LA COLLEZIONE GIUSTINIANI
In un luogo ristretto come piazza de Galli, quello era il nome del
breve spazio che tuttora divide palazzo Giustiniani dalla chiesa di S. Luigi dei Francesi,
si verificarono accadimenti che gli studi di storia dellarte considerano epocali.
Le grandi tele di Caravaggio per la cappella Contarelli, la prima versione del S. Matteo
con langelo acquistata dal marchese Vincenzo Giustiniani per la sua collezione,
lAmore vincitore e lIncredulità di S. Tommaso appesi nella prima "stanza
dei quadri antichi" del palazzo della famiglia genovese, simbolici delle due anime,
una umanistica e laltra religiosa, della collezione, suscitarono "rumori"
in tutta la città papale, ancora centro culturale dellEuropa.
Nell'arco di tempo fra il 1600 e il 1638 veniva accumulandosi la collezione Giustiniani.
Eccezionale per il suo carattere innovativo, imponente per la rilevanza quantitativa
(oltre seicento dipinti e più di milleottocento pezzi antichi), documentata da numerosi
inventari (in particolare quelli del 1600, 1621, 1638, 1793) essa ci mostra il rapporto
anticipatore e privilegiato che i due fratelli Giustiniani instaurarono con Caravaggio:
quindici sue opere risultano nell'inventario del 1638.
Una massa enorme di documenti ci consente di ricostruire la vita quotidiana della
famiglia, le sue relazioni sociali, il confronto dialettico con le idee del tempo.
Vivo è l'interesse che suscitano le due figure dei committenti e mecenati: il cardinale
Benedetto, immerso nel ruolo attivo che la parte migliore della Chiesa militante cercò di
avere verso i ceti diseredati, ma anche sensibile collezionista, vicino all'arte e agli
artisti, importante nesso con il mutare del linguaggio artistico.
Al suo fianco il marchese Vincenzo, il cui fascino intellettuale ci giunge intatto,
attraverso i suoi scritti sull'arte frutto di una esperienza quotidiana e concreta;
citazioni tratte dalle sue pagine fanno da filo conduttore dell'intera mostra, nei brevi
pannelli didattici.
Vincenzo Giustiniani dimostrò vaste competenze architettoniche, una puntigliosa
conoscenza della scultura - di materiali e tecniche -, nonché un raffinato gusto
nellideare giardini, fra calibrate geometrie del verde e suggestioni letterarie.
Laffascinante complessità di questo "incomparabile ingegno" traspare
appieno dagli acuti e brillanti "Discorsi" sullarchitettura, la pittura e
la scultura (recentemente ripubblicati nelle edizioni Città del Silenzio con una
prefazione di Lauro Magnani)
Punto di partenza l'anno 1600: la collezione cresce nel tempo e subisce numerose
modificazioni. Alla data del 1638, la più rilevante per noi, i dipinti e le statue
avevano invaso ogni spazio disponibile del palazzo e delle altre dimore.
Nelle "tre stanze dei quadri antichi" poste al piano nobile sul fronte verso S.
Luigi dei Francesi erano conservate le opere dei pittori del passato, ma anche di
contemporanei come Caravaggio che riceverà dalla significativa collocazione una sorta di
consacrazione.
Specchio di questo impegno ed interesse per le arti, che in Vincenzo Giustiniani si
trasforma in colta passione (come documentano le sue lettere sulla pittura, scultura e
architettura ) è la collezione di dipinti e di sculture raccolta dai due fratelli tra la
fine del Cinquecento e il quarto decennio del seicento nel palazzo Giustiniani, nella
villa del Laterano, in quella a Porta del Popolo, nonché nel Palazzo di Bassano Romano,
già Bassano di Sutri. Grazie ai primi studi di Luigi Salerno (1960) e alle recenti e più
approfondite ricerche svolte dalla Prof. Silvia Danesi Squarzina (1994-2000) (Il progetto Giove sulla
Collezione Giustiniani di Silvia Danesi Squarzina) è oggi possibile ricostruire
nella sua interezza lo straordinario patrimonio artistico raccolto da Benedetto e Vincenzo
Giustiniani. Si tratta di una collezione unica nel suo genere e nel suo tempo, capace di
documentare un gusto per l'arte attento ai valori estetici dei diversi stili allora
correnti, portatrice di una visione "moderna" del fatto artistico e pertanto
testimone di un passaggio molto delicato della storia della ricezione dell'arte. La fama
di questa raccolta di capolavori fu tale da trasmettersi nello spazio e nel tempo grazie
alle testimonianze scritte dei viaggiatori che annotarono meticolosamente l'eccezionalità
dei suoi capolavori, ma anche grazie alle testimonianze figurative di artisti e di amatori
che non mancarono di eseguire copie e varianti delle opere ammirate nel Palazzo romano, o
semplicemente di schizzare sui loro taccuini disegni tratti dalle tele e dalle statue.
Il progetto della mostra
La mostra ha consentito di riportare per la prima volta nella sua sede originaria, il
Palazzo Giustiniani di Roma, attuale sede della Presidenza del Senato, capolavori assoluti
della storia dell'arte come il celebre Amore Vittorioso di Caravaggio (Berlino,
Gemäldegalerie), tanto amato da Vincenzo Giustioniani da essere coperto con un drappo
verde affinché non offuscasse, con la sua bellezza incomparabile, gli altri dipinti della
raccolta, o come il Suonatore di Liuto di San Pietroburgo, così ammirato da indurre un
raffinato collezionista come il Cardinal del Monte a chiedere al Caravaggio di eseguirne
un'altra versione per il proprio palazzo. Tele importantissime del Caravaggismo olandese
sono state esposte a Roma per la prima volta: l'amatissimo Gherardo delle Notti (Gerrit
van Honthorst), uno dei pittori prediletti dai Giustiniani, sarà rappresentato da tre
opere di eccezionale interesse. Importanti dipinti del Rinascimento italiano giungeranno a
Roma dai Musei tedeschi, hanno consentito ai visitatori di ammirare opere dei principali
esponenti della pittura del Cinquecento, come Lorenzo Lotto, Dosso Dossi, Paolo Veronese.
L'esposizione ha consentito non soltanto di ammirare lo splendore di queste opere ignote
al pubblico italiano, ma anche di rivivere l'atmosfera della Collezione, frutto del gusto
e dell'erudizione più evoluti del Seicento italiano. Accanto ai dipinti, sono stati
esposti statue, incisioni, disegni, libri ed oggetti che aiutano a comprendere lo spirito
che animò la nascita e l'accrescimento della raccolta. In occasione dell'esposizione è
stata presentata, inoltre, una nuova scoperta scientifica di eccezionale importanza ha
costituito un elemento di forte attrazione per il pubblico e di grande interesse per la
stampa divulgativa e di settore. Si tratta delle prima versione del Cristo di Santa Maria
sopra Minerva eseguita da Michelangelo e rimasta incompiuto a causa di un difetto nel
marmo, una macchia sul viso emersa durante la esecuzione. I risultati della ricerca,
vagliata da un comitato di esperti di Michelangelo, sono pubblicati su The Burlington
Magazine, dicembre 2000.
Grazie ad un progetto di Renato Passacantando per la Rai è nato il progetto "mostre
impossibili",un ricco apparato didascalico: multivisioni, documentari, film,
audio-video guide personalizzate a raggi infrarossi, musiche attinenti ai dipinti, DVD,
cataloghi, libri scritti ad hoc, siti Internet, rappresentazioni teatrali, programmi
televisivi ecc. su grandi artisti Italiani, online quello sul Caravaggio:
Tutta l'opera del Caravaggio: una mostra
impossibile
La rilevanza internazionale dell'evento
Dopo l'esposizione presso il Palazzo Giustinani di Roma, la mostra è passata a Berlino,
dove è stata ospitata nel celebre Altes Museum, capolavoro architettonico dello Karl
Friedrich Schinkel. Qui, l'allestimento ha adottato un principio completamente diverso da
quello romano, poiché ha seguito fedelmente la disposizione ivi data ai dipinti dopo che,
nel 1815, il Re di Prussia decise di acquistare la parte più pregevole della Collezione,
messa all'asta a Parigi dai successori della Famiglia già nel 1812. Il proseguimento
della manifestazione in Germania ha consentito di conseguire due risultati importanti:
- il conferirmento alla mostra una dimensione internazionale, che avrà tanto più
successo proprio in virtù del carattere cosmopolita assunto specialmente negli ultimi
anni dalla città di Berlino, considerata una delle capitali europei intellettualmente
più vivaci;
- estendere i risultati scientifici dell'esposizione, che nel suo iter complessivo sarà
in grado di ripercorrere l'intera vicenda che vide la nascita, l'ampliamento e quindi la
dispersione di una delle Collezioni d'arte più celebri del passato.
L'attenzione suscitata all'estero dalla mostra è altresì confermata dall'altissimo
livello del comitato scientifico, composto da alcuni dei più stimati e autorevoli storici
dell'arte, italiani e stranieri, del settore.
Altri progetti connessi
A latere dell'esposizione non mancheranno di susseguirsi manifestazioni ed eventi ad essa
correlati. Dopo il primo convegno internazionale di studi tenutosi a Berlino alla fine del
Giugno 2000, ne seguiranno uno a Roma, in concomitanza con la mostra, ed uno a Vienna,
presso il Kunsthistorisches Museum. La pubblicazione di due volumi, uno concernente gli
inventari della collezione ed uno costituito da saggi critici su particolari aspetti della
raccolta o della storia della famiglia, accompagnerà quella del catalogo della mostra. Si
prevede, inoltre, una nuova edizione degli scritti di Vincenzo Giustiniani sulla Musica,
sulla Pittura, sulla Scultura e sull'Architettura.
qui di seguito le opere presentate la descrizione delle opere presentate alla mostra
Gli oggetti e i quadri di familia
I quadri antichi
La scuola Bolognese
Caravaggio e i Caravaggeschi
Annibale Carracci
Gli oggetti della collezione
neoclassica
La memoria dei
Giustiniani articoli sulla collezione artistica dei Giustiniani da "La
Repubblica" a firma di Paolo Vagheggi, Antonio Pinelli, Claudio Strinati e Ludovico
Pratesi
Dal sito della Professoressa Danesi Squarzina, il database qui presentato utilizza gli inventari del cardinale Benedetto Giustiniani, rinvenuti da Silvia Danesi Squarzina: linventario Entrata della Guardarobba, redatto progressivamente fra il 1600 e il 1611 (Archivio di Stato di Roma, fondo Giustiniani, b. 15) e linventario post mortem, redatto nel marzo 1621 (Archivio di Stato di Roma, Notai del tribunale AC, uff. 8, Vol. 1302, Rainaldo Buratti).Sono stati aggiunti inoltre, per una parte dei dipinti, i riferimenti allinventario post mortem di Vincenzo Giustiniani, redatto nel 1638 (Archivio di Stato di Roma, fondo Giustiniani, busta 16) rinvenuto da Luigi Salerno. I due inventari di Benedetto Giustiniani forniscono solo in piccola parte i nomi degli autori dei dipinti, ma attraverso la collazione con linventario (1638) del fratello minore, suo erede, Vincenzo Giustiniani, sono state identificate numerose altre opere. Questo lavoro di incrocio dei dati inventariali, pubblicato nel 1997-98 (Danesi Squarzina S., The collections of Cardinal Benedetto Giustiniani. Part 1, Documents for the History of Collecting. Published with assistance from the Provenance Index of the Getty Information Institute in The Burlington Magazine, 1136, CXXXIX, November 1997, pp. 766-791.Danesi Squarzina S.., The collections of Cardinal Benedetto Giustiniani. Part II, Documents for the History of Collecting, Published with assistance from the Provenance Index of the Getty Information Institute, in The Burlington Magazine 1139, CXL, February 1998, pp. 102-118) è stato utilizzato per il database.
E da sottolineare il valore sperimentale del database ideato da Irene Baldriga, esso vuole costituire uno strumento agile e duttile, particolarmente adatto a indagini sistematiche allinterno di inventari diversi, redatti in varie epoche per una stessa collezione.La collezione Giustiniani si prestava molto bene a questo tipo di indagine; essa costituisce un unicum in quanto linventario più vasto e importante, quello del 1638, venne redatto da un conoscitore, e pertanto, grazie alla alta qualità della collezione, esso ci offre un repertorio impareggiabile per la conoscenza della pittura del Seicento europeo.
Per una esauriente bibliografia vedi Danesi Squarzina S.., a cura di, Caravaggio e i Giustiniani, toccar con mano una collezione del Seicento, Catalogo della Mostra, Roma, Palazzo Giustiniani, Gennaio - Maggio 2001, Berlino, Altes Museum, Giugno - Settembre 2001, Milano 2001 (ed. in lingua tedesca, Milano 2001).
L'opera completa è stata pubblicata nel 2003 per Einaudi dalla stessa Danesi Squarzina S., La collezione Giustiniani: Inventari I, Inventari II, Documenti. La pubblicazione degli inventari e delle carte darchivio Giustiniani è un contributo critico monumentale, una messe di dati che non solo permette di definire le linee-guida del gusto dei Giustiniani (ai quali, come è noto, spetta il merito di essere stati fra i primi e più attenti collezionisti di Caravaggio, dato che negli inventari figurano 14 dipinti), ma anche di meglio delineare la metodologia degli studi sul collezionismo, qui intesa a usare i documenti per il ritrovamento di opere disperse e per la loro corretta attribuzione: il significato culturale delloperazione condotta da Silvia Danesi Squarzina non si esaurisce nella registrazione di dati e documenti.
Visita virtuale a Palazzo Giustiniani dal sito del Senato un video-audio con la spiegazione di alcune sale delledificio.
Calendario a petali
incisione del XVII secolo di Carlo Giustiniani
Amor vincit omnia articolo di Silvia
Castagnino sul quadro di Caravaggio chiamato per fama "Cupido di Caravaggio"
Alcune immagini della "Galleria
Giustiniana" tratta dalla mia collezione personale.
The Giustiniani medicine chest articolo
di J Burnet in inglese su Medical History 1982 July; 26(3): 325333.
LA GALLERIA GIUSTINIANA
PROGETTO DIGITALIZZAZIONE SUPERBA ANTIQUA
(Testo tratto dal sito della Biblioteca
Universitaria di Genova)
Il progetto Superba antiqua della Biblioteca Universitaria di Genova si propone
di valorizzare le testimonianze del gusto e della cultura antiquaria nel territorio
genovese. Ha come scopo la creazione di un itinerario virtuale che illustri i percorsi
storici dellantiquaria genovese nella cultura libraria, nelle espressioni artistiche
sul territorio (temi iconografici della decorazione architettonica, portali, statue e
busti antichi o allantica) e nel collezionismo. Nellambito di questo progetto
si è proceduto alla digitalizzazione di immagini e parti testuali di alcune opere a
soggetto antichistico-archeologico conservate nella Biblioteca Universitaria di Genova,
con data di edizione compresa fra i secoli XVI e XVII, di cui si consentirà
lutilizzo multimediale attraverso il sito della Biblioteca. Linformatizzazione
di questi esemplari ha anche lo scopo di garantire la tutela e la conservazione di un bene
culturale ad alta deperibilità, quale quello dei libri antichi, e di permettere,
attraverso la successiva messa in rete, la fruizione ad un pubblico più vasto di testi
rari e di non sempre facile reperimento. I criteri di scelta dei testi e delle immagini
digitalizzate sono stati determinati dalle finalità del progetto stesso, pertanto sono
state scelte opere che, pur significative nella storia degli studi archeologici e delle
metodologie, presentano anche attinenza con la cultura antiquaria locale nei secoli
considerati, in particolare con i temi decorativi di gusto antiquario più diffusi nelle
espressioni artistiche genovesi e liguri, e con il collezionismo di manufatti antichi o
allantica. Responsabili del progetto : il progetto è frutto della collaborazione
tra gli insegnamenti di Storia dellArcheologia (Luigina Quartino) e Iconografia
Antica (Alba Bettini) della Sezione di Archeologia del D.AR.FI.CL.ET Francesco Della
CortedellUniversità degli Studi di Genova, Alberta Bedocchi studiosa di
Storia dellArcheologia ed Antiquaria e per la Biblioteca Universitaria di Genova
Oriana Cartaregia e Maria Teresa Sanguineti. La ripresa fotografica e la parte
multimediale sono state realizzate da Raffaella Vancheri con laiuto di Giorgia
Rodino (Conservazione Beni Culturali). La messa in linea è riportata su questo sito, è
curata da Oriana Cartaregia sul sito della Biblioteca Universitaria di Genova.
Galleria Giustiniana del marchese Vincenzo Giustiniani,
(Parte prima) - seconda, [Genova, Carlo Losi , 1757 ?]
(Testo tratto dal sito della Biblioteca
Universitaria di Genova)
Raccolta di incisioni delle sculture più importanti
della collezione di antichità di Vincenzo Giustiniani (Chios 1564-Roma 1637).
Disegni e lastre furono realizzati fra il 1631 e il 1637 da un gruppo
di trentacinque artisti, italiani e stranieri, alcuni dei quali lavorarono nello
stesso palazzo Giustiniani a Roma. Tra i nomi più noti si ricordano Joachim von
Sandrart, François Duquesnoy, Charles Audran, Claude Mellan, Theodor Matham, Cornelis
Bloemaert, François Perrier. Le prima serie di stampe fu impressa dalla bottega di
Giuseppe De Rossi intorno al 1635. Per disposizione di Vincenzo Giustiniani le
matrici della Galleria Giustiniana furono successivamente ereditate dall'albergo
Giustiniani di Genova affinché i ricavi delle tirature fossero investiti in Monti
camerali inalienabili, a beneficio dei membri bisognosi dell'albergo. I rami giunsero a
Genova in data imprecisata, fra il 1638 e il 1678, ma la nuova impressione vide la luce
solo nel 1757 a cura di Carlo Losi e probabilmente non fu seguita da altre edizioni.
Dimenticate fra le carte d'archivio della famiglia Giustiniani e a lungo ritenute
disperse, 280 lastre incise della Galleria sono state individuate nel 1983
dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria. Restaurati a cura dell'Istituto Nazionale
per la Grafica di Roma, il 25 marzo 2010 i rami sono tornati a Genova custoditi dall'Accademia Ligustica di Belle arti, antica istituzione di cui tra l’altro nel 1773 fu «principe» proprio Luca Giustiniani, grazie anche all’intervento dei Lions club genovesi Santa Caterina, Capo Santa Chiara e Alta Valpolcevera. .
Le incisioni sono riunite in due tomi e distinte per soggetto e tipologia di scultura. Il
primo tomo contiene statue di divinità, eroi e viri illustres; il secondo busti
o ritratti, teste ideali, erme di filosofi e divinità, rilievi, sarcofagi e are. Le
incisioni comprendono anche alcuni ritratti dei membri della famiglia, una serie di
vedute delle proprietà Giustiniani e otto riproduzioni di dipinti con soggetto di
Madonne.
Le tavole con le sculture antiche sono prive di didascalie identificative. La riproduzione
non tiene conto del supporto, specialmente per i rilievi, né dello stato originale dei
reperti, rappresentati sempre in condizione di restauro.
Gli stretti rapporti che il marchese Vincenzo Giustiniani mantenne con la patria di
origine (fu ascritto alla nobiltà di Genova nel 1577 ed ebbe per moglie la genovese
Eugenia, figlia di Gio Battista Spinola principe di Vergagni e di Porzia Centurione), il
ruolo, ereditato dal padre, di banchiere e mediatore finanziario fra gli investitori
genovesi e la Curia romana, il prestigio paradigmatico della sua collezione di antichità
avvalorano l'importanza della Galleria Giustiniana in relazione
alla cultura antiquaria e al collezionismo genovese del XVII secolo. Non sembra da
trascurare che fra gli artisti che lavorarono alla Galleria Giustiniana
vi fu anche il disegnatore genovese Giovanni Andrea Podestà (Genova 1608-post 1674),
allievo di Giovan Battista Paggi e Domenico Fiasella. E' interessante ricordare che
il suocero di Vincenzo, Gio Battista Spinola, fu il committente di uno dei prestigiosi
palazzi di Strada Nuova (Palazzo Doria), decorato con sculture antiche e
all'antica.
Per queste motivazioni si è ritenuto opportuno inserire nella sezione digitale del
progetto Superba antiqua questo esemplare della Galleria Giustiniana,
entrato di recente nelle raccolte della Biblioteca Universitaria di Genova in sostituzione
della copia scomparsa nella seconda metà del XIX secolo, già segnata nel Catalogo del
1785-1787 (Bibliothecae Universitatis Genuensis Catalogus secundum Auctorum cognomina
ordine alphabetico dispositus - 1785-1787).
NOTA
Nell'Indice (Parte I-II) la colonna 'SOGGETTO' indica le
didascalie desunte dalle fonti seicentesche e dalla soggettazione manoscritta
sull'esemplare presso la Biblioteca Alessandrina, rielaborate nella 'Tavola di
concordanza', in G. Fusconi (a cura di), I Giustiniani e l'Antico,
Catalogo della Mostra. Genova, Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, 15 giugno -
28 luglio 2002. La colonna IDENTIFICAZIONI riporta i soggetti secondo la moderna
terminologia, con riferimento al reperto antico o al suo modello.
La collocazione attuale delle sculture individuate è stata segnalata in parentesi tonda.
Sono state distinte con simboli diversi, rispettivamente: le sculture pubblicate nel
Catalogo I Giustiniani e l'Antico, le sculture identificate in altri studi,
quelle individuate nel corso di questa ricerca e suggerite come probabili, e quelle non
ancora rintracciate o scomparse.
E' stato redatto un elenco separato delle sculture Giustiniani individuate nelle
raccolte Torlonia secondo lo studio di C. Gasparri (con la collaborazione di I. Caruso), Materiali
per servire allo studio del Museo Torlonia di scultura antica in "Atti della
Accademia Nazionale dei Lincei. Memorie. Classe di Scienze morali, storiche e
filologiche", XXIV, 1980, pp. 37-239. Non è stato possibile verificare direttamente
i materiali conservati in questa raccolta perchè attualmente non accessibile.
La Bibliografia è relativa alle sculture identificate.
Indice generale
Indice tavole Parte I
Indice tavole Parte II
Riferimenti bibliografici
La Galleria Giustiniani digitalizzata sul sito Universitätsbibliothek Heidelberg
Altri link alla Collezione antica dei fratelli Vincenzo e Benedetto Giustiniani
"I GIUSTINIANI E
L'ANTICO" Nellottobre del 2001 a Palazzo Poli di Roma la mostra della
collezione classica del Marchese Vincenzo Giustiniani
Alcune immagini della "Galleria
Giustiniana" tratta dalla mia collezione personale.
Il cannone Giustiniani grazie al
contributo di Renato G. Ridella
Christina Strunck: Lhumor
peccante di Vincenzo Giustiniani Linnovativa presentazione
dellAntico nelle due gallerie di Palazzo Giustiniani a Roma (1630-1830 circa)
Il mitra di Kriton e la copia della
Collezione Giustiniani a cura di Claudia Valeri (presente nel giardino di Palazzo
Giustiniani a Bassano Romano)
Rosone di Villa Giustiani Roma
Bassorilievi di Palazzo Giustiniani
Roma
"CARAVAGGIO IN PRUSSIA" questo
il titolo della mostra a Berlino svolta nel giugno-settembre 2001 che a Roma si chiamava
"Caravaggio e i Giustiniani"
Il progetto Amor vincit
omnia
Bassano Romano Palazzo Giustiniani
Il progetto
Amor vincit omnia dal nome del quadro realizzato da Caravaggio su commissione
di Vincenzo Giustiniani, è unoperazione interna al territorio della Tuscia, atta a
valorizzare i beni culturali della zona, favorendo lo sviluppo del turismo culturale, le
attività di accoglienza alberghiera ed investendo sul patrimonio tutto italiano del
Melodramma, con il fine di dare visibilità e risonanza mediatica a Palazzo Giustiniani e
prefigurarne con eventi musicali le preziose potenzialità di attrattore turistico e
culturale e non da ultimo favorirne il programma di completo restauro e recupero alla
fruizione pubblica. Il progetto è presentato dallIstituto Nazionale del Melodramma
su richiesta della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle province
di Roma, Rieti e Viterbo, detentrice del bene demaniale, e del Comune di Bassano.
Il progetto si estende per il 2008 (a partire dal weekend 27/28 settembre) al 2009, con un
appuntamento mensile che si struttura in una conferenza a tema ed un concerto. Ogni evento
si può sviluppare in una o due giornate. (programma eventi Amor vincit
omnia ). Lambiente individuato per le giornate autunnali ed invernali
(da Settembre ad Aprile) è la Sala dei Cesari di Palazzo Giustiniani. Nei mesi
primaverili ed estivi (da Maggio ad Agosto) le manifestazioni si trasferiranno nella corte
del Palazzo che sarà interessata nei mesi a venire da un completo restauro delle
pavimentazioni e delle superfici architettoniche.
In futuro, con il progredire dei lavori di restauro la manifestazione impegnerà i
suggestivi spazi del giardino segreto, il teatrino del palazzo, lampio
pianoro retrostante la Rocca, un tempo anchesso configurato come giardino
allitaliana e coinvolgerà in successione altri luoghi e preziosi spazi
naturali dellampio complesso monumentale della Villa.
DAI GIUSTINIANI ALL'UNIONE EUROPEA
UN PERCORSO CONTINUO
Si è svolto il 17 aprile 2004, a Bassano Romano (Viterbo) in collaborazione con
l'Amministrazione Comunale e la Lega Italo-Ellenica, il convegno dal tema: "DAI
GIUSTINIANI ALL'UNIONE EUROPEA UN PERCORSO CONTINUO".
All'evento hanno partecipato i Comuni Italiani di: Mirano (Venezia), Ortona (Chieti),
Caprarica (Lecce), Amelia (Terni), Lari (Pisa), il Comune Francese di Bastia, i comuni
Greci di Chios ed Homiroupolis. Il convegno è stato patrocinato dal Senato della
Repubblica, dal Sovrano Militare Ordine di Malta delegazione Granpriorale Ligure, dalla
Regione Lazio e dalla Provincia di Viterbo
Le relazioni hanno analizzato il percorso storico dei Giustiniani, da diverse angolazioni:
dallepopea della marineria genovese nel levante fino al collezionismo seicentesco
dei grandi mecenati e alle suggestioni architettoniche della Villa di Bassano. Un lungo
viaggio tra storia e cultura per riallacciare, nello spirito Europeista, gli antichi
legami tra popoli di diverse culture e società.
Le amministrazioni intervenute, si sono impegnate a predisporre un protocollo
dintesa, per dare seguito a questa iniziativa, anche al fine di realizzare un
organismo permanente, tra vari soggetti non solo pubblici, atto a valorizzare eventi
futuri per conto dei suoi partner, anche attraverso una Fondazione con una pluralità di
soci attivi con la finalità di salvaguardare i beni storico-culturali, per la
valorizzazione piena dei siti, palazzi, oggetti, memorie dell'illustre casato. Questo
organismo potrà presentare proposte di interventi integrati, cofinanziati dai fondi
strutturali europei per gemellaggi tra diverse comunità ed il recupero di siti
urbanistici di interesse storico, artistico - culturale, villaggi tradizionali in stato di
abbandono e di degrado. Il progetto avviato rimane comunque aperto sia ad associazioni
private che ad altri enti pubblici come altri comuni che in ogni momento possono farne
parte. Già hanno dato la loro adesione i comuni di Fauglia (Pi), Monterinaldo (Ap), e
Aghios Minas, Ionias e Kampochora (Grecia)
Gli atti sono stati presentati in anteprima a Chios il 31 agosto 2005 ed a Roma il 1
dicembre 2005 presso la Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani di Roma, con il
patrocinio del Senato della Repubblica, da Enrico Basso, archivista di Stato direttore
nella Sovrintendenza Archivistica per la Liguria e Christina Strunck, Assistente
scientifico della Biblioteca Hertziana.
Venerdì 7 aprile 2006, a seguito la presentazione Genovese nella cornice
del Complesso Monumentale si SantIgnazio presso lArchivio di Stato. Un
simbolico ritorno nella città di origine della famiglia, durante le manifestazioni
Genovesi dellottava settimana della cultura. Patrocinatore dellevento oltre il
Senato della Repubblica, il Sovrano Militare Ordine di Malta Delegazione Granpriorale
Ligure.
Gli atti, già presenti nei cataloghi di diverse Biblioteche pubbliche, sono stati
presentati da Giovanni Assereto, ordinario di storia moderna dellUniversità di
Genova che ha commentato i contributi storici al volume e da Christina Strunck, assistente
scientifico della Biblioteca Hertziana di Roma che ha commentato gli aspetti più
artistici ed architettonici trattati nel volume. Alfonso Assini, funzionario
dellArchivio Genovese, è intervenuto sul lascito fedecommissorio di Vincenzo
Giustiniani, la cui contabilità e molti degli atti notarili rogati per conto di questa
famiglia sono conservati nellArchivio stesso. Durante la manifestazione, sono stati
esposti, a cura dello stesso Assini, Ignazio Galella e Roberto Santamaria, alcuni dei più
significativi documenti dell'Archivio Giustiniani, in rapporto soprattutto alle loro
committenze artistiche, disegni (fra cui il bellissimo stemma della famiglia), stampe e
incisioni (dalle collezioni del marchese Giustiniani verrà una copia della "Galleria
Giustiniana"), monete e oggetti legati alle funzioni dogali e di rappresentanza
svolta da alcuni membri della famiglia., provenienti anche da alcune preziose collezioni
private.
Il codice ICCU del libro nel database delle Biblioteche Italiane è IT\ICCU\IEI\0241428
, clikkando il link potete visualizzare le biblioteche dove è presente il libro.
Redazionale con foto sul
Convegno a Bassano Romano
Redazionale con foto
sulla presentazione degli atti a Roma
Articolo degli atti a Roma sulla
"Croce Ottagona" periodico della Delegazione Ligure del SMOM gennaio 2006 n.23
con il discorso del Delegato dell'Ordine Giovanni Della Croce di Dojola
Redazionale con foto sulla
presentazione degli atti a Genova
Articolo degli atti a Genova sulla
"Croce Ottagona" periodico della Delegazione Ligure del SMOM aprile 2006 n.26
Intervento del delegato alla cultura
di Bassano Romano alla presentazione degli atti a Genova
INDICE DEGLI ATTI (dove disponibili dei brevi estratti dei contributi)
1) Lettera di saluto del senatore Marcello Pera, presidente del Senato della Repubblica.
2) Presentazione di Giovanni Della Croce di Dojola, delegato granpriorale per la Liguria
Del Sovrano Militare Ordine di Malta. 3) Presentazione di Giuseppe Marchetti, sindaco del
Comune di Bassano Romano. 4) Fu Giustiniano leponimo
fondatore del casato? Introduzione a cura di Enrico Giustiniani. 5) PARASKEVI
PAPAKOSTA - Introduzione al convegno in lingua greca moderna 6) GABRIELLA AIRALDI - Genova e il Mediterraneo. 7)
STEFANO GRILLO di RICALDONE - I
Giustiniani: cives e reges. Le distinzioni nobiliari del ceto
dirigente genovese dalletà comunale ai riconoscimenti della regia Consulta
Araldica. 8) ANDREA LERCARI - La vicenda storica
dellalbergo Giustiniani: dalla fazione popolare al patriziato sovrano della
Repubblica di Genova. 9) SILVIA DANESI SQUARZINA - Il Cristo portacroce di
collezione Giustiniani. Prima versione incompiuta di unopera di Michelangelo. 10)
MANUELA TOZZI RAMBALDI - Il
Campos di Chios, caratteri e confronti. 11) VALERIA MONTANARI - Orientamento e prassi del
restauro a Chios. 12) PARASKEVI PAPACOSTA - Sulle tracce dei Giustiniani
nella storia dellarchitettura di Chios, Bassano Romano, Gravina in Puglia e
Caprarica di Lecce. 13) DIMITRIS PAPALIOS - Il progetto di parco medievale tematico
come valorizzazione dei beni architettonici a Chios. 14) RINALDO MARMARA - La formazione
della comunità latina a Costantinopoli e le migrazioni da Chios. 15) AGOSTINO BURECA - La
Villa di Vincenzo Giustiniani a Bassano Romano: interventi e prospettive per la tutela e
la valorizzazione. 16) RITA FABRETTI - I Giustiniani a Bassano: rapporti
tra potere centrale e locale (sec. XVII e XVIII). 17) ANGELO CASERTANO - Il Monastero di San Vincenzo:
dallidea di Vincenzo Giustiniani alla donazione Benedettina-Silvestrina. 18)
REMO DE MARTINO - Il viaggio di San Tommaso apostolo da Chios a Ortona. 19) ALEXANDRIS
EVANGHELOS - Progetto di
gemellaggio fra Comunità Mediterranee unite da percorsi storici comuni. 20) EMMANUEL
VASTA e JEAN BAPTISTE RAFFALLI - La Villa Giustiniana a Bastia. 21) BARBARA SILVANI - Il
palazzo Giustiniani di Amelia. 22) GIAMPAOLO GRASSI - Il modello socio economico di Chios:
riscontro nei modelli di organizzazione agricola e dimprenditoria nella Val
dEra e sulle colline pisane. 23) MARIO ESPOSITO - Ville Venete nel territorio di
Mirano. 24) ALESSANDRA ZABBEO - I Giustinian a Mirano e il loro insediamento.
Gli Atti sono acquistabili presso la tipografia: Tipografia
Pioda Viale Borelli, 15 Tel: 06 44701500 Fax: 06 4451 862 - info@pioda.it
BASSANO ROMANO-CHIOS:
ANTICHI LEGAMI E NUOVI PERCORSI NELLO SPIRITO EUROPEO
Atti del II° convegno internazionale sulle architetturee collezioni artistiche dei
Giustiniani
Si è svolto dal 6 al 10 settembre 2006, lincontro tra i cittadini del Comune di
Bassano Romano, nella Tuscia Viterbese, e quelli dei Comuni di Aghios Minàs e Kampohòra
dellisola Greca di Chios, nellambito del progetto co-finanziato
dallUnione Europea per la cittadinanza attiva gemellaggio di città. Il
tema del gemellaggio venne proposto per prima volta durante il convegno internazionale
svolto a Bassano Romano nellaprile del 2004, Dai Giustiniani allUnione
Europea: un percorso continuo, un lungo viaggio tra storia e cultura per riallacciare,
nello spirito europeista, gli antichi legami tra popoli di diverse culture arricchite,
grazie anche alla presenza dei Giustiniani, da testimonianze storico-artistiche,
appartenenti oggi al patrimonio culturale europeo.
In un atmosfera cordiale e informale, la delegazione Chiota, arrivata mercoledì 6
settembre allaeroporto di Fiumicino, è stata accolta dal Sindaco insieme alla
Giunta Comunale e da numerosi giovani dellAssociazione Culturale Bassanese. Il
gruppo Greco, nei due giorni successivi ha visitato i luoghi di principale interesse nella
cittadina Viterbese e nella capitale.
Sabato 9 settembre si è svolta la parte ufficiale del programma, presentata in questo
volume dAtti (in Italiano e Greco), aperta dal secondo convegno internazionale di
studi storico-scientifici, presentato in italiano e in greco, intitolato Bassano
Romano-Chios: antichi legami e nuovi percorsi comuni nello spirito europeo, svolto nella
suggestiva Sala dei Cesari del Palazzo Giustiniani. I relatori, rappresentanti della
Pubblica Amministrazione, scienziati e studiosi, hanno ripercorso gli antichi legami che
uniscono le comunità Italo-Greche intervenute. Dal 1347 al 1566 i Giustiniani furono gli
amministratori per conto della Repubblica Genovese dellisola di Chios nellEgeo
nord orientale. Alcuni di loro dal 1595 al 1854, dimorarono nel feudo di Bassano Romano.
Il gemellaggio tra le comunità Chiote e quella Bassanese è un atto di amicizia nel
comune legame con la presenza di questa famiglia e con l'eredità ideale, architettonica e
culturale che essa ha lasciato ai posteri italiani e greci. Al convegno ha fatto seguito
la firma ufficiale del Patto di Amicizia tra i comuni intervenuti. Nel pomeriggio la
manifestazione si è chiusa con lesibizione del Gruppo Bandistico Bassanese e dei
danzatori di Aghios Minàs e Kampohòra, presso il Monastero di San Vincenzo Martire,
seguita da una serata musicale.
Domenica 10 settembre, la delegazione Chiota è tornata in Grecia, dando appuntamento ai
Bassanesi nellisola del mastice per il 2007.
Il libro d'atti è stato curato da Enrico Giustiniani e Paraskevi Papakosta
Nelle prime pagine del presente volume dAtti, vengono presentati brevemente i tre
Comuni e immagini dagli archivi dei relatori, nonchè i saluti dei Sindaci e dei membri
della Pubblica Amministrazione. Segue un breve intervento del Presidente del Comitato
Organizzatore Enrico Giustiniani, sul progetto di partenariato Europeo della Rete
Giustiniani e la cittadinanza Europea attiva. La sezione di carattere scientifico
del convegno apre con il testo di Cecilia Mazzetti di Pietralata, storico dellarte,
relativo allopera dei fratelli mecenati Vincenzo e Benedetto Giustiniani, nati a
Chios nella metà del XVI secolo, i cui palazzi a Roma e a Bassano, furono dei veri e
propri luoghi darte - Accademie - dove oltre ad ammirare la splendida
collezione di statue e dipinti, gli artisti cercavano atmosfere e spunti per la loro
ispirazione; un crocevia di incontri artistici nel seicento, dal Nord Europa al
Mediterraneo, un patrimonio culturale di enorme valore, lasciato in eredità ai posteri.
Segue lo studio analitico di Paraskevi Papacosta dedicato alle architetture dei
Giustiniani di Chios a Bassano Romano. La relatrice enfatizza il valore urbanistico del
complesso territoriale ed alcuni caratteri peculiari comuni che ricollegano Bassano a
Chios. Attraverso questa nuova lettura panoramica dellinsieme, basata
sullanalisi diretta e su ricostruzioni storiche, contribuisce al processo di
conservazione e valorizzazione del sito storico.
Le ricerche darchivio delle famiglie Anguillara di Ceri e Giustiniani di Negro a
Roma e a Viterbo hanno contribuito allo svolgimento dellanalisi, dedicata al
giardino di Vincenzo Giustiniani, dellarchitetto della Soprintendenza per i Beni
Architettonici ed il paesaggio del Lazio, Agostino Bureca responsabile del programma di
conservazione della villa Giustiniani-Odescalchi a Bassano Romano. Nonostante lovvio
rinnovo della vegetazione e del deperimento della materia permangono tuttoggi
diversi caratteri delloriginario genius loci del giardino, dovuti alle aspirazioni
antiquarie e alle suggestioni europee del noto mecenate da Chios.
Don Cleto Tuderti, già Priore del Monastero di San Vincenzo, ha sviluppato il tema del
Mausoleo voluto dal Marchese Vincenzo per la sua famiglia, evidenziando altri
aspetti, correlati alla religiosità e spiritualità dei Giustiniani, non meno eloquenti
ed attuali, che mettono in luce singolare la poliedrica figura di Vincenzo Giustiniani.
Rinaldo Marmara si sofferma sullimportanza dei registri parrocchiali di Chios
presenti a Tinos e su quelli di Costantinopoli, ricchi di testimonianze ed appunti, di cui
alcuni sono del tutto ancora sconosciuti agli studiosi e altri necessitano di essere
ricatalogati e soprattutto preservati dallincuria del tempo.
Al suo intervento ha seguito quello di Manolis Vournous della Chiesa degli Aghii Sarànda
a Thimianà. Larchitetto offre una lettura aggiornata compiuta sui ruderi della
chiesa e su precedenti studi personali. È interessante il fatto che dopo secoli di
storia, si rispecchiano ancora le influenze genovesi nellarchitettura chiota.
Dimitris Kokkinakis attraverso la sua antologia critica introduce allarte medica e
farmaceutica di Chios nel periodo genovese dellisola. Sintetizza il sistema
sanitario chiota del passato, ricorrendo a parallelismi con le istituzioni adottate dalle
repubbliche marinare nella penisola italica. Largomento sulle farmacie portatili e
sullarte degli speziali apre nuovi orizzonti negli studi chioto-bassanesi.
Alice Gànou, con un intervento semantico, ha evidenziato come esistano ancora, nel
dialetto Chiota, termini vernacolari di derivazione Genovese e Italiana. Questi
cromatismi locali potrebbero ricollegarsi alle manifestazioni
periferiche della matrice latina nellEgeo e più in generale nel
Mediterraneo.
Cogliendo loccasione di questo nuovo convegno organizzato nellambito del
progetto di gemellaggio tra Bassano e Chios, sono stati inseriti due nuovi contributi di
sintesi e di approfondimento scritti dai curatori della presente opera collettiva. Essi
contribuiscono al riconoscimento dellopera e allapprofondimento di alcuni dei
temi affrontati dai relatori che parteciparono al primo convegno internazionale Dai
Giustiniani allUnione Europea: un percorso continuo, svolto a Bassano Romano
nellaprile 2004 che tematicamente aveva introdotto la proposta di gemellaggio.
Enrico Giustiniani ricorda i temi illustrati negli atti del primo convegno, curati da lui
stesso, che presentò al palazzo Giustiniani di Roma al Senato il 1 dicembre 2005 e
successivamente al Archivio di Stato di Genova il 7 Aprile 2006 ove sono state aggiunte
nuove valutazioni e commenti costruttivi di natura critica, sulle relazioni di contenuto
scientifico. Il secondo testo di Paraskevi Papacosta chiude il presente volume, offrendo
nuove prospettive di studio. La studiosa percorre i temi relativi alle architetture del
passato conservate nelle antiche Terre dei Giustiniani. Segue una nuova lettura a
campione, mirata, con relativa documentazione fotografica o grafica di alcune architetture
monumentali in stato di rovina ed altre memorie dei Giustiniani di Chios. Il testo è
caratterizzato da meditazioni storico-critiche, verificate direttamente sui testi
architettonici e dallindividuazione di alcuni valori inespressi dalla
letteratura che potrebbero essere capaci di suggerire nuove iniziative e soluzioni
progettuali finalizzate alla conservazione e al recupero di questi siti degradati.
INDICE DEGLI ATTI
FRANCESCO BROGLIA - Presentazione Atti; ENRICO GIUSTINIANI E PARASKEVI PAPACOSTA -
Introduzione al convegno internazionale nellambito del progetto di gemellaggio tra i
Comuni di Bassano Romano, Aghios Minàs e Kampohòra di Chios; Presentazione dei Comuni
del gemellaggio-Saluti ; Messaggio di Benvenuto ai cittadini di Aghios Minàs e
Kampohòra; Saluto del Sindaco di Bassano Romano Luigi De Luca; Saluto dellAssessore
alla cultura di Bassano Romano Vittorio Ronconi; Presentazione del Comune di Bassano
Romano; Saluto del Sindaco di Aghios Minàs Ionnis Pantelàras; Breve presentazione
dellisola di Chios; Presentazione del Comune di Aghios Minàs; Saluto del
Vice-Sindaco di Kampohora Charilaos Koutsouràdis; Presentazione del Comune di Kampohora; Presentazione
progetto Rete fra città gemellate; ENRICO GIUSTINIANI Il progetto di parternariato e di
gemellaggio fra comunità Europee unite da percorsi storici comuni. La cittadinanza
Europea attiva; Relazioni di contenuto scientifico sulla storia e la cultura di
Bassano Romano e Chios ; CECILIA MAZZETTI DI PIETRALATA - Dal nord Europa al
Mediterraneo: i palazzi Giustiniani di Roma e Bassano nel seicento, crocevia di incontri
artistici; PARASKEVI PAPACOSTA - Architetture dei Giustiniani di Chios a Bassano
Romano:storia e caratteri; AGOSTINO BURECA - Aspirazioni antiquarie e suggestioni europee
nel giardino storico del palazzo Giustiniani a Bassano Romano; CLETO TUDERTI - Il mausoleo
di S.Vincenzo Martire in Bassano Romano. Contributo per un gemellaggio; RINALDO MARMARA -
La storia non è mai completa
. e neppure quella dei Giustiniani; MANOLIS VOURNOUS -
La chiesa degli Aghii Sarànda a Thymianà di Chios; DIMITRIS KOKKINAKIS - Breve
introduzione allArs medica e farmaceutica nella colonia genovese di Chio. Dai primi
ospedali al cofanetto dei medicinali di Vincenzo Giustiniani; ALICE GANOU - L' influenza
della lingua italiana sul linguaggio Chiotico; Termini vernacolari di origine italiana o
genovese presenti nel dialetto Chiota; Firma del Patto di amicizia e
fratellanza; Retrospettiva e approfondimento sui temi del 1° convegno
internazionale di Bassano Romano; ; ENRICO GIUSTINIANI - Sintesi del convegno di
Bassano Romano del 17 aprile 2004: Dai Giustiniani allUnione Europea: un percorso
continuo; PARASKEVI PAPACOSTA - Un percorso nelle antiche Terre dei Giustiniani:
retrospettiva e approfondimento sui temi architettonici del primo convegno di studi a
Bassano Romano; Ringraziamenti.
Il codice ICCU del libro nel database delle Biblioteche Italiane è IT\ICCU\IEI\0284266
, clikkando il link potete visualizzare le biblioteche dove è presente il libro.
Gli atti sono stati presentati una prima volta il 12 maggio 2007 a Bassano Romano dal
Prof. Francesco Broglia e dallArch. Michele Campisi con il patrocinio della
Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio del Lazio (Redazionale presentazione di Bassano
Romano a cura di Domenico Vittorini - Gazzetta Bassanese n. 124 giugno 2007). A
seguito poi la presentazione a Roma il 28 novembre 2008 nella sala Capitolare presso il
Chiostro del Conventodi Santa Maria sopra Minerva Senato della Repubblica. La Sala,
costruita per volontà di Vincenzo Giustiniani, generale dei Domenicani, nel XVII secolo,
ancora conserva sul soffitto gli stemmi della famiglia Giustiniani.
Sono intervenuti Silvia Danesi Squarzina, ordinario di Storia dellArte Moderna
dellUniversità di Roma Sapienza e Alessandro S. Curuni, ordinario di Restauro
dellUniversità di Roma Sapienza. Ha introdotto i lavori Francesco Broglia, Docente
di Rilievo dellArchitettura dellUniversità di Roma Sapienza. Al termine della
presentazione è stato proiettato un documentario sui Giustiniani
(vai al video dell'introduzione clikkando il link), creato e montato dall'architetto
Papacosta.
Redazionale con foto sulla
presentazione del secondo libro degli atti a Roma il 28 novembre 2008
Lo spirito Europeo dei
Giustiniani recensione sul volume d'atti del II° convegno
internazionale sulle architetturee collezioni artistiche dei Giustiniani - Giornale
dell'arte gennaio 2009 a cura di Federico Castelli Gattinara
Gli atti, saranno presentati anche a Genova in primavera 2009 in data ancora da definire.
Il volume "Bassano Romano
- Chios: antichi legami e nuovi percosi nello spirito europeo", è acquistabile su
richiesta presso la Tipografia Pioda di Roma in
Viale Ippocrate, 154 -
Tel: 06 44701500 Fax: 06 4451 862 - info@pioda.it
IL PROGETTO DELLA RETE GIUSTINIANI
Un filo rosso unisce alcuni piccoli comuni Italiani ed Europei, la presenza nel corso dei secoli della Famiglia Genovese dei Giustiniani, importanti tracce architettonicche ed antropologiche da valorizzare e da collegare nel tempo e nello spazio, percorsi turistici comuni per uno scambio di idee e confronti per riallacciare gli antichi legami in uno spirito Europeista.
Grazie all'iniziativa dell'Assessore al patrimonio della municipalità Francese di
Bastia, è recentemente uscito (gennaio 2008), prodotto da Vision Internationale e da
France 3 per la regia di Andrè Waksman il documentario "Les Giustiniani une saga
méditerranéenne". Il documentario di circa un ora, a cui ho fattivamente
collaborato, ha richiesto quasi due anni di lavori; l'opera, in francese (con alcuni brani
in Italiano sottotitolati) traccia il lungo percorso antropologico e storico della
famiglia Giustiniani, toccando le località dove più si è sentita la presenza di questa
famiglia: Genova, il levante ligure, Chios, Roma, Palermo, la Corsica e Bassano Romano.
Sono in possesso della copia, informalmente potrei accontentare, nei limiti del possibile,
chi me ne facesse gentile richiesta.
Il film, apparso sulla trasmissione "Orizzonti" su France3-Corse il 10 maggio
2008 è online sul sito della France 3 - corse in questo link:
"I Giustiniani, une saga méditerranéenne"
(100508)
Il GEMELLAGGIO tra Bassano Romano - Aghios Minas e Kamphokora
L'Unione Europea ha finanziato il progetto di gemellaggio presentato dal Comune di Bassano Romano con il Comune greco di Aghios Minas (DG EAC N. 25/05 Incontri tra cittadini - fase 3). Progetto 06/2082. La manifestazione che ha coinvolto sia il comune Chiota di Aghios Minas che di Kamphokora, si è svolta a Bassano Romano dal 6 al 10 settembre 2006.
LA FAMIGLIA GIUSTINIANI IN LUNIGIANA
Si è svolto il 21 ottobre 2006 un interessante giornata di studi sulla presenza dei
Giustiniani nella Lunigiana. Le relazioni hanno esaminato uno dei molteplici aspetti della
storia della grande famiglia albergo genovese, un aspetto che può forse inquadrarsi in un
più ampio fenomeno che interessò il ceto dirigente della Repubblica: linsediamento
dallantica Dominante alla periferia nel corso del XVIII secolo. In particolare,
infatti, un ramo dei Giustiniani si stabilì in Lunigiana, dove acquistò i resti di un
antico monastero restaurandoli ed edificando lattuale castello, con annessa
cappella, di Ceparana (Comune di Bolano) e acquisendo poi, per via ereditaria, anche il
castello di Vezzano Ligure, ancora proprietà della famiglia.
Gli Atti di questo convegno saranno disponibili a dicembre 2008 (inseriti in
Accademia Lunigianese)