
a sinistra il Casino Giustiniani come si vede oggi, a destra un acquarello di Arthur Robinson del 1843 proveniente della Thomas Pritchard Rossiter Collection nel
New York Historical society

La Casina o Casino o Casetta Giustiniani sorge in viale David Lubin 4, all’interno del parco di Villa Borghese, all’incrocio con via degli Orti Giustiniani,
vicino Villa Lubin e al muro di cinta di Villa Strohl Fern. Le facciate e il portico presentano brandelli di affreschi che rappresentano delle sculture e prospettive a trompe l’œil.
La Casina Giustiniani
è posta nellinterno del parco di Villa Borghese a Roma
(Via David Lubin, 4 - identificato catastalmente al Foglio 554; part.8; subalterno 501-IBU 6881-UIB 2622), fu costruita tra la fine del '400 e i primi del '500, secondo i
primi documenti che né testimoniano l'esistenza.
In questa area fuori Porta del Popolo, tra il vicolo dell’Agnello e il vicolo del Muro Torto, fin dal Quattrocento c’era una vigna di proprietà delle monache Benedettine del convento di Campo Marzio. La zona era detta Valle della Badessa. Il nome di Valle della Badessa deriva probabilmente dal fatto che la vigna fosse stata portata al monastero in dote da una monaca che poi divenne badessa.
Qui avevano cercato riparo Stefano Porcari e i suoi compagni dopo una congiura contro il papa Niccolò V (1397-1455) . Lì erano stati catturati e impiccati. Correva l’anno 1453, a Costantinopoli stavano entrando i Turchi e il terrore dell’arrivo dei mussulmani si era sparso nella Roma provata dal recente sacco dei Lanzichenecchi. Pochi anni dopo, papa Sisto IV (1414-1484) si convince a metter mano al ripristino delle mura Aureliane, ormai decadenti. Porta del Popolo è rifatta e tutti gli avanzi del materiale edilizio sono ammucchiati fuori il Muro Torto. Detto materiale, come confermato da moderne analisi, è servito a gettare le fondamenta della casetta, costruita appunto tra la fine del Quattrocento e i primi del Cinquecento.
Mastro Nocciolus, fabbro provetto a Sant’Eustachio, è il primo affittuario documentato della vigna e paga ogni anno alle monache due “cavallate” di mosto di vino (una cavallata era la quantità trasportabile da un carro) alle Monache Benedettine! Da allora la Casina, assieme ai terreni che la circondavano, è passata da inquilino a inquilino, fra cui anche un certo Venturino Tramezzino, “libraro”, che né fece, nel 1572, un’Osteria con gioco di bocce.

Nel 1573 don Giuseppe Giustiniani compra dalle monache tutte le vigne, con la casina e altri edifici a uso rurale. La trattativa non è difficile, perché Venturino Tramezzino deva dei soldi ai Giustiniani e uno dei figli di don Giuseppe è cardinale.
I Giustiniani né
fecero una villa bellissima, piena di statue e ruderi romani. Nella guida dal titolo
"Le magnificenze di Roma antica e moderna" di Fioravante Martinelli, pubblicata
in Roma nell'Anno Santo 1725, la Villa Giustiniani è citata in questo modo: "Voltando
a man destra avete in villa il giardino del Sig. Principe Giustiniani, copiosissimo di
statue, bassirilievi & iscrizioni antiche".
Nel 1802 la proprietà Giustiniani con altre vigne adiacenti viene acquistata dai del Drago-Biscia che quindici anni dopo la rivendono a Camillo Borghese. Questo doppio passeggio probabilmente fu voluto dai Giustiniani, ormai in decadenza, per non far vedere che cedevano alle pressioni del principe Borghese.
Con l'acquisto i Borghese né
affidarono la risistemazione all'Architetto Luigi Canina, che la trasformò in quella che
noi oggi vediamo. E’ lui che fa realizzare gli affreschi sulla loggia.La casina è indicata nella planimetria dello stesso Canina del 1828 come casa facente parte degli Orti Giustiniani
(o anche "vigna del marchese Giustiniani fuori Porta del Popolo"), ormai inglobati in Villa Borghese, e in una incisione del 1840 eseguita da G. H. Busse come casale Cenci Giustiniani.
Dal 1901 tutta Villa Borghese è proprietà del Comune di Roma, che né ha fatto un Parco
Pubblico.
Nel 1907 fu sede provvisoria dell'Istituto Internazionale dell'Agricoltura voluto da David
Lubin e dal Re Vittorio Emanuele III, in attesa dell'erigendo Palazzo, attuale sede del
C.N.E.L. La Casina Gustiniani dopo anni di abbandono e di incuria nel 1957, fu data in
affitto dal Comune di Roma all'Artista Cecilia Ferro, che la restaurò e ne fece il
proprio studio. Divenne così punto di incontro degli Artisti romani, e non solo, ma anche
centro culturale e di diffusione dell'Arte contemporanea. Dopo alcuni anni in
cui è stata sede di un associazione
culturale, il bene è tronato nella disponibilità del Comune che lo ha
recentemente messo a bando al fine di un utilizzo sociale: (Bando per l’assegnazione di locali di proprietà di Roma Capitale ad associazioni senza scopo di lucro per lo svolgimento di attività culturali e di rilievo sociale) scadenza 6 novembre 2017.


al
centro la mappa dove era situata la "Vigna fuori Porta del Popolo" del Marchese Vincenzo Giustiniani.
Al margine superiore della pianta di Giovan Battista Nolli (1748) si vede l'originaria estensione di Villa Borghese,
qui evidenziata in verde, che prima dell'annessione di Villa Giustiniani (in giallo) arrivava fino al muro torto;
il punto rosso segna la posizione dove nel secolo successivo fu edificata la porta egizia
(a destra) che ancora si può notare all'interno di Villa Borghese


La planimetria della villa che si sviluppa su due piani
per una superficie catastale di mq 149
(dati della Conservatoria di Roma Capitala IBU 6881 - UIB 26222 Nuovo catasto urbano di Roma foglio 554 particella 8 sub 501)
Statua della Ninfa Egeria, appartenuta alla Collezione Giustiniani, situata nella "Vigna fuori Porta del Popolo" del Marchese Vincenzo Giustiniani
Concessione a Cnel del ‘Casino Cenci-Giustiniani’
(notizia ottobre 2024)
Il ‘Casino Cenci-Giustiniani’ è stato concesso al Cnel-Consiglio Nazionale
dell’Economia e del Lavoro (Dec.di Giunta Capitolina n.61 del 29 agosto 2024), a titolo gratuito per i prossimi 30 anni, per la
realizzazione di un centro pubblico dei saperi per i giovani, con l'impegno da
parte dell'ente a ristrutturare e valorizzare l’edificio.
Il 2 settembre 2026, alla presenza del presidente del CNEL Renato Brunetta e del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, si è svolta l’inaugurazione dei lavori di restauro della Casina Giustiniani, sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. L’edificio, risalente alla fine del XV secolo e collocato all’interno del parco di Villa Borghese, è stato dato in concessione al CNEL da Roma Capitale, per la realizzazione di un centro pubblico dei saperi in ambito economico, sociale e del lavoro e per il coinvolgimento delle giovani generazioni nei processi di innovazione, ricerca e orientamento professionale. A seguire, si è svolta l’inaugurazione della mostra realizzata dal CNEL “Genius Loci: dagli Horti Giustiniani a Villa Lubin. La mostra ripercorre le vicende di un luogo straordinario, dagli antichi Horti Giustiniani (fine sec. XVI) alla costruzione di Villa Lubin (1906-1908), sede dell’allora Istituto Internazionale di Agricoltura, fondato da David Lubin con il patrocinio di Vittorio Emanuele III, fino all’attuale destinazione dell’edificio al CNEL, organo di rilievo costituzionale, che ha qui la sua sede dal 1958.
"Sin dall’avvio della XI Consiliatura – ha affermato il presidente del CNEL Renato Brunetta – abbiamo avviato un’importante opera di riqualificazione e valorizzazione della sede istituzionale del CNEL, Villa Lubin. Tra i tanti interventi realizzati, si è proceduto al recupero di diversi locali di servizio in stato di degrado, è stata avviata una vasta azione manutentiva dell’edificio e dei suoi spazi limitrofi, si è potenziato il servizio di cura del verde. Le sale di rappresentanza sono state arricchite con opere provenienti dalle Gallerie degli Uffizi e sono in corso accordi per l’acquisizione di altri pezzi pregiati da musei pubblici. L’inaugurazione del cantiere della Casina Giustiniani è forse la più significativa tappa di questo percorso. Una tappa che si compie grazie a Roma Capitale e per questo rivolgo un sentito ringraziamento al sindaco Gualtieri. L’idea di fondo è restituire al CNEL la dignità del ‘luogo istituzionale’ che rappresenta, per il volere dei padri costituenti. E al tempo stesso restituire ai romani, e anche ai tanti turisti italiani e stranieri che visitano questa meravigliosa città, un luogo di grande bellezza e di eccezionale valore storico".
L’intervento di restauro, condotto in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e il Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per il Lazio, prevede il restauro e l’adeguamento funzionale della Casina, che diventerà un luogo di incontro e formazione dedicato alle giovani generazioni, alle università, alle forze sociali e al terzo settore, con particolare attenzione all’innovazione, alla sostenibilità e alla partecipazione civica.
A seguire, si è svolta l’inaugurazione della mostra realizzata dal CNEL “Genius Loci: dagli Horti Giustiniani a Villa Lubin”, la narrazione di sei secoli di storia di un’area, compresa tra via Flaminia, il Muro Torto e l’attuale parco di Villa Borghese, che ha accompagnato la modernità di Roma, dall’età dei giardini e delle ville rinascimentali alla nascita delle istituzioni internazionali e repubblicane. La mostra, attraverso documenti, mappe e immagini d’epoca, ripercorre le vicende di un luogo straordinario, dagli antichi Horti Giustiniani (fine sec. XVI) alla costruzione di Villa Lubin (1906-1908), sede dell’allora Istituto Internazionale di Agricoltura, fondato da David Lubin con il patrocinio di Vittorio Emanuele III, fino all’attuale destinazione dell’edificio al CNEL, organo di rilievo costituzionale, che ha qui la sua sede dal 1958.

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