PALAZZO GIUSTINIANI - GENOVA

PALAZZO GIUSTINIANI - GENOVA

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Palazzo Giustiniani, sulla Piazza omonima, ed il blasone di famiglia posto sopra il portone d'ingresso. (Tratto da www.irolli.it ). Nella foto centrale è visibile sul lato destro del Palazzo posto proprio sopra la finestra del primo piano il "Leone Tergestino" preda di guerra della Repubblica Genovese del 1380 durante la Guerra di Chioggia contro la Repubblica Veneta (declamato anche dal Poeta Gabriele D'Annunzio)

Leone dei Giustiniani Parole dette il VI Maggio nei giardini del Pelagio di Andrea Doria, ricevendo in dono il gesso del leone Tergestino che è murato in una casa dei Giustiniani (G. D'Annunzio)
 


I quattro busti "Giustiniani" presenti nell'atrio del Palazzo.

Più che di palazzo Giustiniani a Genova, dovremmo parlare di più palazzi in quanto diverse dimore in città furono per più tempo di proprietà di alcuni membri della famiglia.
Sulla Piazza Giustiniani ne insistono due, uno al civico 6, caratterizzato soprattutto dagli interventi di Marco Aurelio Giustiniani ed un altro meno vistoso su Via dei Giustiniani al civico 11.

PALAZZO GIUSTINIANI - PIAZZA GIUSTINIANI, n. 6
Questo Palazzo, restaurato nel corso del 2004 ad opera della fondazione Franzoni, porta proprio nel nome del suo committente il segno del forte legame che ha unito Roma e Genova in età barocca: esso fu costruito alla fine del Cinquecento dal cardinale Vincenzo Giustiniani (1519-1582), generale dell’ordine dei domenicani. La piazza sulla quale affaccia il palazzo è di forma rettangolare di circa 12x26 metri e ricalca le orme del tracciato urbano cinquecentesco, a sua volta erede dell’assetto medievale.

Il palazzo fece ripetutamente parte dei Rolli della Repubblica di Genova, le liste delle dimore nobiliari che venivano precettate per ospitare corti e ambasciatori stranieri. Nelle vie adiacenti le case delle famiglie che facevano parte del cosiddetto "albergo" dei Giustiniani, formando un vero e proprio quartiere posto lungo l’asse stradale della Via “chiavica” o Clavica (attuale Via dei Giustiniani), secondo l’antico toponimo che indicava la presenza di un rivo poi interrato, estendendosi a quelli paralleli del Carrubeo Crucis (attuale Via di Canneto il Lungo) e della Platea Longa (attuale Via di San Bernardo), nell’area compresa tra la cattedrale di San Lorenzo, la collina di Castello e l’antico porto, con il fulcro nella piazza che ancor oggi porta il loro nome.
L’area del palazzo, era spazio protetto sin dal XII secolo dagli abusi privati con lodo consolare che assicurava, per il ruolo centrale di passaggio e mercantile, la pubblica agibilità. Documenti risalenti al XV secolo offrono informazioni circa la collocazione urbanistica e l’articolazione dei volumi edilizi, dell’esistenza di una loggia angolare che affacciava parte sulla piazza e parte sul percorso, della distribuzione delle proprietà dell’albergo.
 

 

Nelle immagini da sinistra in senso orario: Il Leone di San Marco sull'esterno, nell'atrio capitello di una colonna e fregio con stemma gentilizio e la lapide commemorativa.

L'aspetto unitario é dovuto ad una serie di interventi che la famiglia Giustiniani, nella figura di Marcantonio, realizza tra XVII e il XVIII secolo con l'acquisto e l'accorpamento dell'ala nord di proprietà di Filippo Scaglia, eredi di Giovanni, elencato solo nel 1599; forse lo stesso di G. Agostino Giustiniani Campi, doge nel 1591. E' sul prospetto di quest'ultimo che si vede ancora un bassorilievo con il leone di San Marco, portato da Pola D'Istria nel 1380 dopo l'ultima sconfitta di Venezia.
La facciata del palazzo si inserisce nel filone delle modificazioni urbane che hanno cambiato il volto dell’edilizia storica della città a partire dal XV secolo: per processo di accorpamenti successivi, si sostituisce alla fabbrica su lotto gotico il tipo del palazzo gentilizio; alle logge che aprivano e caratterizzavano lo spazio pubblico il sistema cortile interno/atrio/scala monumentale.
Tutta la piazza testimonia del resto la forza secolare di una parentela che, sotto il nome di "maona", forma peculiare di azienda semipubblica a Genova, ebbe dal Comune medievale anche il compito di amministrare l'isola di Chios, unica colonia territoriale di un dominio, tutto commerciale, genialmente fondato su una flessibile rete di punti di sbarco.
Sulla piazza, ampliata, sopraelevata di alcuni gradini nel XV secolo e chiusa da bassi paramuri per segnare i limiti di proprietà della famiglia, si affacciano due piani nobili, segnale della presenza di due linee ereditarie come per i palazzi Rosso e Bianco di Strada Nuova. Se l'impianto medievale é ancora riconoscibile nei corsi in pietra del basamento, le facciate di bella quadratura monocroma con finestre coronate dall'arme giustiniana, l'atrio a padiglione lunettato e il portale esterno sono chiaramente secenteschi, così come i portali interni in pietra nera sormontati da busti marmorei, opere dei maestri Bartolomeo Spazio e Daniele Solaro.
Nella prima metà del XIX secolo si sopraeleva l'edificio di un piano e si chiude la Loggia dei Giustiniani che, sull'angolo con la via omonima, era stata assorbita nella ristrutturazione di Gio. Antonio Ricca (1690), e costituiva, insieme alla piazza, un noto e autorevole luogo d'incontro nella vita quotidiana di antico regime.
Il corpo edilizio di Palazzo Giustiniani, testimonia nell’ambiguo rapporto fra espressività individuale e inserimento nel tessuto urbano il processo di trasformazione storica che ha portato alla configurazione a “L” mantenuta inalterata fino ad oggi: l’articolazione del volume denuncia le origini medievali del corpo edilizio, mentre la ristrutturazione del secolo XVII ne afferma autonomia linguistica e volontà di nuova presenza e rappresentatività sullo spazio pubblico.
Gli altri edifici che si aprono sulla piazza ricoprono quasi fedelmente le giaciture medievali. Fra questi a sud-est il seicentesco Palazzo Saluzzo, oggetto di rimaneggiamenti in epoca barocca che hanno modificato sostanzialmente l’impianto interno dell’edificio.
Utilizzato nel XX secolo come grande magazzino di stoffe e poi di mobili, palazzo Giustiniani é stato adattato alle nuove esigenze attraverso la sostituzione di solai in legno con quelli in cemento armato oltre che con la riduzione dei grandi saloni originari. L'edificio, nel centro storico genovese, a pochi passi dalla cattedrale di San Lorenzo, ospita tra l’altro il primo polo museale privato ligure di oltre ottocento metri quadri, conservando comunque un organismo architettonico simmetrico unitario ben visibile.
La leggenda vuole che al suo interno ci sia un passaggio segreto che poteva condurre gli eventuali fuggiaschi verso l'asilo nella cattedrale di S.Lorenzo e si vocifera persino che quel cunicolo trattenga gli echi di quanti non poterono raggiungerlo in tempo quel rifugio...

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Palazzo Giustiniani prima del restauro, sul lato occidentale della piazza, palazzo Granello su quello orientale (foto di Piero Migliorisi) e come è oggi (foto di Enrico Giustiniani)

I palazzi, la storia Presentazione della nuova sede di via dei Giustiniani: La Fondazione Casa America

Per le dimore e il collezionismo dei Giustiniani a Genova. Tra il cardinale Vincenzo Giustiniani olim Banca (1519-1582) e il mercante Luca Giustiniani olim Longo (1513-1583) di Andrea Leonardi. (storia Ligustica - Biblioteca Franzoniana 2012)
Questo studio s’inserisce in un più ampio disegno volto alla valutazione dei connotati residenziali e dell’abitare genovese. Vivere da collezionisti a Genova tra Sei e Settecento.

PALAZZO GIUSTINIANI - VIA DEI GIUSTINIANI, n. 11
notizie in parte tratte dal sito della La Fondazione Franzoni Onlus


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Palazzo Giustiniani, Via dei Giustiniani n.11 (Tratto da www.irolli.it e da La Fondazione Franzoni Onlus )

Conosciuto attraverso fonti letterario del XIX secolo come palazzo Franzoni, è sede dal 1826 dell'omonima "libreria". Venne edificato tra il 1550 e il 1582 dal cardinale letterato Vincenzo Giustiniani Banca su un'area di antico insediamento familiare e lungo un asse viario strategico di penetrazione interna, lungo l'antica asse viaria parallela all’attuale Via S. Lorenzo.
Vincenzo Giustiniani, fu insigne mecenate delle arti, soprattutto in Roma, e letterato raffinato, fu - tra l’altro - il promotore dell’editio critica dell’opera omnia di San Tommaso d’Aquino. Anch’egli appartenne all’Ordine dei Domenicani, del quale, nel 1558, fu eletto Ministro Generale. Partecipò al Concilio di Trento e papa Pio V lo nominò Nunzio Apostolico in Spagna presso la corte di Filippo II. Nel Concistoro del 1570 venne creato cardinale.
Proprietà del casato per oltre tre secoli, cui Vincenzo Giustiniani nobilmente lo aveva dedicato con una Pia lascita, l'edificio fece ripetutamente parte dei Rolli della Repubblica di Genova, come risulta dal censimento effettuato da E. Poleggi (Una reggia repubblicana, Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, scheda n. 70), a nome del principale legatario della stessa lascita (Pier Giuseppe Giustiniani) o dei suoi fedecommissari.


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Palazzo Giustiniani - prospetto da Via Cabrera (Tratto da La Fondazione Franzoni Onlus)

Il palazzo, che conserva un organismo unitario tuttora leggibile, caratterizzato da un tradizionale prospetto asimmetrico, è giunto fino a noi praticamente inalterato, se si eccettua l'intervento settecentesco di tamponamento parziale dell'imponente scala loggiata sul cortile, e costituisce ancora adesso un raro esempio di costruzione autonoma rispetto al contesto edilizio circostante.
Acquistato nel 1826 dalla Congregazione degli Operai Evangelici Franzoniani, divenne sede - al secondo piano nobile - della “libraria” personale dell’abate Paolo Gerolamo Franzoni (1708-1778) che, nel 1749, l’aveva aperta gratuitamente al pubblico. E la biblioteca Franzoniana ha svolto il proprio servizio culturale in questo cinquecentesco palazzo fino al 1965.
A partire dal 2001 la proprietà aveva provveduto al restauro conservativo del monumentale atrio e vano scale loggiato dell’edificio, cui era seguito il restauro dell’antico montacarichi manuale, usato nel XIX e inizi del XX secolo per carico e scarico delle “balle” di cotone, e riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali monumento nazionale.
Nel 2003, grazie alle opportunità offerte dal Comune di Genova e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali della Liguria nell’ambito della valorizzazione e del recupero dei palazzi appartenuti all’elenco dei Rolli, palazzo Giustiniani Franzoni è stato oggetto di un accurato restauro conservativo che ha riguardato i prospetti delle facciate.
L’intervento ha, tra l’altro, riportato alla luce parte della decorazione a fresco un tempo esistente sul prospetto che si affaccia su Via Chiabrera e una colonna medioevale sul prospetto opposto (vico Stoppieri) che testimonia come l’intera costruzione sia stata edificata sulla preesistenza di più antichi edifici forse appartenuti al medesimo casato.
L'Unesco ha riconosciuto il sistema dei palazzi dei Rolli Patrimonio mondiale dell'umanità.


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Palazzo Giustiniani - progetto Rolli (Tratto da La Fondazione Franzoni Onlus)


La Fondazione Franzoni Onlus, utilizza il Palazzo come Centro privato per le arti figurative, trasformando lo storico edificio in un luogo aperto agli studi sulla storia della città, e le sue eleganti sale in uno spazio per mostre e convegni.

(notizie tratte in parte dal sito www.irolli.it dove trovate anche l'elenco dei Palazzi Genovesi appartenuti ai Giustiniani. Il sito www.irolli.it si propone di divulgare la conoscenza di questa storia e di questi palazzi che raccontano una Genova magica di re, corti, dogi e principi uniti alla concretezza tipicamente genovese e alla modernità di un'ospitalità fatta di case private rese pubbliche.

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Madonna del soccorso. L'edicola, posta tra il portoncino del n. civico 22 in Piazza dei Giustiniani e la finestra del primo piano, è composta da un bassorilievo policromo che rappresenta, a mezzo busto, la Madonna col Bambino. Sotto, una lastra a bassorilievo con due puttini che reggono un serto circolare (tratto da: Chi era costui.com ). A sinistra l'edicola con la Madonna posta in Via Giustiniani angolo con la Piazza omonima (foto di Enrico Giustiniani)

Se volete dormire in un "pezzo" di storia Giustiniani per Voi:
l'appartamento al sesto piano
Ci sono due tipologie da due e quattro posti. Nelle immagini che seguono lo splendido atrio di palazzo Giustiniani e la vista mozzafiato sui tetti del centro storico genovese.

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per informazioni "Locanda di Palazzo Cicala" a Genova Piazza San Lorenzo 16, tel.010/2518824 o 010/2467414 info@palazzocicala.it

O anche nello stesso Palazzo:  La dimora dei Giustiniani, con quattro tipologie di appartamenti
Per informazioni: cell: +39 3491890488 Via dei Giustiniani 18B - 16123 Genova tel: +39 010 8692059 fax: +39 010 4074436 info@ladimoradeigiustiniani.it


I GIUSTINIANI DI GENOVA
tratto da I Giustiniani di Genova

stemma giustinianiPur se antiche tradizioni, non suffragate da prova storica, farebbero risalire i Giustiniani alla gens Anicia romana, è solo una leggenda, ancorché accolta da tutti i cronisti e storiografi che si occuparono di questa famiglia, quella che vede i due casati Giustiniani di Genova e di Venezia discendere dai figli di Giustino II, nipoti di Giustiniano imperatore Romano d’oriente, Marco e Angelo vissuti verso il 720 d.C. Curioso anche il fatto che, allora come oggi, i Giustiniani di Genova e di Venezia si sentissero in un certo modo consanguinei, nonostante le due Serenissime Repubbliche nel corso della storia fossero più nemiche che amiche.
Molte comunque sono le presenze della famiglia Giustiniani individuate in diverse località dell’area mediterranea fin dall’anno mille.
In effetti i Giustiniani di Genova più che da antiche discendenze, “nascono” a Genova il 27 febbraio 1347, come “nome” di una società: la “Maona”, la prima società per azioni documentata nella storia, sorta per lo sfruttamento, per conto della Repubblica Genovese, dell’Isola di Chios nell'Egeo nord orientale, patria di Omero e ricca di un albero, il lentisco, che solo qui, produce una sostanza resinosa: il mastice, fonte all'epoca d'enorme ricchezza. Ben presto i “Maonesi”, appartenenti a famiglie già in vista nella Genova di allora, assunsero tutti il nome di Giustiniani perdendo il proprio. Pur continuando a mantenere un saldo legame con la madrepatria e ricevere prestigiosi incarichi di governo, i Giustiniani mantennero il dominio di Chios fino al 1566, alla conquista da parte degli Ottomani, diventando una sorta di Sovrani dell’isola, pur mantenendo il loro status di "Nobilis Civis Januae", nobili “cittadini” Genovesi. Il popolo di Chios infatti chiamava i Giustiniani con i titoli di Signori, Principi, Sovrani; i documenti e gli scrittori li appellano come “Dynastae” alla greca.
La casata dei Giustiniani fu “albergo”, un’istituzione privata ma riconosciuta dagli statuti genovesi, sino alla riforma del 1528 e influenzerà non solo la vita politica ma anche l’urbanistica cittadina, poiché gli alberghi impongono la contiguità dell’abitazione ai propri aderenti che abitano case distribuite attorno a piazze private e talvolta munite di una propria chiesa. La pratica dell’endogamia, cioè l’uso di contrarre matrimoni all’interno dell’albergo, contribuisce a formare, di generazione in generazione, inoltre, un’unica famiglia dove tutti sono consanguinei e tutti si sentono parenti. I Giustiniani, avevano fatte proprie tutte le prerogative della nobiltà genovese. Erano qualificati come mercanti, dove il termine identificava i banchieri e i protagonisti dei grandi traffici internazionali che spesso godono fuori dal dominio genovese di vere e proprie signorie feudali. I Giustiniani si imparentavano abitualmente con stirpi signorili liguri e italiane e vi appartenevano giureconsulti, medici, cavalieri, alti prelati e uomini di cultura.
Nel panorama politico genovese l’albergo Giustiniani si mantiene quasi sempre neutrale e difficilmente prende parte evidente ai frequenti scontri tra le diverse fazioni nel corso dei secoli. Con la costituzione della Repubblica aristocratica Genovese, instaurata da Andrea Doria nel 1528, il ruolo e lo status dei Giustiniani trovano pieno riconoscimento.
Negli oltre duecentocinquant’anni di vita della Repubblica, i Giustiniani diedero cinque dogi, innumerevoli senatori e altri magistrati di governo.
La caduta di Chios nel 1566 e il martirio dei giovani della famiglia, che rifiutando di abiurare la fede cristiana, saranno a lungo additati ad esempio dalle potenze occidentali impegnate nella lotta contro l’Islam, non impedisce ai Giustiniani di reagire mantenendo potere e prestigio in patria e nelle altre sedi di nuova residenza, prime fra tutte Roma e la Sicilia. Benchè privi delle antiche prerogative signorili, hanno ancora una distinzione sociale indiscussa ed era prassi per tutti trascorrere un periodo a Genova, probabilmente per curare i propri interessi sulle rendite del Banco di San Giorgio che tutti gli alberghi avevano e che costituiscono un elemento di continuità per le generazioni.
Dalle testimonianze emerge un vero attaccamento di tutti i Giustiniani a Genova sia per quelli che vi risiedono, sia per quelli che hanno fatto fortuna altrove e il senso di appartenenza al clan è sempre fortissimo e ciò è dimostrato dalla perdurante prassi delle nozze endogamiche anche dopo il XVII secolo. E’ certamente complesso descrivere le peculiarità dei vari rami Giustiniani che si sono susseguiti nei secoli, tutti uniti da comuni interessi e dalla partecipazione alla Maona, ma nello stesso tempo con elementi propri, come la vocazione militare di alcuni o quella diplomatica di altri; difficile anche ricostruire le biografie degli innumerevoli personaggi di spicco che portarono il nome dei Giustiniani alla notorietà in ogni campo. Non possiamo comunque non citare i fratelli Benedetto, cardinale e Vincenzo. banchiere, già proprietari nel XVI secolo del palazzo che a Roma porta ancora il nome della famiglia, ora sede del Senato che a buon diritto si possono considerarsi i primi grandi collezionisti di opere d’arte della storia. La loro collezione, dispersa dalla fine del '700, vantava solo in opere d'arte “1.867 sculture e 820 dipinti tra cui quindici Caravaggio”, opere di cui nessun “viaggiatore” dell’epoca di transito a Roma ometteva la visita. Curiosa la vicenda giudiziaria del testamento di Vincenzo Giustiniani del 1631, che lasciò parte dei suoi beni a tutti i discendenti Giustiniani, maschi e femmine, che avessero potuto vantare una parentela con quelli di Chios, anche se non direttamente con lui. L'interminabile battaglia giudiziaria finì solo nel 1958, con l’accertamento di ben 288 aventi diritto.
Per concludere ricordiamo l’incisiva descrizione della famiglia fatta dallo storico Agostino Della Cella che nel 1782, celebrandone la storia, ricorda: «Altresì in Roma luminosa risplende la Giustiniana famiglia al presente nei signori Principi di Bassano Giustiniani genovesi, i quali continuando verace affezione alla Patria seguitano a voler l’ascrizione fra la genovese nobiltà. In altre parti d’Italia, poi, nella Spagna, Francia e Fiandra han continuato per più tempo e forte tutt’ora continuano altri rami di cotesta nobilissima famiglia, con cariche illustri e decorati di titoli e signorie pregiatissime... al presente di vita in più rami riluce in Genova la Giustiniana famiglia corredata anche in comune di redditi e dispense considerabili et in particolare di copiose ricchezze, ornata di titoli, feudi, signorie».


la mia foto   Il sito dei Giustiniani di Genova