VILLA GIUSTINIANI A BARI

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Villa Giustiniani, detta anche la "casa rossa", si trova a Bari all'incrocio tra via Fanelli e largo Omodeo. Davanti ad un largo piazzale in cui carte e spazzatura sono di casa.
Si pensava che fosse una semplice casa abbandonata vicino alla scuola Omodeo. Di proprietà di Vittorio (detto Vito) Giustiniani, uno dei più famosi giuristi baresi (poi affittata a contadini) e che nel 1800 abitava in questa zona, appartenente al territorio di Ceglie-Carbonara. Sono ancora visibili una colonna d'ingresso e una parte del muro di cinta; un intervistato ci ha raccontato che pare esista un passaggio sotterraneo che conduce al mare.
Da studi più recenti sembra che questa Villa corrispondesse alla Grancia Benedettina tra il IX e XII secolo, ovvero San Nicola fuori le Mura.
Tipica costruzione extraurbana adibita a residenza, la villa è composta da un parallelepipedo a due piani con facciata e ambienti interni. Il portone principale, in facciata, è formato da un arco a tutto sesto sormontato da balcone al piano nobile.
Una notizia certa è quella secondo cui, sotto l'area, si trova un ipogeo di epoca romano-bizantina che ha la forma di "dromos" (rettangolo allungato con aperture ai lati per aerazione e illuminazione, costituito da un corridoio scoperto che dal piano di campagna scende fino al piano di calpestio dell'ipogeo). Negli anni ’80 alcune associazioni, tra cui ADIRt (Associazione Difesa Insediamenti Rupestri territorio), bloccarono l’abbattimento per la realizzazione di una strada e parcheggio e portarono all’imposizione del vincolato del Ministero per i Beni C.A. con DM 11/05/1981 e DM 2/04/1982. Sbaglia quindi chi ritiene si tratti solo di un rudere, perché per importanza storico-archeologica la villa è sottoposta al vincolo del Ministero delle Belle Arti e non può essere abbattuta.
L'ipogeo, che ha accesso da un dromos con gradoni scavati nel terreno, oggi in stato di abbandono è murato, è costituito da sei ambienti, alcuni scavati nella roccia, altri delimitati da murature in tufo che fanno da fondamenta per la villa sovrastante. Secondo l’archeologo Nino Lavermicocca, originariamente poteva trattarsi di una struttura sepolcrale, probabilmente ebraica, vista la sua ubicazione lungo l’antico tracciato della Bari-Taranto. Luogo questo, d’insediamento in età tardo-antica e medievale di piccole colonie ebraiche extra urbane, quando gli ebrei lasciarono la città intorno al 1071. L’ipogeo non è accessibile per motivi di sicurezza per pericolo crolli, ma anche per la villa ci sono pericoli di distacchi di pietre. Il terreno è accessibile attraverso sentieri tra le erbacce e i rifiuti.
Sarebbe curioso scoprire cosa nasconde l'ipogeo, ma soprattutto sarebbe necessario un opera di riqualificazione e valorizzazione dell’immobile. Dal 1993 in poi si cerca di far tornare l’attenzione sul luogo per giungere ad un adeguata sistemazione della piazza a verde pubblico e la realizzazione di un museo della civiltà rupestre, come da progetto comunale vecchio ormai di oltre venti anni.
Ci si augura quindi che al più presto Villa Giustiniani venga recuperata e messa a disposizione della cittadinanza.
Bibliografia
-C. dell’Aquila, F. Carofiglio, Bari extra moenia, insediamenti rupestri ed ipogei, vol. 3, Bari, 1985, pp. 116-121;
- N. Lavermicocca, I sentieri delle grotte dipinte, Bari, 2001, p. 17.
vedi anche:
Ipogeo di Villa Giustiniani
Menhir, chiese e ipogei I tesori dimenticati di Bari

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