La Casina Giustiniani nellinterno del parco di Villa Borghese a Roma
(Via David Lubin, 4), fu costruita tra la fine del '400 e i primi del '500, secondo i
primi documenti che né testimoniano l'esistenza, da Mastro Nocciolus fabbro a
S.Eustachio, che come affitto pagava due barili di mosto di vino l'anno alle allora
proprietarie monache Benedettine del convento di Campo Marzio. Da allora la Casina,
assieme ai terreni che la circondavano, è passata da inquilino a inquilino,fra cui anche
un certo Venturino Tramezzino, libraro, che né fece, nel 1572, un' Osteria con gioco di
bocce.
Denominato Casale Cenci Giustiniani in una incisione del 1840 eseguita da G. H. Busse, la
palazzina era già indicata nella planimetria del Canina del 1828 come casa facente parte
degli Orti Giustiniani, acquistati dai Borghese nel 1820. Nelle facciate e sotto il
portico vi sono resti di affreschi che fingono sculture e prospettive.
Nel 1592 i Giustiniani comprarono dalle Monache tutte le vigne, la "Casetta" e
altri edifici che allora esistevano su tutta l'area, come residenza di campagna. Né
fecero una villa bellissima, piena di statue e ruderi romani. Nella guida dal titolo
"Le magnificenze di Roma antica e moderna" di Fioravante Martinelli, pubblicata
in Roma nell'Anno Santo 1725, la Villa Giustiniani è citata in questo modo: "Voltando
a man destra avete in villa il giardino del Sig. Principe Giustiniani, copiosissimo di
statue, bassirilievi & iscrizioni antiche".
Bisogna arrivare al 1820 perché quest'area diventi proprietà dei Borghese, i quali né
affidarono la risistemazione all'Architetto Luigi Canina, che la trasformò in quella che
noi oggi vediamo.
Dal 1901 tutta Villa Borghese è proprietà del Comune di Roma, che né ha fatto un Parco
Pubblico.
Nel 1907 fu sede provvisoria dell'Istituto Internazionale dell'Agricoltura voluto da David
Lubin e dal Re Vittorio Emanuele III, in attesa dell'erigendo Palazzo, attuale sede del
C.N.E.L. La Casina Gustiniani dopo anni di abbandono e di incuria nel 1957, fu data in
affitto dal Comune di Roma all'Artista Cecilia Ferro, che la restaurò e ne fece il
proprio studio. Divenne così punto di incontro degli Artisti romani, e non solo, ma anche
centro culturale e di diffusione dell'Arte contemporanea. Oggi è sede di un associazione
culturale
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