Vezzano Ligure è costituito da due insediamenti, di origine medievale,
focalizzati intorno alle loro strutture difensive, posti su due distinte sommità
collinari, a quote diverse, legati da una ulteriore struttura urbanistica disposta lungo
la viabilità di collegamento. Essi si affacciano sulla confluenza della Magra con la
Vara, là dove il letto del fiume che attraversa la lunigiana storica, lasciati i percorsi
tortuosi dell'appenninino si fa più ampio e piano. Non ci è noto l'esatto momento
storico in cui Vezzano, sorse, ma il toponimo indica la sua derivazione da un fundus
prediale romano, forse dovuto alla gens Vettia che può essersi stabilita qui a seguito
della fondazione di Luni a datare dal 177 a.C. Tuttavia non manca chi ha ipotizzato che
l'insediamento romano si sia sovrapposto ad una precedente istituzione ligure. Del resto,
T. Livio tramanda che i Romani, giungendo nella zona, la trovarono abitata da tribù
liguri. In epoca altomedievale Vezzano fu posseduta dalla famiglia obertenga dei
Malaspina, dalla quale passò sotto il dominio dei vescovi-conti di Luni. Nell'anno 963
tale dominio fu confermato al vescovo Adalberto dall'imperatore Ottone I; il documento
relativo costituisce il più antico atto pervenutoci nel quale è menzionato Vezzano. Nei
borghi di V si era istituita una consorteria gentilizia, che, dopo lotte e tensioni,
ottenne dal vescovo l'investitura feudale. Questi signorotti, domini de Vethano,
appartennero forse alla dinastia estense. I castelli e le terre dominate dai Vezzano nel
XI secolo furono molti e importanti. Frequentemente in lotta con i vescovi di Luni, i
signori di V, trovarono i loro alleati negli imperatori. Con il declino delle piccole
signorie lunigianesi, anche i signori di V cominciarono a perdere potere e terre.
Con la decadenza dell'Impero e l'epoca delle invasioni Vezzano assunse una funzione
difensiva e in questa fase si costruirono le torri e i castelli, si sdoppiò in due borghi
distinti e situati a livelli diversi: Vezzano superiore e Vezzano inferiore, fin dal
decimo secolo vengono documentate due curtes formate contemporaneamente da una comune
matrice romana.
Nel 1139 cedettero Portovenere a Genova e nel 1276 tutto il territorio vezzanese si trovò
incorporato in questa repubblica di cui condivise le sorti e la decadenza.
Vezzano superiore dovette essere fortificato dai tempi più antichi, il castello ora
distrutto, occupava il punto più alto, all'estremità nord-est del paese.Il torrione
appartiene intorno al secolo XII, trasformato in piezometro(struttura per misurare la
compressibilità dei liquidi).
Successivamente,nella parte inferiore di Vezzano , dovettero essere edificati l'altro
castello(forse quello nominato del diploma ottoniano) e l'altra torre.Il castello si
ricollega secondo il Guidoni nella sua "Per una storia urbanistica di Vezzano"
ad altri castelli del periodo tra il VII e il IX secolo, in cui solitamente una torre
rotonda costituisce l'estrema difesa, al centro del castello. All'esterno vennero
costruite cinte difensive.Nel XIII secolo un castello in muratura sostituì quello più
antico.Attualmente il castello è residenza privata: è il palazzo Giustiniani. All'inizio
del XII secolo venne aggiunta al castello la torre pentagonale collegata al retrostante
castello da un ponte di legno di circa sette metri di altezza.
Con l'allontanarsi della meteora napoleonica, V. fu aggregata al Regno di Sardegna. Il
comune subì una ristrutturazione amministrativa e perdette alcuni nuclei gravitanti sul
golfo della Spezia ma acquistò Valeriano. Con l'unificazione dell'Italia, al nome Vezzano
fu aggiunto l'aggettivo Ligure. Nel risorgimento non si trovano molti vezzanesi impegnati
nei moti, tuttavia non mancarono contatti con le sette mazziniane attive a Sarzana. Nel
1853 una cellula mazziniana vezzanese prese parte al complotto di Felice Orsini però non
condotto a termine. Nel 1859 si raccolsero i fondi per le famiglie dei volontari della
seconda guerra d'indipendenza e lo stesso consiglio comunale deliberò un contributo a
beneficio delle iniziative militari di Garibaldi. Con la creazione della provincia della
Spezia, Vezzano perde a vantaggio del capoluogo lembi del territorio , Melara, Termo e S.
Venerio, ma non la propria identità storica e il segno di una indipendente e consapevole
dignità. Non è un caso che sia i rappresentanti di famiglie borghesi vezzanesi, quanto
operai e contadini siano tra i più attivi nella lotta della Resistenza contro il
nazifascismo in Lunigiana, pagando un gravoso tributo di sangue alla causa della libertà.
Vezzano superiore dovette essere fortificato dai tempi più antichi, il castello ora
distrutto, occupava il punto più alto, all'estremità nord-est del paese.Il torrione
appartiene intorno al secolo XII, trasformato in piezometro(struttura per misurare la
compressibilità dei liquidi).
Successivamente,nella parte inferiore di Vezzano , dovettero essere edificati l'altro
castello(forse quello nominato del diploma ottoniano) e l'altra torre.Il castello si
ricollega secondo il Guidoni nella sua "Per una storia urbanistica di Vezzano"
ad altri castelli del periodo tra il VII e il IX secolo, in cui solitamente una torre
rotonda costituisce l'estrema difesa, al centro del castello. All'esterno vennero
costruite cinte difensive.Nel XIII secolo un castello in muratura sostituì quello più
antico.Attualmente il castello è residenza privata: è il palazzo Giustiniani. All'inizio
del XII secolo venne aggiunta al castello la torre pentagonale collegata al retrostante
castello da un ponte di legno di circa sette metri di altezza.
veduta di Vezzano Ligure, sotto la torre Palazzo Giustiniani
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