CASINA GIUSTINIANI A ROMA



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a sinistra il Casino Giustiniani come si vede oggi, a destra un acquarello di Arthur Robinson del 1843 proveniente della Thomas Pritchard Rossiter Collection nel New York Historical society

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La Casina Giustiniani nell’interno del parco di Villa Borghese a Roma (Via David Lubin, 4), fu costruita tra la fine del '400 e i primi del '500, secondo i primi documenti che né testimoniano l'esistenza, da Mastro Nocciolus fabbro a S.Eustachio, che come affitto pagava due barili di mosto di vino l'anno alle allora proprietarie monache Benedettine del convento di Campo Marzio. Da allora la Casina, assieme ai terreni che la circondavano, è passata da inquilino a inquilino,fra cui anche un certo Venturino Tramezzino, libraro, che né fece, nel 1572, un' Osteria con gioco di bocce.

Denominato Casale Cenci Giustiniani in una incisione del 1840 eseguita da G. H. Busse, la palazzina era già indicata nella planimetria del Canina del 1828 come casa facente parte degli Orti Giustiniani (o anche "vigna del marchese Giustiniani fuori Porta del Popolo"), acquistati dai Borghese nel 1820. Nelle facciate e sotto il portico vi sono resti di affreschi che fingono sculture e prospettive.
Nel 1592 i Giustiniani comprarono dalle Monache tutte le vigne, la "Casetta" e altri edifici che allora esistevano su tutta l'area, come residenza di campagna. Né fecero una villa bellissima, piena di statue e ruderi romani. Nella guida dal titolo "Le magnificenze di Roma antica e moderna" di Fioravante Martinelli, pubblicata in Roma nell'Anno Santo 1725, la Villa Giustiniani è citata in questo modo: "Voltando a man destra avete in villa il giardino del Sig. Principe Giustiniani, copiosissimo di statue, bassirilievi & iscrizioni antiche".

Bisogna arrivare al 1820 perché quest'area diventi proprietà dei Borghese, i quali né affidarono la risistemazione all'Architetto Luigi Canina, che la trasformò in quella che noi oggi vediamo.
Dal 1901 tutta Villa Borghese è proprietà del Comune di Roma, che né ha fatto un Parco Pubblico.
Nel 1907 fu sede provvisoria dell'Istituto Internazionale dell'Agricoltura voluto da David Lubin e dal Re Vittorio Emanuele III, in attesa dell'erigendo Palazzo, attuale sede del C.N.E.L. La Casina Gustiniani dopo anni di abbandono e di incuria nel 1957, fu data in affitto dal Comune di Roma all'Artista Cecilia Ferro, che la restaurò e ne fece il proprio studio. Divenne così punto di incontro degli Artisti romani, e non solo, ma anche centro culturale e di diffusione dell'Arte contemporanea. Dopo alcuni anni in cui è stata sede di un associazione culturale, il bene è tronato nella disponibilità del Comune che lo ha recentemente messo a bando al fine di un utilizzo sociale: (Bando per l’assegnazione di locali di proprietà di Roma Capitale ad associazioni senza scopo di lucro per lo svolgimento di attività culturali e di rilievo sociale) scadenza 6 novembre 2017.



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al centro la mappa dove era situata la "Vigna fuori Porta del Popolo" del Marchese Vincenzo Giustiniani. Al margine superiore della pianta di Giovan Battista Nolli (1748) si vede l'originaria estensione di Villa Borghese, qui evidenziata in verde, che prima dell'annessione di Villa Giustiniani (in giallo) arrivava fino al muro torto; il punto rosso segna la posizione dove nel secolo successivo fu edificata la porta egizia (a destra) che ancora si può notare all'interno di Villa Borghese


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La planimetria della villa che si sviluppa su due piani per una superficie catastale di mq 149
(dati della Conservatoria di Roma Capitala IBU 6881 - UIB 26222 Nuovo catasto urbano di Roma foglio 554 particella 8 sub 501)


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Statua della Ninfa Egeria, appartenuta alla Collezione Giustiniani, situata nella "Vigna fuori Porta del Popolo" del Marchese Vincenzo Giustiniani


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