LA VITA AMMINISTRATIVA DEI GIUSTINIANI A CHIOS
Il rapporto tra la Repubblica di Genova ed i Giustiniani venne codificato in modo che la
Maona assumesse tutti i compiti dell'amministrazione e della difesa del territorio di
Chios, delle due Focee e di alcune isole del gruppo delle Sporadi: Samo, Icaria, Eussa,
Santa Panagia, mentre la sovranità generale e i rapporti con gli Stati esteri, la
giurisdizione civile, compresa la nomina di podestà e castellani, previo accordo con la
Maona, rimanevano nelle mani della Repubblica.
I proventi commerciali e fiscali erano tutti devoluti alla Maona fino al raggiungimento
del debito contratto con la Repubblica valutato in prima istanza in 200.000 lire genovine
che avrebbe dovuto essere restituito in venti anni, ma che di fatto non lo fu mai.
Nell'atto di investitura della Maona la repubblica aveva introdotto una serie di
considerazioni che giustificavano l'occupazione di quei territori in base alla necessità
di difendere dai Turchi la cristianità.
Costumi genovesi a Chios nel XV secolo.
Tratto da P.P. Argenti "The custumes of Chios. Their development from the XVth
century to the XXth century"
La maona portò quindi avanti la sua attività di sfruttamento e controllo
dell'isola di Chios assegnando vari compiti di governo locale ai suoi fondatori che
avevano preso tutti il cognome di Giustiniani.
Iniziarono un importante opera di colonizzazione favorendo l'ingresso di famiglie Genovesi
a cui venivano assegnate case e terreni con l'obbligo di assumervi la residenza stabile
(non potevano allontanarsi per più di un anno).
La manodopera corrente era assunta localmente utilizzando anche i profughi, fuggiaschi dai
territori occupati dai turchi sulla terraferma.
Si valuta che queste attività nei periodi più floridi rendessero almeno 80.000 lire
genovine all'anno.
Dal punto di vista amministrativo, vediamo ora come era strutturata la Maona dei
Giustiniani.
La convenzione con la vecchia Maona nel 1347, rimase in pratica in vigore fino al 1566.
Lalto dominio civile e penale delle isole era riservato a Genova che nominava per
lesercizio di questi diritti un podestà, lunico doriente dipendente
direttamente da Genova, mentre gli altri dipendevano tutti da quello di Pera.
Tale podestà era scelto tra una lista di 20 popolani redatta da Genova e presentata alla
Maona che a sua volta ne selezionava sei. Tra questi sei Genova sceglieva il podestà che
restava in carica per un anno. Dal 24/1/1558 tale carica passò a quattro anni. Nel 1529
il diritto di scelta fu ristretto tra i nobili iscritti al 1528 nei 28
alberghi riformati della repubblica Genovese.
A lui era subordinato il Castellano di Scio, comandante della cittadella e
della milizia dellisola. Nominato da Genova su una lista di sei popolani scelti
dalla Maona.
Il podestà ed il suo consiglio sceglievano il podestà e il castellano di Focea Nuova e
Focea Vecchia.
Il dominio utile, dellisola spettava ai Giustiniani, associati nella
Maona.
Abbiamo ricordato che la Maona (nuova) nasce il 14/11/1362, si rinnoverà come
albergo il 21/1/1373 per altri 20 anni ed il 10/2/1391 per altri 25 anni, alla
data dei quali il 21/9/1418 divenne perpetua.
Il numero originario delle quote era di 12 e 2/3, ogni azione
(duodeno) era divisa in 3 (Karatti grossi) divisi a loro volta in 24 altre parti (Karatti
piccoli), per un totale di 38 karatti grossi e 304 piccoli. Tutti titoli negoziabili e
trasmissibili agli eredi.
Il numero complessivo dei partecipanti alla maona Giustiniani nel 1566 era di oltre 600.
Specie nei primi anni della Maona le quote vennero più volte compravendute. In allegato
un atto del notaio Paulus Savina
del 19 maggio 1381, che testimonia possessori e titolarietà.
Ecco lelenco delle famiglie che possedevano i 12 e 2/3 quote delle
azioni al 1497:
1 ) 1 duodeno ai CAMPI
2 ) 1 duodeno ai CAMPI
3 ) 1 duodeno ai ROCCA
4 ) 1 duodeno ai GARIBALDI
5 ) 1 duodeno ai BANCA
6 ) 1 duodeno ai RECANELLI
7 ) 1 duodeno ai LONGO
8 ) 8 karatti piccoli ai SAULI
8 karatti piccoli ai GIUSTINIANI
6 karatti piccoli agli ADORNO
9 ) 19 karatti ai LONGO
1 karatto piccolo agli ADORNO
3 karatti piccoli ai CAMPI
10) 20 karatti piccoli ai PATERII
1 karatto piccolo ai GIUSTINIANI
11) 18 karatti piccoli ai FURNETTO
1 karatto piccolo agli ADORNO
1 karatto piccolo ai CICERO
4 karatti piccoli ai SAULI
12) 22 karatti piccoli ai FURNETTO
2 karatti piccoli ai PATERII
13) 6 karatti ai PATERII
6 karatti piccoli ai FRANCHI
6 karatti piccoli ai DE PAOLO
6 karatti piccoli ai GIUSTINIANI
Chios - Palazzo Giustiniani sede del museo di storia antica
Le decisioni fondamentali erano prese sulla base delle 13 quote originali.
La Maona aveva un Consiglio grande ed un Consiglio piccolo dei
quaranta.
Ciascuna azione aveva un voto. Ciascun karatto piccolo rappresentava 1/24 di voto.
9 era il numero legale per le novità. 10 per abrogare i decreti vigenti a
Scio.
In base alla divisione in tredicesimi, si dividevano oltre agli utili, le castellanie, i
capitanati, le scrivanie e tutti gli impegni pubblici.
Gli incari erano assegnati su una programmazione di una certo numeri di anni per
estrazione a sorte, con la disposizione che nessun Maonese potesse ricoprire lo stesso
incarico per due anni consecutivi.
Nel XV secolo, quando gli affari della Maona non erano molto floridi, tale prassi fu
sostituita dalla vera e propria vendita delle cariche al miglior offerente, ma
dal 24/11/1495 si ripristinò lantica usanza mediante il riparto a sorte per una
serie di 26 anni.
Oltre ad alcuni consiglieri ed al podestà, a Genova gli interessi dei
Giustiniani erano rappresentati da sei governatori (aumentati a 9 dal 19/11/1476) che
esercitavano il loro ufficio a turno.
Focea Vecchia era infeudata alla Maona, governata dai Gattilusi di Lesbo.
Focea Nuova ebbe diversi governatori: Pietro Recanelli (1364-1391), Raffaello Paterio
(1391-1395), Tommaso Paterio (1395-1405), Giovanni Adorno (1405-1424), Percivalle
Pallavicini (1425-1427), Enrico Giustiniani-Longo (20/9/1427 - 1437), Francesco Drapperio
(1437-1447) ed infine lultimo governatore Paride Giustiniani- Longo figlio di Enrico
dal 1447 al 1455 anno della conquista Turca.
Le finanze tranne un breve periodo nel XV secolo furono sempre molto floride, tali da
pagare sia i tributi a Genova che ai Turchi, sia da garantire un cospicuo utile annuo.
Le forze militari dellisola oscillavano tra i 300 e gli 800 uomini più un certo
numero di mercenari.
Oltre la cittadella cerano 36 siti tra castelli e rocche fortificate.
I quindici castelli di Scio oltre la Cittadella erano: Colla, Calomoti, Cardamile,
Lamista, Late, Lecovere, Melanete, Pannuccelli, Perparea, Pigri, Pitio, SantElena,
S.Giuliano, Valisso (il più fortificato) e Vigo.
Lisola di Scio aveva un proprio vescovo autonomo, il primo fu Manfredo de Coronato
nel 1363 i successivi furono tutti o dei Pallavicini o dei Giustiniani fino al 1879
(Ignazio Giustiniani).
Lisola aveva numerose Chiese, conventi ed ospedali. Uno di loro era anche a Roma per
i Maonesi indigenti, fondato nel 1530 dal vescovo Benedetto Giustiniani.
La famiglia ha vantato oltre a uomini di Chiesa, anche uomini darte, citiamo
Andreolo Banca (1385-1456) autore della storia in versi latini della guerra contro Venezia
del 1431, suo figlio Angelo Banca, Leonardo Garibaldi, latinista e vescovo di Lesbo morto
nel 1482, Girolamo Giustiniani (1544-1600) autore di una storia di Scio, il latinista
Alessandro Giustiniani (nato nel 1515) ed il botanico Francesco Giustiniani.
La popolazione di Scio nel XV secolo oscillava tra i 90.000 e i 120.000 abitanti, avendo
un costante incremento con i cristiani fuggiti dai serragli turchi o riscattati dalla
Maona.
Il ceto dominante, la prima classe, erano i Giustiniani con i loro famigliari.
Poi venivano, come seconda classe, i Burgenses, di sangue latino, quasi tutti
genovesi, per lo più commercianti o piccoli latifondisti. per conquistarsi posti di
rilievo avevo come unica strada quella di imparentarsi con i Giustiniani (tra loro le
famiglie Paterio, Navone, Sanginbene, Campanaro, Ciprocci, Cavallini, Coresio).
Al terzo livello gli Arconti Greci, la popolazione di sangue Greco per lo più
dedica a piccoli commerci.
Al quarto livello tutte le persone di origine greca dedite ai lavori servili, nelle cave
di mastice e nellagricoltura.
Al quinto livello gli ebrei, dediti per lo più allusura, costretti a vivere nel
ghetto (potevano uscire solo durante la settimana Santa), ed a portare un cappello giallo,
oltre a fare in certi momenti dellanno atto di sudditanza e sottomissione ai
Giustiniani.
Al sesto livello i forestieri non residenti nellisola.
Per quanto riguarda lo stato d'animo dei componenti della Maona si nota che essi non si
consideravano coloni provvisori con l'idea fondamentale di ritornare in patria non appena
raggiunta la prosperità economica. Al contrario si consideravano a tutti gli effetti
cittadini Scioti, pur non dimenticando la loro origine, tanto che le loro case portavano
gli stemmi Giustiniani.
I Giustiniani usavano per le scritture locali una curiosa lingua che era il greco scritto
in caratteri latini che i greci chiamavano "FRANCHIOTICO". Esempi
di questa lingua si trovano ancora in alcuni istituti religiosi dell'isola.
I PODESTA DI CHIOS DURANTE LAMMINISTRAZIONE GIUSTINIANI
1696, Isolario, Vincenzo Maria Coronelli
Nuclei famigliari da Genova a Chio nel
quattrocento
Il questo link uno studio di Laura Balletto su come i Giustiniani seppero interessare allo
sviluppo dei commerci di Chios anche i nativi isolani, che si sentirono così
gradualmente, per così dire, genovesizzati, anche attraverso vincoli familiari. Oltre a
tutto ciò, lisola di Chios divenne ben presto meta dun notevole afflusso
immigratorio, che vide arrivare in loco non solo gente proveniente da Genova e dalla
Liguria, ma altresì da altre regioni italiane ed anche extra italiane. Ed uno degli
elementi che caratterizzò questa immigrazione - e che storicamente appare fra i più
importanti ed interessanti - è rappresentato dallafflusso nellisola di Chio
di più membri di un medesimo gruppo familiare, i quali talvolta, dopo un certo tempo,
rientrarono in patria e talvolta, invece, restarono colà vita natural durante, vi
defunsero e vi vennero sepolti. Gli esempi che, circa questo fenomeno, si possono trarre
dalla lettura di anche soltanto una parte dei numerosissimi atti notarili pervenutici,
redatti da notai genovesi e/o liguri nellisola di Chios nel Quattrocento, sono molti
e si riferiscono ai più diversi livelli della scala sociale.
IL COMMERCIO DEL MASTICE SOTTO LA MAONA GIUSTINIANI
Come abbiamo più volte ricordato, il ruolo principale della Maona Giustiniani era quello
dello sfruttamento del comemrcio del mastice nell'isola di Chios.
La Maona operava in un vero regime di monopolio. Parte dei profitti venivano comunque con
aliquote ben precisate stabilite secondo l'annata a difesa dell'isola.
Abbiamo visto che furono stipulati vari contratti di sfruttamento con il Governo della
Repubblica Genovese. Al pari furono stipulati contratti con Aziende e commercianti di
tutta il versante orientale del Mar Mediterraneo: Cipro, Rodi, Costantinopoli,
Alessandria, porti della Grecia e della Siria.
A curarne la vendita dei veri e propri agenti che lavoravano al servizio dei Giustiniani.
I Giustiniani a volte per proteggere il prezzo del mastice, bruciavano le eccedenze quando
c'era sovraproduzione.
Rivestendo un importanza vitale, severe erano le pene per i ladri di mastice. Per esempio
per il furto di meno di 10 litri di mastice (pari a 2 chili di prodotto) era prevista una
forte multa e per chi non era in grado di pagarla, l'amputazione di uno dei due orecchi.
Per il furto dai 10 ai 25 litri, la marcatura a caldo con un ferro rovente sulla fronte.
Tra i 25 e i 40 litri , il taglio del naso e dell'orecchio destro. Oltre 200 litri o in
caso di recidività l'impiccaggione.
Pene analoghe erano previste anche per i ricettatori di partite di mastice rubate.
Ricompense erano previste per gli informatori. Kyriakus Pitsiccoli, scrittore Genovese
dell'epoca, riporta un proverbio "se desiderate vivere a Chios, proteggete il
mastice e non rubatelo mai".
Nell'isola era prevista una struttura amministrativa ben organizzata con impiegati
incaricati dello stoccaggio del prodotto, contabili e procacciatori di noli per il
trasporto del prodotto.
Le attività di estrazione del prodotto e raffinamento erano supervisionate da
"potestà".
IL MASTICE DI CHIOS
Il mastice (masticha in greco) è il prodotto tipico
dellisola. In particolare lo si produce nel sud dellisola in 24 villaggi nella
regione della Matichicoria (villaggi del mastice).
Il prodotto ha una denominazione di origine controllata (D.O.P.) come gomma e
può essere prodotto soltanto nellisola di Chios.
Lassociazione produttori del mastice Enosi Mastikhoparagogon Khiou
(Union of Khios mastic producers) indirizzo Monomakhos 1, nella Chora.
Un vecchia tradizione di Chios fornisce una spiegazione sul fatto che soltanto il lentisco
di Chio produca il prezioso Mastice e il perchè tutti i vari tentativi di produrlo
altrove effettuati dagli antichi Romani ai gorni nostri siano andati falliti.
Il 14 maggio dellanno 249 dopo Cristo sotto le persecuzioni cristiane
dellimperatore Decio, fu martirizzato San Isidoro soldato romano convertito
proveniente da una famiglia pagana. Accettò il martirio pur di non abiurare la Fede. Fu
trascinato legato per una mano e per un piede ad un cavallo selvaggio dalla Chora a
Neochori nel sud del paese, attraverso le foreste di lentisco.
Gli alberi come per miracolo, piansero alla visione della sua sofferenza, testimoni
pingenti e silenziosi della sofferenza del giovane cristiano.
Così spiegano il perché lo stesso albero il lentisco, che esiste in molti altri luoghi
del mediterraneo, produca lacrime di mastice solo a Chios.
Un'altra leggenda parla della sua diffusione. Il suo odore penetrante prodotto dai fiori
stregò la figlia del sultano Medjit: costui, alla fine del 700 ne ordinò la coltivazione
estesa di questa pianta su tutta l'isola e da allora Chios rimase nota come l'isola del
mastice (mastiha).
Oggi il clero utilizza il mastice anche nellincenso e nella preparazione
dellOlio Santo cresimale.
Più prosaicamente la scienza ha cercato la spiegazione di questa singolarità nelle
particolari condizioni climatiche della regione e nelle caratteristiche del suolo e nella
probabile presenza di correnti geotermiche legate alla natura vulcanica di Chios.
Il mastice deriva dalla pianta del Lentisco (Pistacia lentiscus Chia o latifolia)
della famiglia delle Anacardiacee. E un arbusto che cresce fino a 1 m di altezza. Le
foglie, che rimangono verdi tutto l'anno, sono coriacee e lisce. Il frutto è una bacca,
rossa o nera, delle dimensioni di un pisello. Originario delle isole della Grecia è ora
diffuso in tuta larea mediterranea, coltivato nei terreni secchi, tra carrubi o
lecci.
La parte utilizzata è la resina e le foglie raccolte in luglio-settembre praticando delle
incisioni sul tronco e sui rami: la resina che fuoriesce si rapprende all'aria sotto forma
di masserelle tondeggianti. Si presenta sia lacrime sia in pezzatura piccola di colore
giallastro tra il trasparente e lopaco, con un odore caratteristico.
La densità è di 1,06 e il suo punto di fusione e tra i 60 e 110 gradi, lacidità
tra 50 e 70.
La resina si lava delicatamente per asportare le impurità raccolte alla superficie,
quindi si essicca e si conserva in scatole di legno.
Il suo gusto è leggermente dolciastro, è utilizzato nellalimentazione (gomma da
masticare, aromatizzatore di bevande e gelati, liquori), nella cosmetica e nella
farmacologia.
Il mastice alimentare ha proprietà astringenti ed aromatizzanti oltre ad essere una
sostanza adesiva naturale.
Il Mastice contiene un acido aromatico e un'essenza ricca di pinene. Masticato diventa una
pasta malleabile come la cera, che aderisce ai denti. Grazie alla sua azione
antinfiammatoria e antisettica, combatte la piorrea e la gengivite (infiammazione delle
gengive). E' utile nella cura della paradontosi (infiammazione dei tessuti di sostegno del
dente), che è la principale causa della caduta dei denti. Inoltre, profuma l'alito,
producendo una sensazione di freschezza e di pulizia. Si utilizzano, al pari del mastice,
per sciacqui eseguiti con il decotto, per disinfiammare le gengive e rinforzare la
dentatura.
Il mastice viene utilizzato anche nella pittura. Disciolto a freddo o a caldo in essenza
di trementina fornisce un'ottima vernice finale per i dipinti a tempera e ad olio.
USO OMEOPATICO DEL MASTICE
Per le gengiviti, la piorrea e la paradontosi. Il mastice viene utilizzato masticato o in
pasta dentifricia.
Per i sciacqui utilizzare un decotto di foglie e fusti giovani (100 g per 1 litro d'acqua)
fino a un massimo di 5 volte al giorno.
LOUZO AROMATIZZATO AL MASTICE
Il Regolamento CEE N. 1576/89 del 29.51989, stabilisce le regole generali relative alla
definizione, alla designazione e alla presentazione delle bevande spiritose.
Per essere denominata ouzo la bevanda spiritosa aromatizzata con anice deve: essere
elaborata esclusivamente in Grecia; essere ottenuta dalla combinazione degli alcoli
aromatizzati per distillazione o macerazione, con l'impiego dei semi dell'anice ed
eventualmente del finocchio, del mastice derivante da un lentisco indigeno dell'isola di
Chios e di altri semi, piante e frutti aromatici; l'alcole aromatizzato per distillazione
deve rappresentare almeno il 20 % del titolo alcolometrico dell'ouzo.
Tale distillato deve: essere ottenuto per distillazione in alambicchi tradizionali
discontinui di rame di capacità uguale o inferiore a 1 000 litri, avere un titolo
alcometrico non inferiore a 55 % vol e non superiore a 80 % vol.
L'ouzo deve essere incolore, con un tenore di zucchero uguale o inferiore a 50 grammi a
litro.
SITI SUL MASTICE
Mastic Gum - Il sito ufficiale del Chios Gum Mastic
Growers Association, sicuramente il più completo in materia.
Saranti Mastic Gum
Greek
products: Il portale dei prodotti Greci
Le proprietà
antibatteriche e omeopatiche del mastice
TETTERIS Ouzo - The best
Chian Ouzo. Then again, that's a matter of taste.
Chios Chamber of Commerce (in
greco)
L'Europa alla fine del XV secolo
Altri argomenti collegati:
STORIA DELLISOLA DI SCIO PRIMA DEI
GIUSTINIANI
LA VITA AMMINISTRATIVA DEI
GIUSTINIANI A SCIO
LOCHIO DRITO DE LA CITÀ
NOSTRA DE ZENOA IL PROBLEMA DELLA DIFESA DI CHIO NEGLI ULTIMI ANNI DEL DOMINIO
GENOVESE. di Enrico Basso tratto da: Associazione di
studi storici militari
LE MONETE A CHIOS AL TEMPO DEI
GIUSTINIANI (Si ringrazia in particolar modo il Prof. Andreas Mazarakis per il suo
contributo alla stesura di questo paragrafo)
NOTIZIE ARALDICHE E VICISSITUDINI
STORICHE DELLE FAMIGLIE DI ORIGINE GENOVESE A CHIOS DOPO IL 1566
I Genovesi d'Oltremare i primi coloni
moderni (Michel Balard IL SECOLO XIX 29/4/2001)
STORIA DELLA CITTA DI GENOVA DALLE
SUE ORIGINI ALLA FINE DELLA REPUBBLICA MARINARA
Una pagina di storia importante ha visto come protagonista Pietro Giustiniani, Ammiraglio
della flotta dei Cavalieri di Malta e Gran Priore dellOrdine.
LA BATTAGLIA DI LEPANTO 7 OTTOBRE 1571
STORIA DI GENOVA E DEL REGNO DI
SPAGNA IN ITALIA DAL 1600 AL 1750
IL REGNO VENEZIANO DI MOREA E
LULTIMA GUERRA CRISTIANA CONTRO I TURCHI A SCIO DEL 1695
Pirati e pirateria nel Mediterraneo
medievale: il caso di Giuliano Gattilusio di Enrico Basso. Stampa in Praktika
Synedriou Oi Gatelouzoi tìs Lesbou, 9-11 septembríou 1994, Mytilini, a cura
di A. Mazarakis, Atene 1996 (Mesaionikà Tetradia, 1), pp. 343-371 ©
dellautore - Distribuito in formato digitale da Reti Medievali
Nuclei famigliari da Genova a Chio nel
quattrocento di Laura Balletto
Gli orizzonti aperti. Profili
del mercante medievale , a cura di G. Airaldi, Torino 1997 © degli autori e
dell'editore. (Indice. - Gabriella Airaldi, Introduzione. Per la storia dellidea di
Europa: economia di mercato e capitalismo. - Jacques Le Goff, Nel Medioevo: tempo della
Chiesa e tempo del mercante. - Roberto S. Lopez, Le influenze orientali e il risveglio
economico dellOccidente. - Eliyahu Ashtor, Gli ebrei nel commercio mediterraneo
nellalto medioevo (secc. X-XI). - Abraham L. Udovitch, Banchieri senza banche:
commercio, attività bancarie e società nel mondo islamico del Medioevo. - Nicolas
Oikonomides, Luomo daffari. - Armando Sapori, La cultura del mercante
medievale italiano. - David Abulafia, Gli italiani fuori dItalia. - Gabriella
Airaldi, Modelli coloniali e modelli culturali dal Mediterraneo allAtlantico. -
Jacques Heers, Il ruolo dei capitali internazionali nei viaggi di scoperta nei secoli XV e
XVI. - Gabriella Airaldi, Leco della scoperta dellAmerica: uomini
daffari italiani, qualità e rapidità dellinformazione)
Molto documentazione su questo periodo storico su:

DISCLAIMER WWW.GIUSTINIANI.INFO
Veduta di Chios - Cristoforo Buondelmonti, Liber insularum archipelagi XV secolo