NOTIZIE ARALDICHE E VICISSITUDINI STORICHE DELLE FAMIGLIE DI ORIGINE GENOVESE A CHIOS DOPO IL 1566

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Base di partenza per un esame storico sulla nobiltà Chiota è il lavoro di Philip Pandély Argenti, Libro d’oro de la Noblesse de Chio due tomi Notis historiques (164 pag.) e Arbres généalogiques (326 pag.) donati con il resto dell’opera dell’autore alla Biblioteca della Accademia Ligure delle Scienze e Lettere di Genova nel 1991.
La mancanza di un libro sul patriziato Chiota ha spinto Argenti ha comporre questa sorta di Libro d’Oro.
Lo spunto è stato il ritrovamento di un “evangeliaire” di proprietà della famiglia Mavrogordato-Scarlato dove dal XVIII ai giorni nostri erano annotati la genealogia di questa famiglia e delle altre presenti a Chio a quel tempo.
Nell’eleco erano riportate anche le 37 famiglie nobili chiote suddivise nella gerarchia per cui le primi cinque casate costituivano la “Pentada” (P), le successive dodici la “Dodèkada” (D) le altre venti erano semplicemente incluse nel ceto nobile.
Di queste 37 componenti l’aristocrazia dell’isola dopo la fine del dominio dei Giustiniani mel 1566, 7 sono ancora della stirpe Genovese: I casanova, ramo dei Fieschi de Caneto, i Castello, o de Castro, branca dell’albergo Giustiniani, i Grimaldi, i Negroponte, discendenti diretti di Cattaneo-Zaccaria, i Pateri, i Prassacachi e i Salvago. A questi altre due famiglie chiote che risultano ascritte al Patriziato Genovese: gli Argenti, aggregati all’albergo Gentile nel 1532 ed i Coressi, poi Calvocoressi , ascritti all’albergo Calvi nel 1537.
Lo studio dell’Argenti si riferisce soprattutto ai secoli XVII-XIX consentendo una memoria storica per i discendenti degli antichi e nobili mercanti genovesi insediati nell’isola.

La nobiltà Chiota era così composta:

  1. Agelasto (D), di origine bizantina con genealogia dal 1700 che raccoglie 248 discendenti.
  2. Argenti (P) di origine Genovese con i rami Nomikoi, Chadzi-Lèonidi e Chochlakas, con genealogia comprendente 212 discendenti a partire dal 1511.
  3. Avierino di origine ellenica con genealogia dal 1580 che comprende 103 discendenti.
  4. Calouta, o Calauda di origine bizantina
  5. Calvocoressi (D) originari dai Coressi distinti nei rami Muzzala e Staphylà, con genealogia iniziante avanti al 1600 con 439 discendenti
  6. Carali, discendenti dai Coralli
  7. Casanova, con genealogia di 62 discendenti a partire da prima del 1750.
  8. Castelli, o Castello, o De Castro
  9. Chyssoveloni, giunti a Chio da Costantinopoli nel XVII secolo con genealogia dal 1570 comprendente 65 discendenti oltre ad altri 34 a partire dal 1740 del ramo Marakanava.
  10. Condostavlo, o Condostavio (=Contestabile) (D) di origine bizantina distinti nei rami Katramada e Kalaroni con genealogia che inizia avanti il 1730 e comprende 101 discendenti.
  11. Coressi (D) di origine bizantina, la cui genealogia comprende 62 membri a partire dal 1558.
  12. Damala, originari dei baroni di Damala
  13. Franghiadi, o Frangia, originari del Peloponneso con genealogia di 97 discendenti a far data dal 1750.
  14. Galati (D), di origine bizantina provenienti dall’Asia Minore distinti nei rami Sikanòn e Foua, con genealogia di 275 discendenti a far data 1640.
  15. Grimaldi.
  16. Massimo o Maximo, con 84 membri della sua genealogia a partire dal 1570.
  17. Mavrogordato o Mavrocordato o Maurocordato (P), di origine greco-rumena, divisi nei rami Vitella, Lakana, de Nicola, Siphouni e Scarlati con ampia genealogia comprendente 720 persone a partire dal 1547.
  18. Negroponte (D) con genealogia di 316 discendenti con inizio prima del 1530.
  19. Paspati, provenienti dalla provincia di Caramania in Asia minore con genealogia di 79 discendenti a far data aventi il 1750.
  20. Paterii, o Paterio.
  21. Petrocchino (P) provieniti da Costantinopoli distinti nei rami Harmatolòs e Katsaròs, con genealogia comprendente 538 discendenti dal 1620.
  22. Prassacachi (D) con genealogia di 107 discendenti dal 1620.
  23. Ralli (D) presenti alla caduta dell’impero di Bisanzio divisi nei rami Chaviarà con genealogia di 484 discendenti con inizio avanti il 1720, Pitsis con genealogia di 340 discendenti con inizio avanti il 1715 e Spechlis con genealogia di 86 elementi dal 1718.
  24. Rodocanachi (P) di origine bizantina le cui genealogia sono di 513 discendenti dal 1536 per i rami Vlachou e Mèrelè, 76 dal 1770 per il ramo Sakoleva e 35 da prima del 1780 per il ramo Sepsis.
  25. Roidi, di possibile provenienza greca, con genealogia di 188 discendenti da avanti il 1715.
  26. Salvago con 104 discendenti da prima del 1670.
  27. Scanavi con 156 discendenti che iniziano prima del 1680.
  28. Scaramanga (D) di origine bizantina distinta nei rami Makarana, Caloupa e Coco, con genealogia che principia dal 1560 e raccoglie 323 discendenti.
  29. Schilizzi (P) di origine bizantina, dalla Tracia in Asia Minore distinta nei rami Arabà, Orphanoi, Karapiperi e Misè o Iatri, con genealogia che comprende dal 1590, 445 discendenti.
  30. Sechiari, di probabile origine Modenese con 134 discendenti con inizio dal 1680.
  31. Sevastopoulo (D), di origine bizantina con genealogia prima del 1682 con 179 discendenti
  32. Sgouta con genealogia che raccoglie, dal 1574, 90 personaggi.
  33. Vlasto, di origine bizantina con presenze anche nell’isola di Creta, con genealogia che ha principio intorno al 1700 ed enumera 220 discendenti.
  34. Vouro (D), provenienti dalle isole di Rodi e Creta, distinti nei rami Maloukatou e de Cosis con genealogia comprendente 207 membri dal 1500.
  35. Ziffo provenienti dall’isola di rodi la cui genealogia inizia prima del 1720 con 125 discendenti.
  36. Zizinia con genealogia di 101 discendenti dal 1730.
  37. Zygomala con genealogia iniziante nel 1498 con 172 discendenti.


I libri oltre a descrivere minuziosamente gli alberi, indicano anche le proprietà possedute nell’isola che costituiscono i loro “simboli” e non la loro proprietà “produttiva”.
La nobiltà Chiota “formate dall’unione degli abitanti dell’isola con stranieri (principalmente Italiani)” danno luogo ad una comunità internazionale e cosmopolita che viaggiano in tutto il mondo creando importante società commerciali.
Fin dai Giustiniani, fu applicata la concezione pragmatica delle leggi civile e tributarie delle consuetudini mercantili Genovese con una parsimoniosa distribuzione dei privilegi a tutti i componenti delle diverse casate dirigenti: genovesi, greche, bizantine, ecc.anche con matrimoni misti tra i diversi gruppi etnici.sempre volti a favorire le attività commerciali, ponendo quelle basi di una crescita di un ceto dirigente multinazionale.


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Gli orizzonti aperti. Profili del mercante medievale , a cura di G. Airaldi, Torino 1997 © degli autori e dell'editore. (Indice. - Gabriella Airaldi, Introduzione. Per la storia dell’idea di Europa: economia di mercato e capitalismo. - Jacques Le Goff, Nel Medioevo: tempo della Chiesa e tempo del mercante. - Roberto S. Lopez, Le influenze orientali e il risveglio economico dell’Occidente. - Eliyahu Ashtor, Gli ebrei nel commercio mediterraneo nell’alto medioevo (secc. X-XI). - Abraham L. Udovitch, Banchieri senza banche: commercio, attività bancarie e società nel mondo islamico del Medioevo. - Nicolas Oikonomides, L’uomo d’affari. - Armando Sapori, La cultura del mercante medievale italiano. - David Abulafia, Gli italiani fuori d’Italia. - Gabriella Airaldi, Modelli coloniali e modelli culturali dal Mediterraneo all’Atlantico. - Jacques Heers, Il ruolo dei capitali internazionali nei viaggi di scoperta nei secoli XV e XVI. - Gabriella Airaldi, L’eco della scoperta dell’America: uomini d’affari italiani, qualità e rapidità dell’informazione)

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