LA MADONNA DEI DEBITORI
«In gremio Matris sedet Sapientia Patris»
«Nel grembo della Madre risiede la Sapienza del Padre»

la Madonna dei debitori

Alla fine di ogni sette anni celebrerete l'anno di remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l'anno di remissione per il Signore. (Deuteronomio, 15,1-2)

Un dipinto Seicentesco raffigurante una Madonna con Bambino, chiamato “la Madonna dei debitori”, sicuramente non di grande scuola, è stato rinvenuto intorno al 2004 a Bassano Romano, paese vicino il Lago di Bracciano a circa 50 km da Roma, in seguito alla ristrutturazione di alcune grotte (piazza Gramsci), da parte di Gilberto Di Benedetto, psicologo romano, artista ed ora possessore del quadro in questione. Sembrerebbe che quella grotta fosse conosciuta in paese fin dal Seicento e che nel 1784 a seguito dell'invasione Napoleonica, la popolazione avesse li nascosto gli oggetti di culto perché essi non venissero distrutti dai francesi.
Il quadro rappresenta una Madonna che regge con la mano destra sollevata tre rose viste come simbolo di amore, sapienza e conoscenza. Dalla fronte e dalle labbra della Vergine sgorga sangue, inteso come una sorta di purificazione del pensiero e della parola, senza le quali l’anima non può manifestare il suo contatto col Divino. Il Bambino da lei tenuto in grembo, con un’aureola dalla croce inscritta, pone l’indice verso le rose ad indicare la direzione cui affidarsi. Il tutto si chiude con un cartiglio sottostante la figura, che recita in latino: «In gremio Matris sedet Sapientia Patris» («Nel grembo della Madre risiede la Sapienza del Padre»).
Seppur in condizioni accettabili, dato il luogo di ritrovamento, la tela è stata oggetto di un restauro (l'immagine originale di come fu ritrovata, è più in basso a sinistra).
la Madonna del sangue di Bagno di Romagna la Madonna del sangue di ReLa Madonna rappresentata a Bassano è ripresa dalla "Madonna del Sangue" (immagine a destra) del Santuario di Re sul Lago Maggiore, che l'immagine fu oggetto di ispirazione di molti pittori soprattutto nella prima metà del Seicento.
Il culto della "Madonna del sangue" avvenne a seguito del miracolo avvenuto nel 29 aprile 1494, quando alcuni giovani si ritrovarono di fronte alla chiesetta per giocare ad un tradizionale gioco di paese, la piodella, che consisteva nel lanciare un sasso appiattito contro un cilindro di legno su cui era posizionata una moneta. Uno di loro, particolarmente sfortunato nel gioco, si adirò e lanciò il suo sasso verso la chiesa, colpendo proprio il ritratto della Madonna. Il mattino seguente l’affresco della Madonna iniziò a sanguinare dalla fronte e continuò a sgorgare abbondantemente per circa venti giorni e molti ammalati e infermi, dopo aver rafforzato la devozione nei confronti della Madonna di Re, guarirono grazie a veri e propri miracoli, riconosciuti ufficialmente anche dalle autorità civili e religiose dell’epoca. A seguito dell’afflusso dei tantissimi fedeli, attirati dalla notizia del miracolo, fu costruito un primo santuario già nel 1627. (Omelia di mons. Franco Giulio Brambilla sul miracolo della Madonna del sangue di Re del 29 aprile 2016).
Un analogo miracolo avvenne a Bagno di Romagna (Fo) dove l’effigie della Madonna (Beata Vergine del Sangue di Romagna, qui a sinistra, una xilografia in folio colorata (cm 53 x50), probabilmente degli anni 1470/1480, proveniente dall’area ferrarese, di autore anonimo, che rappresenta la Vergine col Bambino che reggono il globo terraqueo o ekumenikòn, al cui interno si osserva un’immagine sintetica ma precisa della basilica ravennate di S. Apollinare in Classe), posta un tempo in una casa del paese,nella notte tra il 19 e 20 gennaio 1498, versò vivo sangue dal braccio sinistro: il prodigio contribuì a far cessare discordie ed odi che laceravano la comunità. L’immagine fu quindi collocata nella Basilica ed inserita in una sontuosa ancona d’altare in legno di tiglio intagliata da una bottega fiorentina (1695).
Tornando alla Madonna Bassanese l’iconografia rappresentata è certamente ispirata alla “Madonna del sangue”, ma il tema è sviluppato in una maniera del tutto originale ad alto contenuto esoterico, probabilmente non destinato al culto popolare e forse in collegamento con le scuole rosacrociane, leggendario ordine segreto che sarebbe nato nel XV secolo e la cui conoscenza venne diffusa nel XVII secolo, associato ai simboli della rosa e croce. La Madonna si farebbe carico della purificazione del pensiero, in quanto redentrice, insieme al Signore, e portatrice di salvezza. Anche il cartiglio, che in chiave cattolica si può interpretare che nel ventre di Maria sta l’opera compiuta del Padre, ossia il figlio Gesù Cristo, per lo psicologo Massimo Marinelli avrebbe un valore più misteriosofico, la Madre divina che partorisce l’Opera del Padre, cioè il Logos o Verbo, a cui si riferisce l’evangelista Giovanni. Dal grembo della Madre, cioè il vuoto originario, viene creato, in virtù del pensiero e della parola, entrambi espressioni del Logos, tutto ciò che esiste, vale a dire energia, materia, natura, uomini, gerarchie angeliche e Trinità.
Intorno alla Sacra Tela, successivamente consacrata nella Chiesa Melchita di San Basilio in Roma, è stata costituita L’Associazione “Madonna dei debitori” , su iniziativa anche del padre gesuita Ernesto Santucci, scomparso nel la Madonna del sangue di Bagno di Romagna2021, che si occupa di raccogliere fondi via internet anche per persone che per ragioni motivate non possono pagare i loro debiti.
Il nuovo messaggio Mariano, non appena è stato diffuso su internet, ha attratto l'attenzione di migliaia di persone, soprattutto da parte di persone che denunciano di vivere nella difficile situazione di debitori “senza via d’uscita”. Così, nel volgere di poco tempo, la Madonna dei debitori è diventata il vessillo di molti di coloro che si battono per sopravvivere alla crisi economica. L’Associazione “Madonna dei debitori” si è posta un obiettivo ''rivoluzionario'': l’indizione periodica di un giubileo fiscale per i debitori, in occasione del quale, lo Stato le banche e i singoli cittadini dovrebbero azzerare o ridurre almeno di un terzo i debiti a coloro che per ragioni obiettive e indiscutibili non sono in grado di onorarli. Inoltre l'associazione vorrebbe avviare una raccolta di fondi per aiutare le persone bisognose a estinguere i loro debiti con le banche. Un po' come avveniva nel Medioevo. Potrebbe sembrare un'invocazione di condono in salsa religiosa, ma per i promotori non sarebbe affatto così. A muoverli, a loro dire, sarebbe esclusivamente il ritorno a una forma di solidarietà che, oltre a liberare i debitori da una vera e propria schiavitù, permetterebbe all'economia di ripartire.
Gilberto Di Benedetto afferma che il nome "Madonna dei debitori" fu dato da Navarro Vals, già portavoce di papa Woitjla, nel 2009, quando andavano entrambi spesso a pregare presso la chiesa di Santa Teresa d’Avila a corso d’Italia a Roma. Un giorno lo psicologo nel salutare Navarro Vals alla fine della funzione religiosa gli chiese alcuni minuti di disponibilità per ascoltare la storia di un misterioso ritrovamento di questa Madonna che era stata sognata da una persona che aveva prestato Trecento mila euro mai restituiti dal suo debitore. La Madonna in sogno invitò a rimettere il debito del debitore affermando: "se tuo fratello non ti può pagare devi rimettere il debito". Particolarmente colpito nel sentire la storia, Navarro Vals invitò psicologo a chiamarla “la Madonna dei debitori”.

la Madonna dei debitori la Madonna dei debitori

la Madonna dei debitori la Madonna dei debitori la Madonna dei debitori

Il canale Youtube della Madonna dei Debitori


Padre Santucci: "Caro Papa, è necessario un Giubileo universale dei debiti" (interevento dell'8 ottobre 2020)
L’appello pubblico indirizzato a Bergoglio dal gesuita, ispiratore del movimento della "Madonna dei debitori" scomparso il 7 luglio 2021, autore del libro "Lo scarto"

"Caro Papa Francesco, chi le scrive è un suo confratello, di qualche anno più anziano di Lei. La mia vita è stata sempre a contatto con quelle persone che Lei giustamente ama chiamare 'gli scarti'. Ormai sono vecchio, ma da alcuni anni seguo con interesse il gruppo creatosi intorno all'icona della Madonna dei debitori. Apprezzo molto il lavoro che stanno facendo per individuare e curare il cancro del millennio: il debito, originato dalle sequenze monetarie private, in mano a bancari senza scrupoli".
Comincia così l’appello pubblico indirizzato a Papa Francesco dal gesuita Padre Ernesto Santucci, autore del libro "Lo scarto".
"Partendo dal testamento del teologo Jacques Maritain e dalla crisi permanente di una società dove oggi esiste solo un euro in circolazione per ogni sei euro di debito, tra pubblico e privato - spiega Padre Santucci - mi viene alla mente la necessità di un Giubileo all’antica, un giubileo universale di tutti i debiti, come suggerito da tempo da tanti economisti tra cui il prof. Michael Hudson. Questo giubileo è reso ancora più necessario dalla crisi della pandemia che, se anche ci costringe a mascherarci, ci offre un’opportunità per una riflessione più profonda. Il vero malessere che ci opprime è dovuto al fatto che la società ha un cancro terribile: lo stadio terminale del capitalismo quando alla trinità la gente sostituisce il Dio quattrino, l’unico che apparentemente permette loro di godere appieno dei diritti civili (cibo, vestiti, casa, bollette, etc.)".
Per il gesuita, dunque, se si vuole "tentare un’alternativa occorre pensare innanzitutto a togliere l’angoscia della precarietà dovuta al debito, un debito inestinguibile moralmente e matematicamente, che mette l’uomo contro l’uomo, senza speranza di vittoria comune. E dico moralmente perché alla luce degli studi del gruppo della Madonna dei Debitori, si è rivelato che le banche creano denaro dal nulla senza contabilizzarlo, e per questo mimano continuamente di essere sull’orlo del fallimento invocando aiuti perenni da uno Stato ignaro o complice. Il mondo è quindi diviso in due, tra veri rovinati e quelli che simulano la rovina per ottenere ulteriori concessioni, i banchieri-dittatori".
Più in là, nel suo appello a Papa Bergoglio, Padre Santucci aggiunge: "La Chiesa si trova di fronte a un bivio: o è parte della soluzione o rimane parte del problema. Un’alternativa drastica, prima dell’avvento prossimo della moneta di Banca centrale, è quella di creare una moneta cristiana per dare al Cesare di Francoforte l’euro che è il suo, e dare al popolo di Dio una moneta libera dal debito usuraio (oggi costerebbe veramente poco realizzarla, specie se si è ancora creduti). Ma se questa soluzione fosse troppo ardita, o troppo coraggiosa, si scelga almeno la strada del giubileo dei debiti. Poco importa quanto seguito avrà nell’immediato, l’importante sarebbe già annunciarlo! Francamente, non fare niente sarebbe facilitare la presa demoniaca della genìa di banchieri che stanno spremendo il pianeta di tutte le risorse, senza ottenere, per il danno che fanno, un beneficio equivalente".
Infine, il gesuita conclude: "Mi appello alla Sua Saggezza per valutare l’opportunità migliore e prendere l’iniziativa. Ritengo che suo intervento in proposito potrà essere molto utile alla causa. Lo Spirito Santo illumini le sue parole. Tante povere persone, schiave dell'usura, potranno ritornare ad avere serenità e pace. Mi benedica. Saluto cordialmente, Suo fratello in Cristo Padre Ernesto Santucci S.J".

Nella tradizione cattolica il Giubileo è un grande evento religioso. E' l'anno della remissione dei peccati e delle pene per i peccati, è l'anno della riconciliazione tra i contendenti, della conversione e della penitenza sacramentale e, di conseguenza, della solidarietà, della speranza, della giustizia, dell'impegno al servizio di Dio nella gioia e nella pace con i fratelli. L'anno giubilare è soprattutto l'anno di Cristo, portatore di vita e di grazia all'umanità.
“GIUBILEO E REMISSIONE DEL DEBITO: ANTICHE ISTITUZIONI SOCIALI E FINANZA MODERNA” (Michele Grillo 2016)


La Madonna dei Debitori: una “speranza” contro il debito PROGETTO_ITALIANEWS a firma di Roberto Cristiano
Su Facebook 44mila 'mi piace', arriva la Madonna dei Debitori e la prima canzone ADN Kronos
Svelati i misteri del nome della miracolosa “Madonna dei Debitori”… Enigma sull’origine del nome attribuito a Navarro Vals?
La strana Madonna dei debitori Intervista a Gilberto Di Benedetto sull’icona mariana trovata in una grotta a Bassano Romano L'Indro
Sdebitalia donera’ la Madonna dei debitori a Mario Draghi
La Madonna dei debitori e norme fiscali


La Madonna dei debitori fu trovata a Bassano Romano in una grotta (così vengono chiamate le cantine in tufo di Bassano Romano) da Gilberto Di Benedetto, appartenuta alla famiglia Valle, dalla cui sono prevenuti diversi cappellani della Chiesa Maria Santissima Assunta sulla Piazza di Bassano (collegata attraverso una loggia alla Villa Giustiniani). Sono ancora oggetto di ricerche e di riscontri storici, se la tela della "Madonna dei debitori" appartenesse alla famiglia Giustiniani, originaria di Genova e Signori della "terra di Bassano" dal 1595 al 1854 e se in qualche modo facesse parte della Collezione del Marchese Vincenzo (Chios-Grecia 13 settembre 1564 - Roma, 27 dicembre 1637) o dei suoi successori. Sappiamo che l'iconografia Mariana era molto cara al Marchese tanto che ne riprodusse ben sei "Madonne" nel secondo volume della sua Galleria Giustiniana che raccoglieva le incisioni dei reperti classici della sua collezione oltre ad alcuni dipinti.
Non ci deve nemmeno sorprendere il nesso tra Vincenzo Giustiniani e la particolare iconografia della "Madonna dei debitori". Il marchese fu una figura emblematica della cultura umanistica, quando Roma visse una sorta di secondo Rinascimento nei primi trenta anni del Seicento, e lui ne fu un altissimo esponente. Oltre ad essere devotissimo, è un personaggio erudito e dotto, incline ad accogliere senza pregiudizi, le novità culturali della sua epoca.  Nell'inventario della sua biblioteca (riportati nell'inventario redatto nel 1638 alla sua more) oltre a trattati filosofici d'impostazione neostoica, compaiono volumi di astrologia (come i testi: di Alessandro De Angelis, un Discorso Astrologico sopra l’anno 1625, un Ragionamento Astrologico di Gherardo Ghirardelli e un Discorso Astrologico delle mutationi de tempi di Giovanni Bartolino), scienze naturali, materia occultistica (il Marchese possiede un volume sulle profezie di Nostradamus) ed esoterica, tema alchemico e cabalistico, sull’interpretazione del mondo onirico, metalli, chimica, fisiognomica, medicina, zoologia, molti di geografia e periegesi (dall’Estremo Oriente al Nuovo Mondo), sui geroglifici, trattati filosofici. Il Marchese è aggiornato sulle scoperte di Galilei: conosce il Dialogo sui massimi sistemi e, dopo l’abiura, lo incoraggia a pubblicare le sue ricerche sul moto. Inoltre questa passione per la cultura scientifica trova conferma anche negli affreschi presenti nel palazzo di Bassano. La volta della "Galleria" dipinta da Francesco Albani raffigura pianeti, costellazioni e segni zodiacali. La composizione iconografica delle grottesche affrescate nelle stanze delle stagioni suscita, invece, sensazioni esoteriche ed occulte.


Ultime conseguenze dello spirito individualistico nella vita economica sono poi quelle che voi stessi, venerabili Fratelli e diletti Figli, vedete e deplorate; la libera concorrenza cioè si è da se stessa distrutta; alla libertà del mercato è sottentrata la egemonia economica; alla bramosia del lucro è seguita la sfrenata cupidigia del predominio; e tutta l'economia è così divenuta orribilmente dura, inesorabile, crudele. A ciò si aggiungono i danni gravissimi che sgorgano dalla deplorevole confusione delle ingerenze e servizi propri dell'autorità pubblica con quelli della economia stessa: quale, per citarne uno solo tra i più importanti, l'abbassarsi della dignità dello Stato, che si fa servo e docile strumento delle passioni e ambizione umane, mentre dovrebbe assidersi quale sovrano e arbitro delle cose, libero da ogni passione di partito e intento al solo bene comune e alla giustizia.
Pio XI, enciclica Quadrigesimo annus p. 109, 15 maggio 1931

I firmly believe in the principle that an individual debtor should at all times have access to the creditor; that he should have opportunity to lay facts and representations before the creditor; and that the creditor always should give courteous, sympathetic and thoughtful consideration to such facts and representations. "This is a rule essential to the preservation of the ordinary relationships of life. It is a basic obligation of civilization. It applies to Nations as well as to individuals.
("Credo fermamente nel principio che un singolo debitore dovrebbe sempre avere accesso al creditore; che dovrebbe avere l'opportunità di esporre fatti e dichiarazioni davanti al creditore; e che il creditore dovrebbe sempre prendere in considerazione in modo cortese, comprensivo e premuroso tale fatti e rappresentazioni. "Questa è una regola essenziale per la conservazione dei rapporti ordinari della vita. È un obbligo fondamentale della civiltà. Si applica alle Nazioni così come agli individui).
Message to Congress on the Payment of War Debts. Franklin D. Roosevelt Presidente degli Stati Uniti



la mia foto

homepage dei Giustiniani di Genova