stato di Roma, fondo Giustiniani, b. 15) e l’inventario post mortem, redatto nel marzo 1621 (Archivio di Stato di Roma, Notai del tribunale AC, uff. 8, Vol. 1302, Rainaldo Buratti).Sono stati aggiunti inoltre, per una parte dei dipinti, i riferimenti all’inventario post mortem di Vincenzo Giustiniani, redatto nel 1638 (Archivio di Stato di Roma, fondo Giustiniani, busta 16) rinvenuto da Luigi Salerno. I due inventari di Benedetto Giustiniani forniscono solo in piccola parte i nomi degli autori dei dipinti, ma attraverso la collazione con l’inventario (1638) del fratello minore, suo erede, Vincenzo Giustiniani, sono state identificate numerose altre opere. Questo lavoro di incrocio dei dati inventariali, pubblicato nel 1997-98 (Danesi Squarzina S., “The collections of Cardinal Benedetto Giustiniani. Part 1”, Documents for the History of Collecting. Published with assistance from the Provenance Index of the Getty Information Institute in The Burlington Magazine, 1136, CXXXIX, November 1997, pp. 766-791.Danesi Squarzina S.., “The collections of Cardinal Benedetto Giustiniani. Part II”, Documents for the History of Collecting, Published with assistance from the Provenance Index of the Getty Information Institute, in The Burlington Magazine 1139, CXL, February 1998, pp. 102-118) è stato utilizzato per il database.

E’ da sottolineare il valore sperimentale del database ideato da Irene Baldriga, esso vuole costituire uno strumento agile e duttile, particolarmente adatto a indagini sistematiche all’interno di inventari diversi, redatti in varie epoche per una stessa collezione.La collezione Giustiniani si prestava molto bene a questo tipo di indagine; essa costituisce un unicum in quanto l’inventario più vasto e importante, quello del 1638, venne redatto da un conoscitore, e pertanto, grazie alla alta qualità della collezione, esso ci offre un repertorio impareggiabile per la conoscenza della pittura del Seicento europeo.

Per una esauriente bibliografia vedi Danesi Squarzina S.., a cura di, Caravaggio e i Giustiniani, toccar con mano una collezione del Seicento, Catalogo della Mostra, Roma, Palazzo Giustiniani, Gennaio - Maggio 2001, Berlino, Altes Museum, Giugno - Settembre 2001, Milano 2001 (ed. in lingua tedesca, Milano 2001).

L'opera completa è stata pubblicata nel 2003 per Einaudi dalla stessa Danesi Squarzina S., La collezione Giustiniani: Inventari I,­ Inventari II,­ Documenti. La pubblicazione degli inventari e delle carte d’archivio Giustiniani è un contributo critico monumentale, una messe di dati che non solo permette di definire le linee-guida del gusto dei Giustiniani (ai quali, come è noto, spetta il merito di essere stati fra i primi e più attenti collezionisti di Caravaggio, dato che negli inventari figurano 14 dipinti), ma anche di meglio delineare la metodologia degli studi sul collezionismo, qui intesa a usare i documenti per il ritrovamento di opere disperse e per la loro corretta attribuzione: il significato culturale dell’operazione condotta da Silvia Danesi Squarzina non si esaurisce nella registrazione di dati e documenti.

Visita virtuale a Palazzo Giustiniani dal sito del Senato un video-audio con la spiegazione di alcune sale dell’edificio.


Calendario a petali incisione del XVII secolo di Carlo Giustiniani
Amor vincit omnia articolo di Silvia Castagnino sul quadro di Caravaggio chiamato per fama "Cupido di Caravaggio"
Alcune immagini della "Galleria Giustiniana" tratta dalla mia collezione personale.
The Giustiniani medicine chest articolo di J Burnet in inglese su Medical History 1982 July; 26(3): 325–333.


LA GALLERIA GIUSTINIANA
PROGETTO DIGITALIZZAZIONE “SUPERBA ANTIQUA

(Testo tratto dal sito della Biblioteca Universitaria di Genova)
Il progetto Superba antiqua della Biblioteca Universitaria di Genova si propone di valorizzare le testimonianze del gusto e della cultura antiquaria nel territorio genovese. Ha come scopo la creazione di un itinerario virtuale che illustri i percorsi storici dell’antiquaria genovese nella cultura libraria, nelle espressioni artistiche sul territorio (temi iconografici della decorazione architettonica, portali, statue e busti antichi o all’antica) e nel collezionismo. Nell’ambito di questo progetto si è proceduto alla digitalizzazione di immagini e parti testuali di alcune opere a soggetto antichistico-archeologico conservate nella Biblioteca Universitaria di Genova, con data di edizione compresa fra i secoli XVI e XVII, di cui si consentirà l’utilizzo multimediale attraverso il sito della Biblioteca. L’informatizzazione di questi esemplari ha anche lo scopo di garantire la tutela e la conservazione di un bene culturale ad alta deperibilità, quale quello dei libri antichi, e di permettere, attraverso la successiva messa in rete, la fruizione ad un pubblico più vasto di testi rari e di non sempre facile reperimento. I criteri di scelta dei testi e delle immagini digitalizzate sono stati determinati dalle finalità del progetto stesso, pertanto sono state scelte opere che, pur significative nella storia degli studi archeologici e delle metodologie, presentano anche attinenza con la cultura antiquaria locale nei secoli considerati, in particolare con i temi decorativi di gusto antiquario più diffusi nelle espressioni artistiche genovesi e liguri, e con il collezionismo di manufatti antichi o all’antica. Responsabili del progetto : il progetto è frutto della collaborazione tra gli insegnamenti di Storia dell’Archeologia (Luigina Quartino) e Iconografia Antica (Alba Bettini) della Sezione di Archeologia del D.AR.FI.CL.ET “Francesco Della Corte”dell’Università degli Studi di Genova, Alberta Bedocchi studiosa di Storia dell’Archeologia ed Antiquaria e per la Biblioteca Universitaria di Genova Oriana Cartaregia e Maria Teresa Sanguineti. La ripresa fotografica e la parte multimediale sono state realizzate da Raffaella Vancheri con l’aiuto di Giorgia Rodino (Conservazione Beni Culturali). La messa in linea è riportata su questo sito, è curata da Oriana Cartaregia sul sito della Biblioteca Universitaria di Genova.

Galleria Giustiniana del marchese Vincenzo Giustiniani, (Parte prima) - seconda, [Genova, Carlo Losi , 1757 ?]

(Testo tratto dal sito della Biblioteca Universitaria di Genova)
Raccolta di incisioni delle sculture più importanti della collezione di antichità di Vincenzo Giustiniani  (Chios 1564-Roma 1637). Disegni e lastre furono realizzati fra il 1631 e il 1637 da un gruppo di trentacinque artisti, italiani e stranieri, alcuni dei quali lavorarono nello stesso  palazzo Giustiniani a Roma. Tra i nomi più noti si ricordano Joachim von Sandrart, François Duquesnoy, Charles Audran, Claude Mellan, Theodor Matham, Cornelis Bloemaert, François Perrier. Le prima serie di stampe fu impressa dalla bottega di Giuseppe De Rossi intorno al 1635.  Per disposizione di Vincenzo Giustiniani le matrici della Galleria Giustiniana furono successivamente ereditate dall'albergo Giustiniani di Genova affinché i ricavi delle tirature fossero investiti in Monti camerali inalienabili, a beneficio dei membri bisognosi dell'albergo. I rami giunsero a Genova in data imprecisata, fra il 1638 e il 1678, ma la nuova impressione vide la luce solo nel 1757 a cura di Carlo Losi e probabilmente non fu seguita da altre edizioni. Dimenticate fra le carte d'archivio della famiglia Giustiniani e a lungo ritenute disperse,  280 lastre incise della Galleria sono state individuate nel 1983 dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria. Restaurati a cura dell'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, il 25 marzo 2010 i rami sono tornati a Genova custoditi dall'Accademia Ligustica di Belle arti, antica istituzione di cui tra l’altro nel 1773 fu «principe» proprio Luca Giustiniani, grazie anche all’intervento dei Lions club genovesi Santa Caterina, Capo Santa Chiara e Alta Valpolcevera. .
Le incisioni sono riunite in due tomi e distinte per soggetto e tipologia di scultura. Il primo tomo contiene statue di divinità, eroi e viri illustres; il secondo busti o ritratti, teste ideali, erme di filosofi e divinità, rilievi, sarcofagi e are. Le incisioni comprendono anche alcuni ritratti dei membri della famiglia, una serie di  vedute delle proprietà Giustiniani e otto riproduzioni di dipinti con soggetto di Madonne.
Le tavole con le sculture antiche sono prive di didascalie identificative. La riproduzione non tiene conto del supporto, specialmente per i rilievi, né dello stato originale dei reperti, rappresentati sempre in condizione di restauro.
Gli stretti rapporti che il marchese Vincenzo Giustiniani mantenne con la patria di origine (fu ascritto alla nobiltà di Genova  nel 1577 ed ebbe per moglie la genovese Eugenia, figlia di Gio Battista Spinola principe di Vergagni e di Porzia Centurione), il ruolo, ereditato dal padre, di banchiere e mediatore finanziario fra gli investitori genovesi e la Curia romana, il prestigio paradigmatico della sua collezione di antichità avvalorano l'importanza della Galleria Giustiniana in relazione alla cultura antiquaria e al collezionismo genovese del XVII secolo. Non sembra da trascurare che fra gli artisti che lavorarono alla Galleria Giustiniana vi fu anche il disegnatore genovese Giovanni Andrea Podestà (Genova 1608-post 1674), allievo di Giovan Battista Paggi e Domenico Fiasella. E' interessante ricordare che il suocero di Vincenzo, Gio Battista Spinola, fu il committente di uno dei prestigiosi palazzi di Strada Nuova (Palazzo Doria), decorato con sculture antiche e all'antica.  
Per queste motivazioni si è ritenuto opportuno inserire nella sezione digitale del progetto  Superba antiqua questo esemplare della Galleria Giustiniana, entrato di recente nelle raccolte della Biblioteca Universitaria di Genova in sostituzione della copia scomparsa nella seconda metà del XIX secolo, già segnata nel Catalogo del 1785-1787 (Bibliothecae Universitatis Genuensis Catalogus secundum Auctorum cognomina ordine alphabetico dispositus - 1785-1787).

NOTA

Nell'Indice (Parte I-II)  la colonna 'SOGGETTO' indica le didascalie desunte dalle fonti seicentesche e dalla soggettazione manoscritta sull'esemplare presso la Biblioteca Alessandrina, rielaborate nella  'Tavola di concordanza', in  G. Fusconi (a cura di), I Giustiniani e l'Antico,  Catalogo della Mostra. Genova, Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, 15 giugno - 28 luglio 2002. La colonna IDENTIFICAZIONI riporta i soggetti secondo la moderna terminologia, con riferimento al reperto antico o al suo modello.
La collocazione attuale delle sculture individuate è stata segnalata in parentesi tonda. Sono state distinte con simboli diversi, rispettivamente: le sculture pubblicate nel Catalogo  I Giustiniani e l'Antico, le sculture identificate in altri studi, quelle individuate nel corso di questa ricerca e suggerite come probabili, e quelle non ancora rintracciate o scomparse. 

E' stato redatto un elenco separato delle sculture Giustiniani individuate nelle raccolte Torlonia secondo lo studio di C. Gasparri (con la collaborazione di I. Caruso), Materiali per servire allo studio del Museo Torlonia di scultura antica in "Atti della Accademia Nazionale dei Lincei. Memorie. Classe di Scienze morali, storiche e filologiche", XXIV, 1980, pp. 37-239. Non è stato possibile verificare direttamente i materiali conservati in questa raccolta perchè attualmente non accessibile.
La Bibliografia è relativa  alle sculture identificate. 

Indice generale
Indice tavole Parte I
Indice tavole Parte II



Il progetto “Amor vincit omnia”
Bassano Romano Palazzo Giustiniani

Il progetto “Amor vincit omnia” dal nome del quadro realizzato da Caravaggio su commissione di Vincenzo Giustiniani, è un’operazione interna al territorio della Tuscia, atta a valorizzare i beni culturali della zona, favorendo lo sviluppo del turismo culturale, le attività di accoglienza alberghiera ed investendo sul patrimonio tutto italiano del Melodramma, con il fine di dare visibilità e risonanza mediatica a Palazzo Giustiniani e prefigurarne con eventi musicali le preziose potenzialità di attrattore turistico e culturale e non da ultimo favorirne il programma di completo restauro e recupero alla fruizione pubblica. Il progetto è presentato dall’Istituto Nazionale del Melodramma su richiesta della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle province di Roma, Rieti e Viterbo, detentrice del bene demaniale, e del Comune di Bassano.
Il progetto si estende per il 2008 (a partire dal weekend 27/28 settembre) al 2009, con un appuntamento mensile che si struttura in una conferenza a tema ed un concerto. Ogni evento si può sviluppare in una o due giornate. (programma eventi “Amor vincit omnia” ). L’ambiente individuato per le giornate autunnali ed invernali (da Settembre ad Aprile) è la Sala dei Cesari di Palazzo Giustiniani. Nei mesi primaverili ed estivi (da Maggio ad Agosto) le manifestazioni si trasferiranno nella corte del Palazzo che sarà interessata nei mesi a venire da un completo restauro delle pavimentazioni e delle superfici architettoniche.
In futuro, con il progredire dei lavori di restauro la manifestazione impegnerà i suggestivi spazi del “giardino segreto”, il teatrino del palazzo, l’ampio pianoro retrostante la Rocca, un tempo anch’esso configurato come “giardino all’italiana” e coinvolgerà in successione altri luoghi e preziosi spazi naturali dell’ampio complesso monumentale della Villa.


DAI GIUSTINIANI ALL'UNIONE EUROPEA
UN PERCORSO CONTINUO

Si è svolto il 17 aprile 2004, a Bassano Romano (Viterbo) in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e la Lega Italo-Ellenica, il convegno dal tema: "DAI GIUSTINIANI ALL'UNIONE EUROPEA UN PERCORSO CONTINUO".
All'evento hanno partecipato i Comuni Italiani di: Mirano (Venezia), Ortona (Chieti), Caprarica (Lecce), Amelia (Terni), Lari (Pisa), il Comune Francese di Bastia, i comuni Greci di Chios ed Homiroupolis. Il convegno è stato patrocinato dal Senato della Repubblica, dal Sovrano Militare Ordine di Malta delegazione Granpriorale Ligure, dalla Regione Lazio e dalla Provincia di Viterbo
Le relazioni hanno analizzato il percorso storico dei Giustiniani, da diverse angolazioni: dall’epopea della marineria genovese nel levante fino al collezionismo seicentesco dei grandi mecenati e alle suggestioni architettoniche della Villa di Bassano. Un lungo viaggio tra storia e cultura per riallacciare, nello spirito Europeista, gli antichi legami tra popoli di diverse culture e società.
Le amministrazioni intervenute, si sono impegnate a predisporre un protocollo d’intesa, per dare seguito a questa iniziativa, anche al fine di realizzare un organismo permanente, tra vari soggetti non solo pubblici, atto a valorizzare eventi futuri per conto dei suoi partner, anche attraverso una Fondazione con una pluralità di soci attivi con la finalità di salvaguardare i beni storico-culturali, per la valorizzazione piena dei siti, palazzi, oggetti, memorie dell'illustre casato. Questo organismo potrà presentare proposte di interventi integrati, cofinanziati dai fondi strutturali europei per gemellaggi tra diverse comunità ed il recupero di siti urbanistici di interesse storico, artistico - culturale, villaggi tradizionali in stato di abbandono e di degrado. Il progetto avviato rimane comunque aperto sia ad associazioni private che ad altri enti pubblici come altri comuni che in ogni momento possono farne parte. Già hanno dato la loro adesione i comuni di Fauglia (Pi), Monterinaldo (Ap), e Aghios Minas, Ionias e Kampochora (Grecia)

Gli atti sono stati presentati in anteprima a Chios il 31 agosto 2005 ed a Roma il 1 dicembre 2005 presso la Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani di Roma, con il patrocinio del Senato della Repubblica, da Enrico Basso, archivista di Stato direttore nella Sovrintendenza Archivistica per la Liguria e Christina Strunck, Assistente scientifico della Biblioteca Hertziana.
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Venerdì 7 aprile 2006, a seguito la presentazione Genovese nella cornice del Complesso Monumentale si Sant’Ignazio presso l’Archivio di Stato. Un simbolico ritorno nella città di origine della famiglia, durante le manifestazioni Genovesi dell’ottava settimana della cultura. Patrocinatore dell’evento oltre il Senato della Repubblica, il Sovrano Militare Ordine di Malta Delegazione Granpriorale Ligure.
Gli atti, già presenti nei cataloghi di diverse Biblioteche pubbliche, sono stati presentati da Giovanni Assereto, ordinario di storia moderna dell’Università di Genova che ha commentato i contributi storici al volume e da Christina Strunck, assistente scientifico della Biblioteca Hertziana di Roma che ha commentato gli aspetti più artistici ed architettonici trattati nel volume. Alfonso Assini, funzionario dell’Archivio Genovese, è intervenuto sul lascito fedecommissorio di Vincenzo Giustiniani, la cui contabilità e molti degli atti notarili rogati per conto di questa famiglia sono conservati nell’Archivio stesso. Durante la manifestazione, sono stati esposti, a cura dello stesso Assini, Ignazio Galella e Roberto Santamaria, alcuni dei più significativi documenti dell'Archivio Giustiniani, in rapporto soprattutto alle loro committenze artistiche, disegni (fra cui il bellissimo stemma della famiglia), stampe e incisioni (dalle collezioni del marchese Giustiniani verrà una copia della "Galleria Giustiniana"), monete e oggetti legati alle funzioni dogali e di rappresentanza svolta da alcuni membri della famiglia., provenienti anche da alcune preziose collezioni private.

Il codice ICCU del libro nel database delle Biblioteche Italiane è IT\ICCU\IEI\0241428 , clikkando il link potete visualizzare le biblioteche dove è presente il libro.
Redazionale con foto sul Convegno a Bassano Romano
Redazionale con foto sulla presentazione degli atti a Roma
Articolo degli atti a Roma sulla "Croce Ottagona" periodico della Delegazione Ligure del SMOM gennaio 2006 n.23 con il discorso del Delegato dell'Ordine Giovanni Della Croce di Dojola
Redazionale con foto sulla presentazione degli atti a Genova
Articolo degli atti a Genova sulla "Croce Ottagona" periodico della Delegazione Ligure del SMOM aprile 2006 n.26
Intervento del delegato alla cultura di Bassano Romano alla presentazione degli atti a Genova
atti giustiniani
INDICE DEGLI ATTI (dove disponibili dei brevi estratti dei contributi)
1) Lettera di saluto del senatore Marcello Pera, presidente del Senato della Repubblica. 2) Presentazione di Giovanni Della Croce di Dojola, delegato granpriorale per la Liguria Del Sovrano Militare Ordine di Malta. 3) Presentazione di Giuseppe Marchetti, sindaco del Comune di Bassano Romano. 4) Fu Giustiniano l’eponimo fondatore del casato? Introduzione a cura di Enrico Giustiniani. 5) PARASKEVI PAPAKOSTA - Introduzione al convegno in lingua greca moderna 6) GABRIELLA AIRALDI - Genova e il Mediterraneo. 7) STEFANO GRILLO di RICALDONE - I Giustiniani: “cives” e “reges”. Le distinzioni nobiliari del ceto dirigente genovese dall’età comunale ai riconoscimenti della regia Consulta Araldica. 8) ANDREA LERCARI - La vicenda storica dell’albergo Giustiniani: dalla fazione popolare al patriziato sovrano della Repubblica di Genova. 9) SILVIA DANESI SQUARZINA - Il Cristo portacroce di collezione Giustiniani. Prima versione incompiuta di un’opera di Michelangelo. 10) MANUELA TOZZI RAMBALDI - Il Campos di Chios, caratteri e confronti. 11) VALERIA MONTANARI - Orientamento e prassi del restauro a Chios. 12) PARASKEVI PAPACOSTA - Sulle tracce dei Giustiniani nella storia dell’architettura di Chios, Bassano Romano, Gravina in Puglia e Caprarica di Lecce. 13) DIMITRIS PAPALIOS - Il progetto di parco medievale tematico come valorizzazione dei beni architettonici a Chios. 14) RINALDO MARMARA - La formazione della comunità latina a Costantinopoli e le migrazioni da Chios. 15) AGOSTINO BURECA - La Villa di Vincenzo Giustiniani a Bassano Romano: interventi e prospettive per la tutela e la valorizzazione. 16) RITA FABRETTI - I Giustiniani a Bassano: rapporti tra potere centrale e locale (sec. XVII e XVIII). 17) ANGELO CASERTANO - Il Monastero di San Vincenzo: dall’idea di Vincenzo Giustiniani alla donazione Benedettina-Silvestrina. 18) REMO DE MARTINO - Il viaggio di San Tommaso apostolo da Chios a Ortona. 19) ALEXANDRIS EVANGHELOS - Progetto di gemellaggio fra Comunità Mediterranee unite da percorsi storici comuni. 20) EMMANUEL VASTA e JEAN BAPTISTE RAFFALLI - La Villa Giustiniana a Bastia. 21) BARBARA SILVANI - Il palazzo Giustiniani di Amelia. 22) GIAMPAOLO GRASSI - Il modello socio economico di Chios: riscontro nei modelli di organizzazione agricola e d’imprenditoria nella Val d’Era e sulle colline pisane. 23) MARIO ESPOSITO - Ville Venete nel territorio di Mirano. 24) ALESSANDRA ZABBEO - I Giustinian a Mirano e il loro insediamento.

Gli Atti sono acquistabili presso la tipografia: Tipografia Pioda Viale Borelli, 15 Tel: 06 44701500 Fax: 06 4451 862 - info@pioda.it


BASSANO ROMANO-CHIOS:
ANTICHI LEGAMI E NUOVI PERCORSI NELLO SPIRITO EUROPEO
Atti del II° convegno internazionale sulle architetturee collezioni artistiche dei Giustiniani


nell'ambito del progetto europeo di gemellaggio tra Bassano Romano, Aghios Minàs e Kampohòra di Chios

Si è svolto dal 6 al 10 settembre 2006, l’incontro tra i cittadini del Comune di Bassano Romano, nella Tuscia Viterbese, e quelli dei Comuni di Aghios Minàs e Kampohòra dell’isola Greca di Chios, nell’ambito del progetto co-finanziato dall’Unione Europea per la cittadinanza attiva “gemellaggio di città”. Il tema del gemellaggio venne proposto per prima volta durante il convegno internazionale svolto a Bassano Romano nell’aprile del 2004, Dai Giustiniani all’Unione Europea: un percorso continuo, un lungo viaggio tra storia e cultura per riallacciare, nello spirito europeista, gli antichi legami tra popoli di diverse culture arricchite, grazie anche alla presenza dei Giustiniani, da testimonianze storico-artistiche, appartenenti oggi al patrimonio culturale europeo.
In un atmosfera cordiale e informale, la delegazione Chiota, arrivata mercoledì 6 settembre all’aeroporto di Fiumicino, è stata accolta dal Sindaco insieme alla Giunta Comunale e da numerosi giovani dell’Associazione Culturale Bassanese. Il gruppo Greco, nei due giorni successivi ha visitato i luoghi di principale interesse nella cittadina Viterbese e nella capitale.
Sabato 9 settembre si è svolta la parte ufficiale del programma, presentata in questo volume d’Atti (in Italiano e Greco), aperta dal secondo convegno internazionale di studi storico-scientifici, presentato in italiano e in greco, intitolato Bassano Romano-Chios: antichi legami e nuovi percorsi comuni nello spirito europeo, svolto nella suggestiva Sala dei Cesari del Palazzo Giustiniani. I relatori, rappresentanti della Pubblica Amministrazione, scienziati e studiosi, hanno ripercorso gli antichi legami che uniscono le comunità Italo-Greche intervenute. Dal 1347 al 1566 i Giustiniani furono gli amministratori per conto della Repubblica Genovese dell’isola di Chios nell’Egeo nord orientale. Alcuni di loro dal 1595 al 1854, dimorarono nel feudo di Bassano Romano. Il gemellaggio tra le comunità Chiote e quella Bassanese è un atto di amicizia nel comune legame con la presenza di questa famiglia e con l'eredità ideale, architettonica e culturale che essa ha lasciato ai posteri italiani e greci. Al convegno ha fatto seguito la firma ufficiale del Patto di Amicizia tra i comuni intervenuti. Nel pomeriggio la manifestazione si è chiusa con l’esibizione del Gruppo Bandistico Bassanese e dei danzatori di Aghios Minàs e Kampohòra, presso il Monastero di San Vincenzo Martire, seguita da una serata musicale.
Domenica 10 settembre, la delegazione Chiota è tornata in Grecia, dando appuntamento ai Bassanesi nell’isola del mastice per il 2007. atti gemellaggio giustiniani

Il libro d'atti è stato curato da Enrico Giustiniani e Paraskevi Papakosta
Nelle prime pagine del presente volume d’Atti, vengono presentati brevemente i tre Comuni e immagini dagli archivi dei relatori, nonchè i saluti dei Sindaci e dei membri della Pubblica Amministrazione. Segue un breve intervento del Presidente del Comitato Organizzatore Enrico Giustiniani, sul progetto di partenariato Europeo della “Rete Giustiniani” e la cittadinanza Europea attiva. La sezione di carattere scientifico del convegno apre con il testo di Cecilia Mazzetti di Pietralata, storico dell’arte, relativo all’opera dei fratelli mecenati Vincenzo e Benedetto Giustiniani, nati a Chios nella metà del XVI secolo, i cui palazzi a Roma e a Bassano, furono dei veri e propri luoghi d’arte - “Accademie” - dove oltre ad ammirare la splendida collezione di statue e dipinti, gli artisti cercavano atmosfere e spunti per la loro ispirazione; un crocevia di incontri artistici nel seicento, dal Nord Europa al Mediterraneo, un patrimonio culturale di enorme valore, lasciato in eredità ai posteri.
Segue lo studio analitico di Paraskevi Papacosta dedicato alle architetture dei Giustiniani di Chios a Bassano Romano. La relatrice enfatizza il valore urbanistico del complesso territoriale ed alcuni caratteri peculiari comuni che ricollegano Bassano a Chios. Attraverso questa nuova lettura panoramica dell’insieme, basata sull’analisi diretta e su ricostruzioni storiche, contribuisce al processo di conservazione e valorizzazione del sito storico.
Le ricerche d’archivio delle famiglie Anguillara di Ceri e Giustiniani di Negro a Roma e a Viterbo hanno contribuito allo svolgimento dell’analisi, dedicata al giardino di Vincenzo Giustiniani, dell’architetto della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il paesaggio del Lazio, Agostino Bureca responsabile del programma di conservazione della villa Giustiniani-Odescalchi a Bassano Romano. Nonostante l’ovvio rinnovo della vegetazione e del deperimento della materia permangono tutt’oggi diversi caratteri dell’originario genius loci del giardino, dovuti alle aspirazioni antiquarie e alle suggestioni europee del noto mecenate da Chios.
Don Cleto Tuderti, già Priore del Monastero di San Vincenzo, ha sviluppato il tema del “Mausoleo” voluto dal Marchese Vincenzo per la sua famiglia, evidenziando altri aspetti, correlati alla religiosità e spiritualità dei Giustiniani, non meno eloquenti ed attuali, che mettono in luce singolare la poliedrica figura di Vincenzo Giustiniani. Rinaldo Marmara si sofferma sull’importanza dei registri parrocchiali di Chios presenti a Tinos e su quelli di Costantinopoli, ricchi di testimonianze ed appunti, di cui alcuni sono del tutto ancora sconosciuti agli studiosi e altri necessitano di essere ricatalogati e soprattutto preservati dall’incuria del tempo.
Al suo intervento ha seguito quello di Manolis Vournous della Chiesa degli Aghii Sarànda a Thimianà. L’architetto offre una lettura aggiornata compiuta sui ruderi della chiesa e su precedenti studi personali. È interessante il fatto che dopo secoli di storia, si rispecchiano ancora le influenze genovesi nell’architettura chiota.
Dimitris Kokkinakis attraverso la sua antologia critica introduce all’arte medica e farmaceutica di Chios nel periodo genovese dell’isola. Sintetizza il sistema sanitario chiota del passato, ricorrendo a parallelismi con le istituzioni adottate dalle repubbliche marinare nella penisola italica. L’argomento sulle farmacie portatili e sull’arte degli speziali apre nuovi orizzonti negli studi chioto-bassanesi.
Alice Gànou, con un intervento semantico, ha evidenziato come esistano ancora, nel dialetto Chiota, termini vernacolari di derivazione Genovese e Italiana. Questi “cromatismi” locali potrebbero ricollegarsi alle manifestazioni “periferiche” della matrice latina nell’Egeo e più in generale nel Mediterraneo.
Cogliendo l’occasione di questo nuovo convegno organizzato nell’ambito del progetto di gemellaggio tra Bassano e Chios, sono stati inseriti due nuovi contributi di sintesi e di approfondimento scritti dai curatori della presente opera collettiva. Essi contribuiscono al riconoscimento dell’opera e all’approfondimento di alcuni dei temi affrontati dai relatori che parteciparono al primo convegno internazionale Dai Giustiniani all’Unione Europea: un percorso continuo, svolto a Bassano Romano nell’aprile 2004 che tematicamente aveva introdotto la proposta di gemellaggio. Enrico Giustiniani ricorda i temi illustrati negli atti del primo convegno, curati da lui stesso, che presentò al palazzo Giustiniani di Roma al Senato il 1 dicembre 2005 e successivamente al Archivio di Stato di Genova il 7 Aprile 2006 ove sono state aggiunte nuove valutazioni e commenti costruttivi di natura critica, sulle relazioni di contenuto scientifico. Il secondo testo di Paraskevi Papacosta chiude il presente volume, offrendo nuove prospettive di studio. La studiosa percorre i temi relativi alle architetture del passato conservate nelle antiche Terre dei Giustiniani. Segue una nuova lettura a campione, mirata, con relativa documentazione fotografica o grafica di alcune architetture monumentali in stato di rovina ed altre memorie dei Giustiniani di Chios. Il testo è caratterizzato da meditazioni storico-critiche, verificate direttamente sui “testi architettonici” e dall’individuazione di alcuni valori inespressi dalla letteratura che potrebbero essere capaci di suggerire nuove iniziative e soluzioni progettuali finalizzate alla conservazione e al recupero di questi siti degradati.

INDICE DEGLI ATTI
FRANCESCO BROGLIA - Presentazione Atti; ENRICO GIUSTINIANI E PARASKEVI PAPACOSTA - Introduzione al convegno internazionale nell’ambito del progetto di gemellaggio tra i Comuni di Bassano Romano, Aghios Minàs e Kampohòra di Chios; Presentazione dei Comuni del gemellaggio-Saluti ; Messaggio di Benvenuto ai cittadini di Aghios Minàs e Kampohòra; Saluto del Sindaco di Bassano Romano Luigi De Luca; Saluto dell’Assessore alla cultura di Bassano Romano Vittorio Ronconi; Presentazione del Comune di Bassano Romano; Saluto del Sindaco di Aghios Minàs Ionnis Pantelàras; Breve presentazione dell’isola di Chios; Presentazione del Comune di Aghios Minàs; Saluto del Vice-Sindaco di Kampohora Charilaos Koutsouràdis; Presentazione del Comune di Kampohora; Presentazione progetto “Rete fra città gemellate”; ENRICO GIUSTINIANI Il progetto di parternariato e di gemellaggio fra comunità Europee unite da percorsi storici comuni. La cittadinanza Europea attiva; Relazioni di contenuto scientifico sulla storia e la cultura di Bassano Romano e Chios ; CECILIA MAZZETTI DI PIETRALATA - Dal nord Europa al Mediterraneo: i palazzi Giustiniani di Roma e Bassano nel seicento, crocevia di incontri artistici; PARASKEVI PAPACOSTA - Architetture dei Giustiniani di Chios a Bassano Romano:storia e caratteri; AGOSTINO BURECA - Aspirazioni antiquarie e suggestioni europee nel giardino storico del palazzo Giustiniani a Bassano Romano; CLETO TUDERTI - Il mausoleo di S.Vincenzo Martire in Bassano Romano. Contributo per un gemellaggio; RINALDO MARMARA - La storia non è mai completa …. e neppure quella dei Giustiniani; MANOLIS VOURNOUS - La chiesa degli Aghii Sarànda a Thymianà di Chios; DIMITRIS KOKKINAKIS - Breve introduzione all’Ars medica e farmaceutica nella colonia genovese di Chio. Dai primi ospedali al cofanetto dei medicinali di Vincenzo Giustiniani; ALICE GANOU - L' influenza della lingua italiana sul linguaggio Chiotico; Termini vernacolari di origine italiana o genovese presenti nel dialetto Chiota; Firma del “Patto di amicizia e fratellanza”; Retrospettiva e approfondimento sui temi del 1° convegno internazionale di Bassano Romano; ; ENRICO GIUSTINIANI - Sintesi del convegno di Bassano Romano del 17 aprile 2004: Dai Giustiniani all’Unione Europea: un percorso continuo; PARASKEVI PAPACOSTA - Un percorso nelle antiche Terre dei Giustiniani: retrospettiva e approfondimento sui temi architettonici del primo convegno di studi a Bassano Romano; Ringraziamenti.

Il codice ICCU del libro nel database delle Biblioteche Italiane è IT\ICCU\IEI\0284266 , clikkando il link potete visualizzare le biblioteche dove è presente il libro.

Gli atti sono stati presentati una prima volta il 12 maggio 2007 a Bassano Romano dal Prof. Francesco Broglia e dall’Arch. Michele Campisi con il patrocinio della Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio del Lazio (Redazionale presentazione di Bassano Romano a cura di Domenico Vittorini - Gazzetta Bassanese n. 124 giugno 2007). A seguito poi la presentazione a Roma il 28 novembre 2008 nella sala Capitolare presso il Chiostro del Conventodi Santa Maria sopra Minerva Senato della Repubblica. La Sala, costruita per volontà di Vincenzo Giustiniani, generale dei Domenicani, nel XVII secolo, ancora conserva sul soffitto gli stemmi della famiglia Giustiniani.
Sono intervenuti Silvia Danesi Squarzina, ordinario di Storia dell’Arte Moderna dell’Università di Roma Sapienza e Alessandro S. Curuni, ordinario di Restauro dell’Università di Roma Sapienza. Ha introdotto i lavori Francesco Broglia, Docente di Rilievo dell’Architettura dell’Università di Roma Sapienza. Al termine della presentazione è stato proiettato un documentario sui Giustiniani (vai al video dell'introduzione clikkando il link), creato e montato dall'architetto Papacosta.
Redazionale con foto sulla presentazione del secondo libro degli atti a Roma il 28 novembre 2008

recensione giornalearte

Lo spirito Europeo dei Giustiniani recensione sul volume d'atti del II° convegno internazionale sulle architetturee collezioni artistiche dei Giustiniani - Giornale dell'arte gennaio 2009 a cura di Federico Castelli Gattinara

Gli atti, saranno presentati anche a Genova in primavera 2009 in data ancora da definire.
home Il volume "Bassano Romano - Chios: antichi legami e nuovi percosi nello spirito europeo", è acquistabile su richiesta presso la Tipografia Pioda di Roma in Viale Ippocrate, 154 -
Tel: 06 44701500 Fax: 06 4451 862 - info@pioda.it


IL PROGETTO DELLA RETE GIUSTINIANI

Un filo rosso unisce alcuni piccoli comuni Italiani ed Europei, la presenza nel corso dei secoli della Famiglia Genovese dei Giustiniani, importanti tracce architettonicche ed antropologiche da valorizzare e da collegare nel tempo e nello spazio, percorsi turistici comuni per uno scambio di idee e confronti per riallacciare gli antichi legami in uno spirito Europeista.

DOCUMENTARIO SUI GIUSTINIANI

Grazie all'iniziativa dell'Assessore al patrimonio della municipalità Francese di Bastia, è recentemente uscito (gennaio 2008), prodotto da Vision Internationale e da France 3 per la regia di Andrè Waksman il documentario "Les Giustiniani une saga méditerranéenne". Il documentario di circa un ora, a cui ho fattivamente collaborato, ha richiesto quasi due anni di lavori; l'opera, in francese (con alcuni brani in Italiano sottotitolati) traccia il lungo percorso antropologico e storico della famiglia Giustiniani, toccando le località dove più si è sentita la presenza di questa famiglia: Genova, il levante ligure, Chios, Roma, Palermo, la Corsica e Bassano Romano.
Sono in possesso della copia, informalmente potrei accontentare, nei limiti del possibile, chi me ne facesse gentile richiesta.
Il film, apparso sulla trasmissione "Orizzonti" su France3-Corse il 10 maggio 2008 è online sul sito della France 3 - corse in questo link:
"I Giustiniani, une saga méditerranéenne" (100508)

film giustiniani

Il  GEMELLAGGIO tra Bassano Romano - Aghios Minas e Kamphokora

L'Unione Europea ha finanziato il progetto di gemellaggio presentato dal Comune di Bassano Romano con il Comune greco di Aghios Minas (DG EAC N. 25/05 Incontri tra cittadini - fase 3). Progetto 06/2082. La manifestazione che ha coinvolto sia il comune Chiota di Aghios Minas che di Kamphokora, si è svolta a Bassano Romano dal 6 al 10 settembre 2006.


LA FAMIGLIA GIUSTINIANI IN LUNIGIANA

Si è svolto il 21 ottobre 2006 un interessante giornata di studi sulla presenza dei Giustiniani nella Lunigiana. Le relazioni hanno esaminato uno dei molteplici aspetti della storia della grande famiglia albergo genovese, un aspetto che può forse inquadrarsi in un più ampio fenomeno che interessò il ceto dirigente della Repubblica: l’insediamento dall’antica Dominante alla periferia nel corso del XVIII secolo. In particolare, infatti, un ramo dei Giustiniani si stabilì in Lunigiana, dove acquistò i resti di un antico monastero restaurandoli ed edificando l’attuale castello, con annessa cappella, di Ceparana (Comune di Bolano) e acquisendo poi, per via ereditaria, anche il castello di Vezzano Ligure, ancora proprietà della famiglia.
Gli Atti di questo convegno saranno disponibili a dicembre 2008 (inseriti in “Accademia Lunigianese”)