
Palazzo Giustiniani, sulla Piazza omonima, ed il blasone di famiglia posto
sopra il portone d'ingresso. (Tratto da www.irolli.it )
I quattro busti "Giustiniani" presenti nell'atrio del Palazzo.
Più che di palazzo Giustiniani a Genova, dovremmo parlare di più palazzi
in quanto diverse dimore in città furono per più tempo di proprietà di alcuni membri
della famiglia.
Sulla Piazza Giustiniani ne insistono due, uno al civico 6, caratterizzato soprattutto
dagli interventi di Marco Aurelio Giustiniani ed un altro meno vistoso su Via dei
Giustiniani al civico 11.
PALAZZO GIUSTINIANI - PIAZZA GIUSTINIANI, n. 6
Questo Palazzo, restaurato nel corso del 2004 ad opera della fondazione Franzoni, porta
proprio nel nome del suo committente il segno del forte legame che ha unito Roma e Genova
in età barocca: esso fu costruito alla fine del Cinquecento dal cardinale Vincenzo
Giustiniani (1519-1582), generale dellordine dei domenicani. La piazza sulla quale
affaccia il palazzo è di forma rettangolare di circa 12x26 metri e ricalca le orme del
tracciato urbano cinquecentesco, a sua volta erede dellassetto medievale.
Il palazzo fece ripetutamente parte dei Rolli della Repubblica di Genova, le liste delle
dimore nobiliari che venivano precettate per ospitare corti e ambasciatori stranieri.
Nelle vie adiacenti le case delle famiglie che facevano parte del cosiddetto
"albergo" dei Giustiniani, formando un vero e proprio quartiere posto lungo
lasse stradale della Via chiavica o Clavica (attuale Via dei
Giustiniani), secondo lantico toponimo che indicava la presenza di un rivo poi
interrato, estendendosi a quelli paralleli del Carrubeo Crucis (attuale Via di Canneto il
Lungo) e della Platea Longa (attuale Via di San Bernardo), nellarea compresa tra la
cattedrale di San Lorenzo, la collina di Castello e lantico porto, con il fulcro
nella piazza che ancor oggi porta il loro nome.
Larea del palazzo, era spazio protetto sin dal XII secolo dagli abusi privati con
lodo consolare che assicurava, per il ruolo centrale di passaggio e mercantile, la
pubblica agibilità. Documenti risalenti al XV secolo offrono informazioni circa la
collocazione urbanistica e larticolazione dei volumi edilizi, dellesistenza di
una loggia angolare che affacciava parte sulla piazza e parte sul percorso, della
distribuzione delle proprietà dellalbergo.
Nelle immagini da sinistra in senso orario: Il leone di San Marco sull'esterno, nell'atrio capitello di una colonna e fregio con stemma gentilizio e la lapide commemorativa.
L'aspetto unitario é dovuto ad una serie di interventi che la famiglia Giustiniani, nella
figura di Marcantonio, realizza tra XVII e il XVIII secolo con l'acquisto e l'accorpamento
dell'ala nord di proprietà di Filippo Scaglia, eredi di Giovanni, elencato solo nel 1599;
forse lo stesso di G. Agostino Giustiniani Campi, doge nel 1591. E' sul prospetto di
quest'ultimo che si vede ancora un bassorilievo con il leone di San Marco, portato da Pola
D'Istria nel 1380 dopo l'ultima sconfitta di Venezia.
La facciata del palazzo si inserisce nel filone delle modificazioni urbane che hanno
cambiato il volto delledilizia storica della città a partire dal XV secolo: per
processo di accorpamenti successivi, si sostituisce alla fabbrica su lotto gotico il tipo
del palazzo gentilizio; alle logge che aprivano e caratterizzavano lo spazio pubblico il
sistema cortile interno/atrio/scala monumentale.
Tutta la piazza testimonia del resto la forza secolare di una parentela che, sotto il nome
di "maona", forma peculiare di azienda semipubblica a Genova, ebbe dal Comune
medievale anche il compito di amministrare l'isola di Chios, unica colonia territoriale di
un dominio, tutto commerciale, genialmente fondato su una flessibile rete di punti di
sbarco.
Sulla piazza, ampliata, sopraelevata di alcuni gradini nel XV secolo e chiusa da bassi
paramuri per segnare i limiti di proprietà della famiglia, si affacciano due piani
nobili, segnale della presenza di due linee ereditarie come per i palazzi Rosso e Bianco
di Strada Nuova. Se l'impianto medievale é ancora riconoscibile nei corsi in pietra del
basamento, le facciate di bella quadratura monocroma con finestre coronate dall'arme
giustiniana, l'atrio a padiglione lunettato e il portale esterno sono chiaramente
secenteschi, così come i portali interni in pietra nera sormontati da busti marmorei,
opere dei maestri Bartolomeo Spazio e Daniele Solaro.
Nella prima metà del XIX secolo si sopraeleva l'edificio di un piano e si chiude la
Loggia dei Giustiniani che, sull'angolo con la via omonima, era stata assorbita nella
ristrutturazione di Gio. Antonio Ricca (1690), e costituiva, insieme alla piazza, un noto
e autorevole luogo d'incontro nella vita quotidiana di antico regime.
Il corpo edilizio di Palazzo Giustiniani, testimonia nellambiguo rapporto fra
espressività individuale e inserimento nel tessuto urbano il processo di trasformazione
storica che ha portato alla configurazione a L mantenuta inalterata fino ad
oggi: larticolazione del volume denuncia le origini medievali del corpo edilizio,
mentre la ristrutturazione del secolo XVII ne afferma autonomia linguistica e volontà di
nuova presenza e rappresentatività sullo spazio pubblico.
Gli altri edifici che si aprono sulla piazza ricoprono quasi fedelmente le giaciture
medievali. Fra questi a sud-est il seicentesco Palazzo Saluzzo, oggetto di rimaneggiamenti
in epoca barocca che hanno modificato sostanzialmente limpianto interno
delledificio.
Utilizzato nel XX secolo come grande magazzino di stoffe e poi di mobili, palazzo
Giustiniani é stato adattato alle nuove esigenze attraverso la sostituzione di solai in
legno con quelli in cemento armato oltre che con la riduzione dei grandi saloni originari.
L'edificio, nel centro storico genovese, a pochi passi dalla cattedrale di San Lorenzo,
ospita tra laltro il primo polo museale privato ligure di oltre ottocento metri
quadri, conservando comunque un organismo architettonico simmetrico unitario ben visibile.
La leggenda vuole che al suo interno ci sia un passaggio segreto che poteva condurre gli
eventuali fuggiaschi verso l'asilo nella cattedrale di S.Lorenzo e si vocifera persino che
quel cunicolo trattenga gli echi di quanti non poterono raggiungerlo in tempo quel
rifugio...
Palazzo Giustiniani prima del restauro, sul lato occidentale della piazza, palazzo
Granello su quello orientale
(foto di Piero Migliorisi) e come è oggi (foto di Enrico Giustiniani)
PALAZZO GIUSTINIANI - VIA DEI GIUSTINIANI, n. 11
notizie in parte tratte dal sito della La
Fondazione Franzoni Onlus

Palazzo Giustiniani, Via dei Giustiniani n.11 (Tratto da www.irolli.it e
da La Fondazione Franzoni Onlus )
Conosciuto attraverso fonti letterario del XIX secolo come palazzo Franzoni, è
sede dal 1826 dell'omonima "libreria". Venne edificato tra il 1550 e il 1582 dal
cardinale letterato Vincenzo Giustiniani Banca su un'area di antico insediamento familiare
e lungo un asse viario strategico di penetrazione interna, lungo l'antica asse viaria
parallela allattuale Via S. Lorenzo.
Vincenzo Giustiniani, fu insigne mecenate delle arti, soprattutto in Roma, e letterato
raffinato, fu - tra laltro - il promotore delleditio critica dellopera
omnia di San Tommaso dAquino. Anchegli appartenne allOrdine dei
Domenicani, del quale, nel 1558, fu eletto Ministro Generale. Partecipò al Concilio di
Trento e papa Pio V lo nominò Nunzio Apostolico in Spagna presso la corte di Filippo II.
Nel Concistoro del 1570 venne creato cardinale.
Proprietà del casato per oltre tre secoli, cui Vincenzo Giustiniani nobilmente lo aveva
dedicato con una Pia lascita, l'edificio fece ripetutamente parte dei Rolli della
Repubblica di Genova, come risulta dal censimento effettuato da E. Poleggi (Una reggia
repubblicana, Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, scheda n. 70), a nome del
principale legatario della stessa lascita (Pier Giuseppe Giustiniani) o dei suoi
fedecommissari.

Palazzo Giustiniani - prospetto da Via Cabrera (Tratto da La Fondazione Franzoni Onlus)
Il palazzo, che conserva un organismo unitario tuttora leggibile, caratterizzato da un
tradizionale prospetto asimmetrico, è giunto fino a noi praticamente inalterato, se si
eccettua l'intervento settecentesco di tamponamento parziale dell'imponente scala loggiata
sul cortile, e costituisce ancora adesso un raro esempio di costruzione autonoma rispetto
al contesto edilizio circostante.
Acquistato nel 1826 dalla Congregazione degli Operai Evangelici Franzoniani, divenne sede
- al secondo piano nobile - della libraria personale dellabate Paolo
Gerolamo Franzoni (1708-1778) che, nel 1749, laveva aperta gratuitamente al
pubblico. E la biblioteca Franzoniana ha svolto il proprio servizio culturale in questo
cinquecentesco palazzo fino al 1965.
A partire dal 2001 la proprietà aveva provveduto al restauro conservativo del monumentale
atrio e vano scale loggiato delledificio, cui era seguito il restauro
dellantico montacarichi manuale, usato nel XIX e inizi del XX secolo per carico e
scarico delle balle di cotone, e riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali
monumento nazionale.
Nel 2003, grazie alle opportunità offerte dal Comune di Genova e dalla Soprintendenza per
i Beni Architettonici e Ambientali della Liguria nellambito della valorizzazione e
del recupero dei palazzi appartenuti allelenco dei Rolli, palazzo Giustiniani
Franzoni è stato oggetto di un accurato restauro conservativo che ha riguardato i
prospetti delle facciate.
Lintervento ha, tra laltro, riportato alla luce parte della decorazione a
fresco un tempo esistente sul prospetto che si affaccia su Via Chiabrera e una colonna
medioevale sul prospetto opposto (vico Stoppieri) che testimonia come lintera
costruzione sia stata edificata sulla preesistenza di più antichi edifici forse
appartenuti al medesimo casato.
L'Unesco ha riconosciuto il sistema dei palazzi dei Rolli Patrimonio mondiale
dell'umanità.

Palazzo Giustiniani - progetto Rolli (Tratto da La Fondazione Franzoni Onlus)
La Fondazione Franzoni Onlus,
utilizza il Palazzo come Centro privato per le arti figurative, trasformando lo storico
edificio in un luogo aperto agli studi sulla storia della città, e le sue eleganti sale
in uno spazio per mostre e convegni.
(notizie tratte in parte dal sito www.irolli.it dove trovate anche l'elenco dei Palazzi Genovesi appartenuti ai Giustiniani. Il sito www.irolli.it si propone di divulgare la conoscenza di questa storia e di questi palazzi che raccontano una Genova magica di re, corti, dogi e principi uniti alla concretezza tipicamente genovese e alla modernità di un'ospitalità fatta di case private rese pubbliche.
Madonna del soccorso. L'edicola, posta tra il portoncino del n. civico 22 in Piazza dei
Giustiniani e la finestra del primo piano, è composta da un bassorilievo policromo che
rappresenta, a mezzo busto, la Madonna col Bambino. Sotto, una lastra a
bassorilievo con due puttini che reggono un serto circolare (tratto da: Chi era
costui.com ). A sinistra l'edicola con la Madonna posta in Via
Giustiniani angolo con la Piazza omonima (foto di Enrico Giustiniani)
Se volete dormire in un "pezzo" di storia Giustiniani
per Voi:
l'appartamento
al sesto piano
Ci sono due tipologie da due e quattro posti. Nelle immagini che seguono lo
splendido atrio di palazzo Giustiniani e la vista mozzafiato sui tetti del centro storico
genovese.
per informazioni
"Locanda di Palazzo
Cicala" a Genova Piazza San Lorenzo 16, tel.010/2518824 o 010/2467414 info@palazzocicala.it
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La dimora dei Giustiniani,
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Via dei Giustiniani 18B - 16123
Genova
tel: +39 010 8692059
fax: +39 010 4074436
info@ladimoradeigiustiniani.it
I GIUSTINIANI DI GENOVA
tratto da I Giustiniani
di Genova
Pur se antiche tradizioni, non suffragate da prova
storica, farebbero risalire i Giustiniani alla gens Anicia romana, è solo una leggenda,
ancorché accolta da tutti i cronisti e storiografi che si occuparono di questa famiglia,
quella che vede i due casati Giustiniani di Genova e di Venezia discendere dai figli di
Giustino II, nipoti di Giustiniano imperatore Romano doriente, Marco e Angelo
vissuti verso il 720 d.C. Curioso anche il fatto che, allora come oggi, i Giustiniani di
Genova e di Venezia si sentissero in un certo modo consanguinei, nonostante le due
Serenissime Repubbliche nel corso della storia fossero più nemiche che amiche.
Molte comunque sono le presenze della famiglia Giustiniani individuate in diverse
località dellarea mediterranea fin dallanno mille.
In effetti i Giustiniani di Genova più che da antiche discendenze, nascono a
Genova il 27 febbraio 1347, come nome di una società: la Maona,
la prima società per azioni documentata nella storia, sorta per lo sfruttamento, per
conto della Repubblica Genovese, dellIsola di Chios nell'Egeo nord orientale, patria
di Omero e ricca di un albero, il lentisco, che solo qui, produce una sostanza resinosa:
il mastice, fonte all'epoca d'enorme ricchezza. Ben presto i Maonesi,
appartenenti a famiglie già in vista nella Genova di allora, assunsero tutti il nome di
Giustiniani perdendo il proprio. Pur continuando a mantenere un saldo legame con la
madrepatria e ricevere prestigiosi incarichi di governo, i Giustiniani mantennero il
dominio di Chios fino al 1566, alla conquista da parte degli Ottomani, diventando una
sorta di Sovrani dellisola, pur mantenendo il loro status di "Nobilis Civis
Januae", nobili cittadini Genovesi. Il popolo di Chios infatti chiamava i
Giustiniani con i titoli di Signori, Principi, Sovrani; i documenti e gli scrittori li
appellano come Dynastae alla greca.
La casata dei Giustiniani fu albergo, unistituzione privata ma
riconosciuta dagli statuti genovesi, sino alla riforma del 1528 e influenzerà non solo la
vita politica ma anche lurbanistica cittadina, poiché gli alberghi impongono la
contiguità dellabitazione ai propri aderenti che abitano case distribuite attorno a
piazze private e talvolta munite di una propria chiesa. La pratica dellendogamia,
cioè luso di contrarre matrimoni allinterno dellalbergo, contribuisce a
formare, di generazione in generazione, inoltre, ununica famiglia dove tutti sono
consanguinei e tutti si sentono parenti. I Giustiniani, avevano fatte proprie tutte le
prerogative della nobiltà genovese. Erano qualificati come mercanti, dove il termine
identificava i banchieri e i protagonisti dei grandi traffici internazionali che spesso
godono fuori dal dominio genovese di vere e proprie signorie feudali. I Giustiniani si
imparentavano abitualmente con stirpi signorili liguri e italiane e vi appartenevano
giureconsulti, medici, cavalieri, alti prelati e uomini di cultura.
Nel panorama politico genovese lalbergo Giustiniani si mantiene quasi sempre
neutrale e difficilmente prende parte evidente ai frequenti scontri tra le diverse fazioni
nel corso dei secoli. Con la costituzione della Repubblica aristocratica Genovese,
instaurata da Andrea Doria nel 1528, il ruolo e lo status dei Giustiniani trovano pieno
riconoscimento.
Negli oltre duecentocinquantanni di vita della Repubblica, i Giustiniani diedero
cinque dogi, innumerevoli senatori e altri magistrati di governo.
La caduta di Chios nel 1566 e il martirio dei giovani della famiglia, che rifiutando di
abiurare la fede cristiana, saranno a lungo additati ad esempio dalle potenze occidentali
impegnate nella lotta contro lIslam, non impedisce ai Giustiniani di reagire
mantenendo potere e prestigio in patria e nelle altre sedi di nuova residenza, prime fra
tutte Roma e la Sicilia. Benchè privi delle antiche prerogative signorili, hanno ancora
una distinzione sociale indiscussa ed era prassi per tutti trascorrere un periodo a
Genova, probabilmente per curare i propri interessi sulle rendite del Banco di San Giorgio
che tutti gli alberghi avevano e che costituiscono un elemento di continuità per le
generazioni.
Dalle testimonianze emerge un vero attaccamento di tutti i Giustiniani a Genova sia per
quelli che vi risiedono, sia per quelli che hanno fatto fortuna altrove e il senso di
appartenenza al clan è sempre fortissimo e ciò è dimostrato dalla perdurante prassi
delle nozze endogamiche anche dopo il XVII secolo. E certamente complesso descrivere
le peculiarità dei vari rami Giustiniani che si sono susseguiti nei secoli, tutti uniti
da comuni interessi e dalla partecipazione alla Maona, ma nello stesso tempo con elementi
propri, come la vocazione militare di alcuni o quella diplomatica di altri; difficile
anche ricostruire le biografie degli innumerevoli personaggi di spicco che portarono il
nome dei Giustiniani alla notorietà in ogni campo. Non possiamo comunque non citare i
fratelli Benedetto, cardinale e Vincenzo. banchiere, già proprietari nel XVI secolo del
palazzo che a Roma porta ancora il nome della famiglia, ora sede del Senato che a buon
diritto si possono considerarsi i primi grandi collezionisti di opere darte della
storia. La loro collezione, dispersa dalla fine del '700, vantava solo in opere d'arte 1.867
sculture e 820 dipinti tra cui quindici Caravaggio, opere di cui nessun
viaggiatore dellepoca di transito a Roma ometteva la visita. Curiosa la
vicenda giudiziaria del testamento di Vincenzo Giustiniani del 1631, che lasciò parte dei
suoi beni a tutti i discendenti Giustiniani, maschi e femmine, che avessero potuto vantare
una parentela con quelli di Chios, anche se non direttamente con lui. L'interminabile
battaglia giudiziaria finì solo nel 1958, con laccertamento di ben 288 aventi
diritto.
Per concludere ricordiamo lincisiva descrizione della famiglia fatta dallo storico
Agostino Della Cella che nel 1782, celebrandone la storia, ricorda: «Altresì in Roma
luminosa risplende la Giustiniana famiglia al presente nei signori Principi di Bassano
Giustiniani genovesi, i quali continuando verace affezione alla Patria seguitano a voler
lascrizione fra la genovese nobiltà. In altre parti dItalia, poi, nella
Spagna, Francia e Fiandra han continuato per più tempo e forte tuttora continuano
altri rami di cotesta nobilissima famiglia, con cariche illustri e decorati di titoli e
signorie pregiatissime... al presente di vita in più rami riluce in Genova la Giustiniana
famiglia corredata anche in comune di redditi e dispense considerabili et in particolare
di copiose ricchezze, ornata di titoli, feudi, signorie».
Il sito dei Giustiniani di Genova